Star Wars Episodio VIII: analisi e considerazioni sull’ultimo trailer

Cinema
Matteo Ivaldi
Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Star Wars è tornato.

D’accordo, sai che sorpresa, a distanza di quasi due anni dall’uscita nei cinema di Episodio VII – Il Risveglio della Forza, il terzo più grande incasso cinematografico mondiale della storia dopo Via Col Vento e Avatar; una chimera per i fan dell’epica familiare ambientata tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, i quali avevano sempre saputo che George Lucas aveva progettato inizialmente una storia lunga nove film, tre trilogie, destinate a costituire un universo fantascientifico a dir poco immenso attraverso diverse generazioni di Skywalker.

La tiepida accoglienza riservata ai prequel, prodotti tra il 1999 e il 2005, sembrava avesse chiuso la porta in modo definitivo alla possibilità di raccontare un giorno il periodo di transizione tra la caduta dell’Impero Galattico e la restaurazione della pace nella galassia. Sarebbe diventato, come infatti fu prima che la Disney derubricasse il tutto a materiale non più canonico, l’universo espanso di Star Wars raccontato da romanzi, fumetti e videogiochi.

Poi, qualche anno fa, la scintilla. La vendita di ogni diritto riguardante la saga alla Disney per una cifra esorbitante. Il risveglio della Forza.

Quello che voglio dire è: non vi sembra di aver visto l’attesissimo, insperato Episodio VII ieri? Di essere appena tornati dal cinema nonostante ci sia passato di fronte anche lo splendido Rogue One, il primo di una lunga serie di spin-off destinati ad ampliare il canone lucasiano liberi dai vincoli temporali della nuova trilogia?

Una parte di me è ancora lì, trepidante, seduto su una poltrona a luci spente nel cinema, in attesa di vedere apparire la fatidica scritta azzurra. Non importa quanto questi film siano ben scritti o servano realmente la visione originale dei nostri genitori che abbiamo felicemente ereditato, Star Wars è ammantato di un’aura speciale.

Questa saga è portatrice di un’anima nascosta che ci impone di non distogliere lo sguardo, di accorrere ogniqualvolta si avverta il richiamo della Forza, “il campo energetico creato da tutte le cose viventi, ciò che mantiene in piedi l’universo”, per dirla alla Obi-Wan Kenobi. All’improvviso torniamo tutti più giovani, al tempo in cui sentimmo per la prima volta il tema di John Williams e facemmo anche noi il primo passo in quel mondo più vasto.

Ma sono passati quasi due anni da Il Risveglio della Forza e il nuovo episodio di Guerre Stellari (come l’ho sempre chiamato e lo chiamerò prima dell’internazionalizzazione), Gli Ultimi Jedi, diretto da Rian Johnson, è stato completato e si è mostrato per la seconda volta in un trailer prima dell’uscita prevista per il 13 Dicembre in Italia.

L’attesa è spasmodica, la data fatidica si avvicina alimentando speranze e qualche malcelato timore. Episodio VIII sarà all’altezza delle nostre aspettative? Farà per questa trilogia quello che fece L’Impero Colpisce Ancora per l’originale, ovvero innalzarsi nell’olimpo della settima arte come uno dei film di fantascienza (o fantascienza-fantasy) più celebri e imitati della storia?

Al momento non possiamo fare altro che esaminare insieme il trailer, trarne il maggior numero di conclusioni possibili e proseguire sospiranti nell’attesa. Ripassiamolo scena per scena.

DOPO IL RISVEGLIO

“Quando ti ho trovato non ho visto altro che un puro, incontrollabile potere.”

Kylo Ren, ovvero Ben Solo, il figlio di Han e Leia Organa, osserva l’esercito del Primo Ordine disporsi all’interno di una base sconosciuta, l’ennesimo nascondiglio di ciò che è rimasto dell’Impero edificato da Darth Sidious e Anakin Skywalker, suo nonno e mentore indiretto.

La distruzione dell’ennesimo surrogato della Morte Nera, la Starkiller, ne Il Risveglio della Forza sembra non avere intaccato granché la potenza del Lato Oscuro: il misterioso Lord Snoke è ancora in grado di seminare il terrore nella galassia e dall’alto della piramide il suo protetto, il parricida Ren, prosegue lungo il cammino che dovrebbe portarlo a ergersi come nuovo signore dei Sith.

