Hollywood Memories
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

I geni del cinema sono pochi e indimenticabili, sia per gli appassionati di cinema, sia per gli amanti del cinema, sia per coloro che guardano i film e conoscono i nomi degli addetti ai lavori solo per sentito dire, perchè riconosciuti come nomi importanti della cultura popolare, è sicuramente il caso di Alfred Hitchcock, maestro della settima arte e del genere thriller in particolare. Pensando però a Hitchcock un film che sicuramente non viene in mente a tutti e Rope, tradotto in Italia con il titolo, forse un po’ ironico, Un Nodo alla Gola.

Alfred

Il film è tratto dall’omonima opera teatrale di Patrick Hamilton, Rope, basata a sua volta su un fatto di cronaca reale avvenuto nel 1924. Adattato per il cinema da Hume Cronyn e con i dialoghi di Arthur Laurents. Stiamo parlando di Hitchcock e per questo non è affatto uno spoiler dire che nel film c’è un cadavere (dato che la sua fama nell’ambito thriller spinse lui stesso a rifiutare film di altro genere, come fece con Cenerentola) e la trama si svolge tutta attorno alla questione di come questo cadavere non deve essere scoperto e il crimine passare inosservato.

Protagonisti della pellicola sono John Dall, Farley Grange e James Stewart, innegabilmente uno degli attori preferiti dal regista britannico che interpretano rispettivamente i due che vogliono nascondere il delitto (è detto nell’introduzione al film) e un loro vecchio professore che si troverà invitato alla cena da loro organizzata per nascondere il tutto.

Rope

La particolarità del film è il suo essere girato con la tecnica del piano sequenza, come più recentemente è stato tentato con Birdman. All’epoca non c’era la tecnologia di oggi e quindi una tecnia di ripresa che prevede l’assenza di pause e tagli e una ripresa continua non era assecondabile, perchè le camere dovevano cambiare pellicola e quindi andare in pausa. Il film è quindi composto da 11 piani sequenza magistralmente montati tra loro per sembrare un unico piano sequenza e che permettono anche una transizione dal punto di vista di un personaggio a quello di un’altro.

Il film è un capolavoro della tecnica (questo è riconosciuto al livello globale, anche se solo dagli anni ’80) ma la trama e la recitazione sono altrettanto incredibili e questo, purtroppo, non è altrettanto accettato, ma per capire quanto questo film sia potente e bello bisogna capire meglio l’ottica di Hitchcock nel realizzarlo (e magari approfondire con qualche curiosità).

AH

Hitchcock voleva raccontare una storia di un omicidio calato in un contesto sociale tanto diverso da quello che ci si aspetterebbe di solito e con una meccanica che non è accentrato semplicemente attorno all’accadere del delitto, nè del suo rivelarsi, ma attorno al movente e all’effetto della sua rivelazione su dei personaggi assolutamente non abituati nè pronti ad una notizia del genere.

Ad Hitchcock non interessa che i due assassini siano omosessuali, così come il loro ex-insegnante interpretato da James Stewart, a lui interessano solo in quanto assassini. Lui inoltre non vuole che il film sia basato tutto su un colpo di scena prevedibile e perciò fa vedere effettivamente il cadavere già dall’inizio, queste due decisioni trovano il disaccordo del dialoghista che avrebbe voluto dare più centralità all’orientamento sessuale dei tre personaggi principali e mostrare il cadavere solo alla fine, accentrando anche il mistero anche sul fatto che il delitto ci sia stato davvero o meno.

Hitch

Queste idee di Laurents sono però, come evidente leggendo le due visioni del film a confronto, in completo contrasto con quelle di Hitchcock riguardo questo film, visione la sua di cui si può trovare conferma già nel trailer del film che potete trovare subito in cima a questo articolo.

Rope è anche il primo film a colori di Hitchcock e per questo porta dei problemi in post-produzione, dove le pellicole vengono sovraesposte alla luce, costringendo Hitchcock a rigirare il film. E’ a questo punto che, come racconta lo stesso Granger, il cast torna sul set ma sono tutti meno contenti, più ansiosi di finire e questo, per assurdo, va a migliorare il film, rendendo tutto molto più realistico e sincero.

94

Ultima particolarità del film è che, al contrario di film che hanno usato il piano sequenza dopo di lui, è che è girato seguendo lo stile teatrale, ovvero – tralasciando la carrellata iniziale di transizione – tutto all’interno di un unico ambiente, usando molto spesso il punto di vista della quarta parete per riprendere la stanza e usando solo le transizioni descritte prima per “muoversi” tra gli attori e portare attenzione su una parte della stanza piuttosto che su un’altra.

Il film di Hitchcock è geniale e assolutamente godibile (oltre che da guardare) ma viene spesso ignorato in quanto considerato un mezzo passo falso del regista dati i suoi bassi incassi, rispetto a quelli normali dei film del regista, e alla critica negativa rispetto alla pellicola, che ne rivalutò l’aspetto tecnico solo negli anni ’80, ovvero più o meno negli stessi anni in cui fu rivalutato e pienamente apprezzato anche Mr. Vertigo, noto in Italia come La Donna che Visse Due Volte.

Vertigo

Per confermare la genialità di questa pellicola basta vedere il film e scoprire come Hitchcock abbia trattato e sbugiardato quegli stessi assurdi sociologici che sono stati alla base di film molto meno apprezzabili, ma sicuramente (e tristemente) più noti al giorno d’oggi, come La Notte del Giudizio e i suoi sequel.

 

 

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