Santuario – Wolverine Serie Oro #20- La recensione

Fumetti
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Come ogni settimana, NerdPlanet vi fornisce la recensione dell’ultimo numero di Wolverine Serie Oro. Siamo al 20, in cui è presentata la storia “Santuario” di Milligan e Weeks.

La storia

Ci troviamo davanti a una storia a dir poco coinvolgente. Gli scorsi numeri ci avevano abituato ad una certa fatica nella lettura, ma qui la narrazione di Milligan scorre come l’olio. Leggendo le pagine di Sanctuary si ha l’impressione di guardare un film. Vengono tralasciate tutte le noiose complessità e rimandi al passato per una vicenda autocontenuta e autosufficiente.

Per di più questa storia ha il pregio di riunire due tra i principali badass del Marvel Univers: Frank Castle aka The Punisher e il nostro tanto amato Logan/Wolverine.

Diciamo qualcosa sulla trama senza incappare negli odiosi spoiler. Innanzitutto la storia sia apre con un caccia all’uomo. L’uomo che Castle vuole punire è Napoleone un ex rapinatore di banche che e ora a capo di una enorme organizzazione criminale che ha “filiali” in tutti gli USA.

Questa volta però Castle manca il bersaglio, che si rifugia nel santuario dei criminali, Erewhon, il paradiso centro-americano della latitanza. Nel tentativo di inseguire Napoleone, Castle incontra Wolverine e insieme il duo di frenemies (nemici-amici)

Un necessario focus su The Punisher

In questa storia, per la prima volta in questa collana, Wolverine sembra un personaggio secondario. Questo ci porta ad approfondire la figura di Castle che può tranquillamente essere definito l’anti Capitan America? Perché?

Castle non ha remore morali, non crede nei processi, non dà alcun valore alla vita umana quando quella vita appartiene a dei criminali. Il Punitore è probabilmente uno dei più oscuri personaggi Marvel, così oscuro che anche Wolverine sembra un pezzo di pane al suo confronto.

Tra i due, nel corso della vicenda non correrà sempre buon sangue, ma è appassionate vedere come questi “duri” alla fine formino un tag-team formidabile. Il soggetto di Milligan gode della felice intuizione avuta da Stallone quando ha iniziato a fare i film sui mercenari.

Nessun lettore potrà dirsi scontento davanti a questa storia, che è un misto tra una caccia all’uomo e un film di Rambo. Meraviglioso il finale, di cui non diciamo niente, ma che vi lascerà estasiati.

The Punisher e Wolverine

The Punisher e Wolverine

I disegni

Come anticipato, ci troviamo davanti ai disegni di Lee Weeks, autore particolarmente attivo sin dagli anni Ottanta. La storia segna il punto anche dal punto di vista grafico. I disegni di Weeks sono di fattura molto buona. Ottimi i suoi primi piani e le anatomie facciali. I lettori più fissati con il disegno noteranno solo un paio di sbavature sulle proporzioni, ma si tratta di andare a trovare il pelo nell’uovo.

Bellissime le caratterizzazioni di Castle e Wolverine: il primo ha un concettualizzazione quasi archetipa, mentre il secondo è semplicemente Wolverine in tutti i suoi peli, capelli selvaggi e essere tarchiato.

Lo stile dei volti di Weeks sembra ripercorrere quelle idee di lombrosiana memoria per le quali le connotazioni fisiche rispecchiano quelle morali: troviamo il politico basso e anziano, il contabile con gli occhiali tondi spaventato, il guerrigliero dell’IRA che ha perso fede nella sua causa.

Santuario - Tavola di Lee Weeks

Santuario – Tavola di Lee Weeks

Molto azzeccati anche i volumi anatomici, particolarmente valorizzati dalle chine di Tom Palmer.

Dal punto di vista cromatico, un buon lavoro è quello fatto da Dean White. Le tavole riescono ad essere molto colorate e sature, sena tuttavia essere pacchiane . C’è una  alternanza di sfumature  e colorazioni piatte ben bilanciate, che riescono a dare alla storia un taglio cromatico coerente.

Conclusioni

Noi di NerdPlanet sentiamo di consigliare caldamente questo numero. La storia, come si è detto, è autocontenuta, non si perde i miriadi di dettagli, il tema fantascientifico, che alla lunga potrebbe stancare, qui è totalmente assente. Wolverine non si perde a descrivere a lungo i suoi poteri, ma agisce e collabora con Castle che a sua volta conferma il suo status di Angelo della Morte inesorabile.

Correte in edicola a comprarlo!

Santuario - Wolverine Serie Oro #20

€ 8,99
Santuario - Wolverine Serie Oro #20
7.9

Storia

8/10

Disegni

8/10

Colori

8/10

Narrazione

8/10

Originalità

8/10

Pros

  • Wolverine e il Punitore insieme
  • Disegni molto buoni
  • Finale a sorpresa
  • Narrazione lineare

Cons

  • Nulla da dichiarare

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