Gruppi di soldati nella classica uniforme bianca marciano su diversi pianeti, un nuovo modello di AT-AT anfibio fa la sua comparsa sulla superficie di Crait, il pianeta minerario su cui si svolgerà forse la più grande schermaglia della pellicola: la principale differenza di questi bestioni rispetto all’Impero Colpisce Ancora è rappresentata dalle zampe, simile a quelle di primati, un accorgimento che potrebbe rendere ininfluente il trucchetto che permise al giovane Luke Skywalker di farne inciampare una gran quantità su Hoth. Il Primo Ordine impara dai propri errori – non uno dei talenti del vecchio Impero che a Endor si diede la zappa sui piedi da solo.

Il trailer si sposta su Ahch-To, il luogo di nascita dell’Ordine dei Jedi. Sappiamo che Episodio VIII si aprirà sull’identica scena con cui Il Risveglio della Forza si concluse, Rey che consegna tremante al redivivo Luke la spada laser che fu di suo padre e che la ragazza utilizzerà perlomeno nel corso della fase di addestramento all’arte dei cavalieri.

Le parole di Snoke valgono sia per Ben che per Rey: in entrambi scorre quell’energia primordiale che il maestro Sith desidera e che Luke ha imparato a temere a seguito del tradimento del nipote. Che sia il lascito di Anakin, il Prescelto, colui che avrebbe dovuto portare equilibrio nella Forza e, giocoforza, un indizio sull’identità di Rey?

Star Wars è una saga familiare, l’abbiamo ribadito, il racconto di una genealogia di portatori della Forza originatisi dall’antica profezia: siamo in grado di tollerare una protagonista aliena a questa regola che lasci Luke l’ultimo del clan degli Skywalker?

La soluzione più semplice è spesso quella giusta, è possibile che Star Wars non intenda affatto sconvolgersi con un plot twist audace e lasci la sorpresa ad altri ambiti, aspettando soltanto il momento più propizio per rivelare ciò che è sempre stato sotto gli occhi di tutti: Rey è la figlia di Luke Skywalker, progenie speculare del figlio di Leia, eredi entrambi del potere fuoriscala di Darth Vader.

Le teorie fioccheranno finché non sarà il film stesso a esprimersi; Daisy Ridley, l’interprete di Rey, ha affermato di avere sempre dato per scontato l’identità della ragazza grazie a quanto detto, o lasciato intuire, da Episodio VII. Se prendiamo le sue parole per buone e ci stiamo davvero complicando la vita da buoni paranoici, allora il trailer sembra incoraggiare l’ovvio. Dubito tuttavia che questo basterà a zittirci.

IL MAESTRO E L’APPRENDISTA

Luke Skywalker aiuterà Rey a sfoderare il suo potere; non sappiamo quanto durerà l’addestramento o se la ragazza non riuscirà a terminarne il percorso come in Episodio V ma è stato confermato da più fonti, tra cui Mark Hamill stesso, che il rapporto tra i due non riprodurrà necessariamente quanto visto nella vecchia trilogia tra Luke e Yoda.

Il film precedente ci ha lasciato intendere che Skywalker avesse tentato di ergersi a maestro di una nuova schiera di apprendisti, impresa culminata nell’avvento dei cavalieri di Ren e l’ennesima carneficina di un tempio Jedi dagli anni della Repubblica.

Se Luke si è dato alla macchia c’è un motivo, infatti non sembra affatto intenzionato a riprendere il ruolo di insegnante per quanto il futuro sia in pericolo. Quest’ultima anteprima lo ha mostrato combattuto, immalinconito e, dettaglio affascinante, terrorizzato da ciò che Rey può compiere.

È sgomento quando la terra dell’isola di Ahch-To si frantuma mentre la giovane si concentra e direttamente ostile nell’accomunare lo spirito di Rey al giorno in cui perse la speranza di ripopolare l’ordine dei Jedi.

“Ho già visto lo stesso potere una volta. Non mi ha spaventato abbastanza allora… mi spaventa adesso.”

È Luke che si rivolge a Rey con queste parole. Sia lui che Snoke fanno uso del medesimo termine, ‘raw’ – puro, selvaggio. I suoi occhi sono colmi di terrore e risentimento, non un bel biglietto da visita per Rey.

Se Kylo Ren e la ragazza sono scaglie della Forza che scorreva in Anakin il Primo Ordine e l’Alleanza Ribelle dispongono allora di due straordinarie bombe a orologeria capaci di determinare l’esito del conflitto non appena uno di essi germoglierà in un Sith o un Jedi fatto e finito.

