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Suicide Squad: David Ayer spiega la storia dietro i tatoo di Joker

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Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

Davide nasce a Trapani nel luglio del 1995, all’età di 5 anni si trasferisce a Brescia dove vive tutt’ora. Fin da piccolo è appassionato di videogames e serie TV/film, la prima console è stato lo storico nintendo DS Lite, che conserva ancora gelosamente. Dai 15 anni si avvicina al mondo delle serie TV, usando il tempo libero disponibile per l’infinito recupero delle puntate. Da qualche anno si è avvicinato al mondo della MARVEL [..]

Abbiamo sentito molto parlare di Jared Leto nel ruolo del nuovo Joker di Suicide Squad, ma ancora più interessante come il direttore David Ayer spiega tutta la storia che sta dietro al “bad guys”.

Ha iniziato a parlare molto nel dettaglio su come ogni tatuaggio sul corpo di Joker faccia parte della sua storia: “Un sacco di questi hanno a che fare con la storia del personaggio; se un ragazzo come lui esistesse davvero al giorno d’oggi, da dove verrebbe? Come avrebbe fatto affari? Che aspetto avrebbe? Nel mio piccolo, ho avuto molta ispirazione dai signori della droga, su Instagram; è un ottimo modo per capire lo stile di vita di un cattivo“. Questo ha senso, ma si scopre che ha il corpo ricoperto di tatuaggi che vanno ben oltre la superficialità e l’aspetto esteriore, ci potrebbe essere molto di più di quello che l’occhio vede.

I tatuaggi raccontano un storia molto particolare” continua Ayere alla fine le persone li decifrano e capiscono cosa succede, ma ovviamente sono contrastanti, ogni volta che ne fai uno nuovo è contrastante. Ci sono delle storie molto specifiche e Easter Egg in quei tatuaggi. Anche i suoi denti, c’è una storia anche dietro a ciò. Ha scritto la sua storia sul suo corpo. Questo Joker è più stile working class, e penso che potrebbe vivere nel nostro mondo“. Questa spiegazione non mi aspetto cambi il pensiero di coloro che odiano i tatuaggi, ma è ovvio che il regista ha un’idea unica e ben precisa nel rappresentare questo personaggio iconico di Suicide Squad.

Ayer alla fine ha rivelato: ” Con Jared, è difficile per lui, deve costantemente andarsene, tornare, andar via di nuovo, ritornare, è fatto così. Joker è qualcosa che si deve essere, e si vede come alcune volte per lui sia faticoso esserlo. Puoi sentirlo quando viene a lavoro, l’equipe lo sente, tutti li sentono. È come se gli uccelli smettessero di volare: È fottutamente terrificante!“.

Il 5 agosto non può arrivare così presto, giusto?

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