South Park: Scontri Di-Retti, la Recensione – NO SPOILER

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Antonio Salvatore Bosco
Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Basta conoscere soltanto il nome della serie South Park per sapere a cosa si va incontro quando si parla di questo brand: una comicità irriverente, satira sottile e non, battute geniali a non finire e critiche più o meno velate alla nostra società, alle religioni, alle mode. Tutto ciò non si riflette soltanto nella serie di Matt Stone e Trey Parker ma anche nei videogiochi basati su di essa sviluppati da Ubisoft, sempre sotto la supervisione dei due creatori.

Come il suo predecessore, South Park: Scontri Di-Retti non si risparmia e ci farà trascorrere molte ore ricche di divertimento: sarà però riuscito a raggiungere le vette del quasi perfetto South Park: Il Bastone della Verità? Scopriamolo nella nostra recensione priva di spoiler!

Una frenetica avventura a suon di… scoregge!

South Park: Scontri Di-Retti comincia esattamente da dove avevamo lasciato Il Bastone della Verità, rimettendoci nuovamente nei panni del bambino appena arrivato in città e a cui hanno assegnato il titolo di Re nel gioco a cui partecipano tutti i ragazzini della città. Appena ci buttiamo nell’azione capiamo subito le differenze di fondo con il precedente capitolo: oltre al gameplay cambiato, su ci soffermeremo in seguito, vediamo che è stata abbandonata l’atmosfera da fantasy in stile Signore degli Anelli a favore di uno stile supereroistico che va a basarsi sui mondi Marvel e DC e che non evita i divertenti ed espliciti riferimenti a questi due pilastri del mondo fumettistico.

In questo mondo fatto di super poteri, maschere originali e bizzarre, personaggi assurdi e loro doppioni provenienti da un universo alternativo (sì carissimo cugino di Kyle, ci riferiamo proprio a te, grandissimo rompi c… ehm dicevamo…) ci sono due fazioni che vogliono imporre la loro superiorità tra i bambini delle elementari (perché insomma, non avete mai voluto essere i bambini più fighi di tutta la scuola?).

A confrontarsi sono infatti Il Procione e i Suoi Amici contro Gli Amici della Libertà, un tempo un unico grande gruppo e ora separati e rivali a causa dell’orgoglioso “Procione” Eric Cartman che ha una missione: ritrovare un gattino smarrito per ricevere la ricompensa di 100 dollari e dare inizio alla serie Netflix dedicata a lui e ai suoi compagni con lo scopo di realizzare poi l’Extended Cooniverse (Coon= Procione) del suo franchise.

Ci sembra corretto caro Zio Ben

Un compito decisamente importante e impegnativo dietro al quale però non si nasconde soltanto un innocente gattino ma una situazione bizzarra e più complicata in pieno stile South Park, che però i nostri piccoli bambini (maleducati, volgari, violenti ma pur sempre bambini) continueranno a ritenere un grande gioco.

Ecco che, per il suo scopo, Cartman decide di accoglierci nella sua squadra, sebbene inizialmente controvoglia. Come ogni eroe che si rispetti però, anche il Novellino deve avere un passato che lo abbia segnato: non vi diciamo qual è stato l’evento che ci ha cambiato la vita, rendendoci addirittura muti, ma appena lo saprete vi renderete conto che si tratta di qualcosa che traumatizzerebbe chiunque (o forse no?). Prima di farci scegliere quali abilità vogliamo acquisire, il nostro amato Zio Ben ehm… volevamo dire il nostro amico Cartman, ci ricorda che “da grandi poteri deriva un mare di soldi e fi*a”: non potremo essere più d’accordo.

Diciamo quindi che non ci dilunghiamo oltre, lasciandovi godere la trama ricca di sorprese e piena di situazioni inaspettate che viveremo insieme al nostro personalizzato Peto-Man (sì avete letto bene, saremo soprannominati così a causa del nostro culo pieno di sorprese – cit. Kyle). Quello che possiamo dire però, è che la trama di South Park: Scontri Di-Retti riesce a divertire e intrattenere alla grande, ma a cui forse manca un po’ più di follia “studiata” per uguagliare la qualità del primo capitolo. Si tratta comunque di qualcosa di minimo perché il gioco resta epico.

Non sei un eroe senza la tua scheda personaggio

Il mondo dei supereroi si rispecchia anche in quella che è una parte fondamentale di qualsiasi gioco di ruolo: la personalizzazione del nostro personaggio.