L’intercessione di una leggenda del bene come Luke dovrebbe farci sentire in una botte di ferro per quanto riguarda Rey, non fosse che quest’ultimo sembra ricordare ben poco l’eroe visto ne Il Ritorno dello Jedi e potrebbe fungere da esempio negativo per la protagonista oltre che un orribile presentimento per chi aveva imparato a conoscerlo.

Cosa può aver spaventato Luke a tal punto da impedirgli di fare la cosa giusta, impedire che Rey venga tentata dal Lato Oscuro? Parliamo dell’uomo che ha perso una mano affrontando il proprio padre subito dopo averlo scoperto, che ha guidato la resistenza, sconfitto Palpatine (più o meno) e redento il genitore.

Riscoprirlo pavido e disilluso, per quanto stimoli l’interesse dei fan, necessiterà di una spiegazione all’altezza. Parte dell’enigma potrebbe risiedere, sempre dando per buono lo spunto che accomuna Ben Solo e Rey, nel rapporto mai del tutto sanato col ricordo di Anakin, tale da rendere Luke incapace di accettare se stesso come mentore (in quanto portatore della “maledizione”) e timoroso di rivederne la maschera non solo in Ren bensì anche nella giovane.

Insomma, Luke può avere mancato la redenzione della propria discendenza, con conseguenze nefaste all’orizzonte.

UCCIDI IL PASSATO

Dall’altro lato, Kylo Ren deve completare il percorso ordito da Snoke: per diventare un Sith deve eliminare letteralmente il passato uccidendo sia la madre che il padre.

Avremo dunque una battaglia nello spazio in cui parte della flotta ribelle verrà distrutta e Ben avrà la possibilità di trovarsi faccia a faccia con Leia.

Il trailer ci dona un commovente primo piano di Carrie Fisher, scomparsa lo scorso dicembre, ricordandoci che indipendentemente dalla fine del personaggio in Episodio VIII questa sarà l’ultima volta in cui vedremo l’attrice sullo schermo nel ruolo che l’ha consacrata alla storia.

Rian Johnson ha confermato di non avere alterato di una virgola la storia della principessa alla luce della morte dell’attrice, sarà Episodio IX a doversi adattare al fato e rinunciare a Leia.

Dovremo attendere altri due anni per scoprire in cosa costituirà l’ultimo saluto a Carrie; essendo stata prevista originariamente per tutta la trilogia è improbabile che Ben riuscirà a premere il grilletto contro di lei, il trailer è già piuttosto chiaro a riguardo e intende farci soffermare sulla rinnovata speranza che Kylo Ren possa a un certo punto tradire il Lato Oscuro e tentare una riconciliazione, laddove l’evoluzione di Rey sembra non voler intraprendere a tutti i costi la strada preventivata.

“Ho bisogno che qualcuno mi mostri il posto che occupo in tutto questo.”

Il grande spauracchio. Kylo Ren, guarito dalla ferita al volto (indice che la scena potrebbe trovarsi verso la fine del film), che tende una mano tentatrice a Rey. Che l’addestramento su Ahch-To si rivelerà un fallimento parziale è una cosa su cui posso sentirmi pronto a scommettere, ma che Daisy Ridley si arruoli fra i cattivi anche solo per un istante è un pensiero che mi lascia assai perplesso e che mi porta a considerare capzioso il finale del trailer.

Non abbiamo idea di come si dipanerà la scena, se Rey e Ben si stiano davvero parlando, se quest’ultimo abbia già tradito Snoke o se la ragazza stia giocando d’astuzia ai suoi danni.

Il promo è costruito ad arte per far parlare di sé e puntare tutti i riflettori su dicembre – se concorrerà a preoccupare i fan e ad animare il dibattito nei prossimi due mesi non avrà fatto altro che portare a termine il proprio compito.

Dunque mi permetto di gettare acqua sul fuoco: è presto per giudicare.

Gli Ultimi Jedi giocherà senz’altro sulla tentazione, la seduzione di bene e male opposti, lasciando magari una speranza in metà, il grigio, come paventato dall’universo espanso. Un nuovo modo di concepire l’uso della Forza, più relativista.

Chissà che la profezia non intendesse questo quando parlava di portare l’equilibrio, d’altronde non è vero che “solo un Sith vive di assoluti” parafrasando ancora il mio personaggio preferito della saga. È una contraddizione in termini, dato che è stato detto da un Jedi.

