Il regista Marc Webb parla dei progetti per The Amazing Spider-Man 3 e Sinistri Sei

Cinema
Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta"; se non sta guardando un film o leggendo un fumetto chiamate aiuto, perché sicuramente la situazione è grave. E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta"; se non sta guardando un film o leggendo un fumetto chiamate aiuto, perché sicuramente la situazione è grave. E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Il nome Marc Webb vi ricorda qualcosa? Dopo il suo debutto dietro la macchina da presa con la gradevole commedia romantica (500) giorni insieme (2009), Sony Pictures lo ingaggiò per la regia di The Amazing Spider-Man (2012), reboot del franchise dedicato al Ragno, solo recentissimamente tornato a casa – “homecoming” – alla Marvel anche in ambito cinematografico.

Il film, basato su una sceneggiatura di James Vanderbilt (Total Recall- Atto di forza, Independence Day – Rigenerazione), vedeva protagonisti le giovani superstar Andrew Garfield nei panni di Peter Parker/Spider-Man e Emma Stone in quelli del suo grande amore, Gwen Stacy; lo scopo del film era quello di portare nuova linfa vitale nel franchise dedicato al Ragno, che aveva subito una pesante battuta di arresto dopo l’abbandono di Sam Raimi del progetto di Spider-Man 4 nel gennaio 2010.

The Amazing Spider-Man non riuscì a conquistare i cuori della critica e del pubblico, che rimase (e in parte rimane tuttora) fedelmente affezionato soprattutto ai primi due film firmati da Raimi sul superereoe con superproblemi. Anche il successo al box office, con quasi 759 milioni di dollari incassati, non reggeva il confronto con le precedenti pellicole di Raimi, ma fu comunque sufficiente a garantirgli un sequel, The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro, uscito nelle sale nel 2014 per la regia dello stesso Marc Webb. Anche questo titolo però non riuscì a fare presa sul pubblico, dimostrandosi ancora più claudicante nella costruzione della trama e dei personaggi.

Da quel momento, Sony accantonò anche il nuovo franchise e rinunciò sia ad un ulteriore reboot sia a due sequel già in programma (The Amazing Spider-Man 3 e 4) e riprese i contatti con i Marvel Studios; il frutto maturo di questi accordi è Spider-Man: Homecoming, primo stand-alone dedicato a Spider-Man compreso nell’universo cinematografico Marvel.

Ecco cos’ha rivelato a proposito dei precedenti progetti di Sony Marc Webb, in un’intervista per Den of Geek:

Chris Cooper sarebbe dovuto tornare e interpretare il Goblin [alias Norman Osborn, deceduto in The Amazing Spider-Man 2, ndr]. Gli avremmo congelato la testa, e a quel punto lo si sarebbe riportato in vita. E poi c’era quel personaggio chiamato il Gentleman. Avevamo alcune idee riguardo a come farlo, ma credo che forse stessimo pensando troppo avanti quando abbiamo cominciato a costruire quelle cose. Però era un esercizio divertente. Riguardo indietro molto affettuosamente a quei giorni”.

Il Gentleman o l’ “Uomo nell’Ombra”, alias Gustav Fiers (già interpretato in brevi comparse da Michael Massee nei primi due capitoli) è un losco individuo legato alla Oscorp, dotato di un’intelligenza fuori dal comune e ricolmo d’odio e profondo sdegno nei confronti del resto dell’umanità, da lui considerata un’inutile e vergognoso spreco di spazio. Comparve per la prima volta in Spider-Man: The Gathering Of The Sinister Six, graphic novel del 1999 (prima della trilogia che riguarda i Sinistri Sei) creata da Adam-Troy Casto.

Grazie a Fiers e alla sua attività criminale nasce una nuova formazione dei famigerati Sinistri Sei, formata dalle vecchie guardie della prima ora Dottor Octopus, Avvoltoio, Electro, Mysterio più i nuovi membri Camaleonte (primissimo avversario del Ragno, su The Amazing Spider-Man #1 del marzo 1963) e Pity. E proprio sui Sinistri Sei, infatti, si sarebbe dovuto concentrare un altro progetto di Sony, originariamente affidato a Drew Goddard (sceneggiatore di Cloverfield, Quella casa nel bosco, World War Z, Sopravvissuto – The Martian) e poi abbandonato insieme ai sequel dedicati a Spider-Man dopo l’accordo con la Marvel:

Sì, si discuteva a proposito di un film sui Sinistri Sei. Avrebbero dovuto fare un film su di loro prima che noi facessimo The Amazing Spider-Man 3”.

La formazione che volevano proporre, però, sarebbe stata piuttosto differente, e avrebbe dovuto comprendere la Gatta Nera, ma soprattutto Norman Osborn a capo della squadra, dopo il suo ritorno in vita:

Beh, sarebbe dovuto essere il villain principale. Doveva rivelarsi e mettersi a capo dei Sinistri Sei. E, in effetti, avevamo parlato anche a proposito dell’ Avvoltoio”.

Se la nostra curiosità di vedere l’Avvoltoio è stata finalmente soddisfatta con Spider-Man: Homecoming (in cui è interpretato da un Michael Keaton in gran forma), per gli altri personaggi dovremo ancora attendere.

Per ora, però, Sony si sta dando da fare per costruire un proprio universo cinematografico estraneo al MCU, cominciando dall’attesissimo Venom, per la regia di Ruben Fleischer, che vedrà protagonista nei panni di Eddie Brock il grande Tom Hardy (Bane in Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno). Il film uscirà nelle sale americane il 5 ottobre 2018.

 

Fonte: Den of Geek!

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