La prima cosa che siamo tenuti a scegliere è il colore della pelle del nostro personaggio che più scuro sarà più ci vedrà in difficoltà nel mondo di gioco (cosa che però non inficerà nella difficoltà dei combattimenti, che andremo a scegliere in seguito). Nel corso dell’avventura potremo poi andare a modificare il colore della nostra pelle oltre che il genere e il sesso del nostro personaggio causando situazioni davvero divertenti.

Per quanto riguarda le nostre abilità in battaglia, South Park: Scontri Di-Retti ci metterà di fronte a una scelta difficile: dovremo infatti scegliere inizialmente tra tre diversi poteri, che saranno Velocista come Flash, Brutalista ovvero forti e violenti come La Cosa o Batman incazzato Blaster, con poteri simili a quelli dei Ciclopi ma con raggi e fiamme che escono da buchi insoliti. In seguito si potrà scegliere tra altre cinque classi ma vi lasciamo scoprire i poteri che potrà offrirvi ognuna.

Ogni classe avrà tre mosse di base e un attacco speciale; inoltre proseguendo nel gioco potremo mischiare i vari attacchi e creare un eroe che meglio si adatta alle nostre esigenze e alle varie situazioni.

Le varie abilità tra le quali potremo scegliere sono variegate e sarà davvero difficile decidere cosa usare

In South Park: Scontri Di-Retti, il nostro personaggio progredisce grazie ad alcuni “manufatti” (tra cui anche dei fidget spinner) che vanno a modificare i valori delle nostre caratteristiche e di cui possiamo usarne al massimo otto contemporaneamente.

Inoltre avremo la possibilità di andare a modificare il nostro DNA andandolo a mischiare con altri geni, come per esempio quelli di un pel di carota o della mamma di Kyle Broflovski. Questo andrà ad aumentare la potenza dei nostri attacchi permettendoci di andare a creare un personaggio che possiamo gestire in base alle nostre necessità.

Diciamo che la crescita è davvero semplice ma altrettanto profonda andando a determinare una notevole miglioria rispetto al titolo precedente.

Un’ultima cosa che merita una menzione è il sistema di crafting che risulta essere decisamente soddisfacente, soprattutto perché accompagnato da un loot “estremo” con tantissimi oggetti sparsi nel mondo di gioco, e perché gli oggetti che possiamo creare sono tra i più strambi ma anche utili (potrete invocare anche una divinità grazie a un particolare “amuleto”).

Una civil war da combattere uniti!

Parliamo ora dell’ottimo gameplay: come nel precedente capitolo parliamo di un sistema a turni ma con delle novità rispetto a Il Bastone della Verità. Innanzitutto sarà richiesto un pizzico in più di strategia vista la necessità di gestire i vari poteri e i personaggi da schierare in battaglia. Poi la maggiore novità risiede nel campo di battaglia, che ora è diviso in una griglia sui cui blocchi dovremo muoverci e sferrare i vari attacchi secondo la traiettoria corretta per colpire il nostro avversario, stando anche attenti a posizionarci dove poi lui abbia difficoltà a colpirci.

Dovremo essere bravi a calcolare le nostre mosse e a studiare l’ambiente circostante in quanto anche questo avrà un ruolo importante nella battaglia (in particolare ci aiuterà nelle combo-spinta, che aumenteranno il danno inflitto: per esempio spingere un nemico contro un altro alleato farà sì che quest’ultimo dia all’avversario un colpo aggiuntivo).

All’inizio della battaglia potremo scegliere la formazione della nostra squadra, portando in campo il nostro Novellino e altri 3 amici alleati. Inutile dire che oltre all’ottima caratterizzazione che hanno nella trama, anche nel combattimento i personaggi hanno personalità da vendere e inevitabilmente alcuni li porteremo sempre con noi (esatto Capitan Diabete, parliamo proprio di te; tu hai lasciato chili di zucchero nei cuori di tutti noi).

Anche questa volta ci saranno dei piccoli Quick Time Event dopo ogni attacco base sferrato che permetteranno di aggiungere danno al nostro potere se premiamo il tasto indicato al momento giusto. Dopo aver sferrato e ricevuto vari colpi, si caricherà totalmente la barra gialla del Potere Definitivo e lì potremo scegliere a quale personaggio far sferrare la sua super mossa, facendo partire delle simpatiche scenette (godetevi quelle del Procione e di Capitan Diabete).

Nel corso del combattimento potremo decidere anche, invece di attaccare o difenderci grazie alle abilità di supporto, di curare noi stessi o altri personaggi o invocare entità religiose in nostro aiuto grazie all’utilizzo di oggetti. Inoltre le battaglie saranno ricche di discorsi tra i personaggi.