IL MIO NOME È PORG. JAMES PORG.

Abbiamo parlato fin troppo di Rey, Luke e Kylo Ren, questo perché il trailer si è dimostrato parco nei confronti delle altre storyline.

Finn si riprenderà presto dalla ferita infertagli da Ren sul finire di Episodio VII e condurrà insieme al pilota Poe Dameron e un nuovo personaggio chiamato Rose (Kelly Marie Tran) una missione per conto della resistenza che dovrebbe portarli a intrufolarsi all’interno di una imponente nave imperiale: Finn ritroverà il capitano Phasma (Gwendoline Christie) e i due ingaggeranno un duello a suon di lancia e il celebre bastone stordente esibito in Episodio VII da uno stormtrooper divenuto ormai un meme del web.

Sospetto che il ritorno dell’arma sia collegabile al fenomeno, in tal caso non è che possa ritenermi dispiaciuto. Sarei altrettanto felice di vedere il volto di Brienne di Tarth fare capolino da sotto l’elmo cromato di Phasma.

Segue una scena d’inseguimento a bordo del Millennium Falcon nei meandri del pianeta Crait (deduco, dal colore rosso dei cristalli); l’astronave è occupata da Chewbacca in compagnia di un adorabile Porg, un alieno nativo di Ahch-To che Luke a quanto pare si porterà dietro per qualche motivo.

È lecito immaginare che Rey occupi il sedile del pilota benché le immagini non lo confermino. Altra menzione degna di nota, un paio di secondi di Snoke in primo piano: il signore dei Sith è un prodotto di CGI e motion capture impressionante costruito sull’interpretazione di Andy Serkis, l’uomo dietro a Gollum e il King Kong di Peter Jackson nonché Caesar della nuova saga de Il Pianeta delle Scimmie.

Snoke farà prigioniera Rey a un certo punto de Gli Ultimi Jedi e la torturerà grazie ai soliti poteri mentali; la figura sfocata color oro sullo sfondo è la sua e contribuisce a fugare un dubbio nato durante Episodio VII: Snoke non è un gigante, ama solo torreggiare sui suoi sottoposti durante le videoconferenze.

Abbiamo detto tutto? Il trailer evita di presentarci i personaggi che verranno interpretati da Benicio del Toro e Laura Dern, nonché uno dei set più attesi di Episodio VIII, il pianeta-casinò di Canto Bight, una macchia di opulenza in un universo altresì vecchio, sporco e impoverito da una generazione sotto l’assedio dell’Impero.

Hamill ha descritto Canto Bight come uno dei momenti più spettacolari del film in termini di scenografia e comparse e non vediamo l’ora di capire come si inserirà nel contesto de Gli Ultimi Jedi e quanto trasformerà lo stile visivo della pellicola: alla Disney sembrano averlo capito e hanno preferito lasciarci crogiolare nell’ansia, peccato.

Il trailer gioca di rimessa e ribadisce soltanto ciò che già ci immaginavamo, dando risalto al tema principale e custodendo i segreti di Episodio VIII, salvo ulteriori release, all’uscita nei cinema.

FARE. NON C’È PROVARE.

Gli Ultimi Jedi rappresenterà il vero banco di prova del nuovo Star Wars, incoraggiato dal risultato egregio di Rogue One dopo le prime alzate di sopracciglia de Il Risveglio della Forza.

Episodio VII poteva permettersi di attingere a piene mani dalla trilogia classica in quanto apripista del nuovo corso: il film ha convinto per la spettacolarità, la regia di mestiere di J.J. Abrams (che tornerà in Episodio IX in sostituzione di Colin Trevorrow) e il potere della nostalgia ma si è rivelato povero di contenuti abbastanza solidi e originali per guadagnarsi la nostra completa fiducia.

Il seguito dovrà ergersi al di sopra delle perplessità, sorprenderci e costruire sulle fondamenta del primo film un racconto che non viva più il complesso di inferiorità nei confronti dei classici evitando allo stesso tempo di gareggiare con L’Impero Colpisce Ancora, il miglior Star Wars di sempre.

Quest’ultimo trailer, attento a non mostrare più di quanto non debba, ci invita a presentarci in sala a metà di questo dicembre. Solo allora sapremo dove sarà diretto realmente il grandioso progetto Disney.

Intanto aspetto l’ufficialità dello spin-off su Obi-Wan.

Firmato: un fan delle spade laser azzurre e degli attori scozzesi.

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