Il sistema di combattimento di South Park: Scontri Di-Retti risulta quindi essere ricco di sfaccettature ma allo stesso tempo potrebbe offrire un maggiore livello di sfida, considerando che il game-over è un evento piuttosto raro.

South Park ovviamente non risparmia le critiche nei confronti delle religioni

Procinstagram, bagni, bisogni e peti

Se abbiamo già evidenziato quanto questo titolo rispecchi a pieno lo stile della serie televisiva, ci sono alcuni elementi che rendono questo gioco ancora più “South Park”. 

Se nel primo capitolo avevamo l’equivalente di Facebook, in questo capitolo è il turno di Instagram, o meglio Procinstagram. Un supereroe deve farsi conoscere dalle persone e quale il modo migliore se non aumentando i propri seguaci sui social network? Ecco quindi che dovremo chiedere alla gente di farsi dei selfie con noi ma alcuni saranno esigenti e si degneranno di una scattare una foto con noi solo quando saremo dei veri influencer.

Il minigioco più presente nel gioco è quello di utilizzare i vari bagni della città per defecare e produrre una notvole quantità di bisogni fumanti. Non si tratterà di un gioco da ragazzi e le varie sfide metteranno a dura prova i vostri pollici.

La mappa di gioco risulta essere di giuste dimensioni, riproponendo la città di South Park, e nel mondo di gioco troveremo varie missioni secondarie che saranno legate ai bisogni (non quelli fisiologici) dei personaggi. Se alcune side-quest saranno soddisfacenti, altre risulteranno uguali le une alle altre dando un senso piuttosto marcato di ripetitività.

Se questo minigioco vi sembra difficile, provate voi a farla in un bagno pubblico!

La cosa bella del girovagare per la città saranno le situazioni bizzarre in cui vi ritroverete: nel mondo saranno presenti vari enigmi ambientali i quali dovranno essere risolti grazie all’aiuto dei vostri super-amici. Per esempio avrete bisogno della super forza di Capitan Diabete per buttare giù qualche ostacolo oppure di Aquilon-Man che con l’aiuto del vostro potente culo vi porterà nelle zone elevate della città.

Una conclusione degna di un supereroe

Siamo quindi arrivati alla fine della nostra recensione e come avrete capito South Park: Scontri Di-Retti ci ha convinti e fatto divertire. Il titolo è un vero e proprio lungo episodio di South Park, 25 minuti diluiti alla perfezione in una quindicina di ore di gioco. Per chi conosce la serie sarà bellissimo cogliere tutti i riferimenti: combattere contro la mamma di Kyle con in sottofondo la canzone di CartmanKyle’s mom is a big fat b.” è qualcosa di meraviglioso. Invece per chi non conosce la serie animata, potrebbe essere il giusto motivo per cominciare a recuperarla (fatelo a prescindere dal gioco, non ve ne pentirete).

Merita di essere menzionato anche il comparto tecnico del titolo, che va a riprodurre esattamente le animazioni della serie, ma in particolare è notevole il comparto audio: il titolo è interamente doppiato in italiano con le voci originali della serie per i personaggi principali. Ovviamente per un’esperienza migliore vi consigliamo di giocare in lingua originale al fine di cogliere tutte le sfaccettature delle varie battute, che spesso in  italiano faticano a rendere e si basano più sull’ilarità e sul nonsense che sulla sottile ironia caratteristica.

Infine quindi riteniamo che South Park: Scontri Di-Retti sia uno dei titolo più divertenti degli ultimi anni e ben realizzato ma pur sempre un piccolo gradino al di sotto del fantastico South Park: Il Bastone della Verità, soprattutto per quanto riguarda il livello di scrittura della trama e delle battute presenti. Dopotutto si sa: in un franchise che si rispetti è sempre il primo capitolo a essere il migliore.

South Park: Scontri Di-Retti

South Park: Scontri Di-Retti
86

Trama

8/10

    Gameplay

    9/10

      Grafica

      9/10

        Sonoro

        9/10

          Divertimento

          9/10

            Pros

            • Fedeltà assoluta alla serie animata
            • Un gameplay migliorato e più profondo rispetto al precedente capitolo
            • Ogni personaggio ha il suo momento di gloria e di ilarità
            • Una narrazione divertente e fuori dal comune...

            Cons

            • ...che però risulta avere qualche sbavatura nella scrittura
            • Qualche piccolo problema con la traduzione di alcune battute troppo legate ai doppi significati della lingua originale
            • A lungo andare risulta ripetitivo e le side quests non aiutano a migliorare questa sensazione

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