Il regista del film animato Ghost in the Shell difende la scelta di Scarlett Johansson

Cinema
Alessandro d'Amito
Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.
@Siberian89

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Mamoru Oshii, regista del primo adattamento cinematografico di Ghost in the Shell e pietra miliare tra i film d’animazione, ha difeso la scelta di Scarlett Johansson per il ruolo di Mokoto e la scelta di abbandonare il nome giapponese a favore del titolo Maggiore, confermando che le accuse di white washing siano effettivamente sterili.

Che problemi potrebbero esserci?” ha chiesto Oshii ad IGN, “il Maggiore è un cyborg e la sua forma fisica è totalmente fittizia. Il nome Motoko Kusanagi e il suo corpo attuale non sono i suoi originali, quindi non ci sono basi per dire che un’attrice asiatica dovrebbe averne il ruolo. Se il suo corpo originale fosse stato giapponese (ammesso che ce ne fosse uno), questo ragionamento sarebbe ancora valido.

Mamoru Oshii

Oshii ha anche difeso la libertà di produrre qualcosa di diverso rispetto al suo lavoro. “Anche se questo film fosse un remake dell’anime, non dovrebbe necessariamente rimanere fedele a quanto fatto nel film animato. Il regista dovrebbe poter esercitare la sua libertà di dirigere senza limiti. Se non potesse farlo, non ci sarebbero motivi per un remake.

Quelle indicate dal regista sono libertà che non dovrebbero essere messe in discussione e che non dovrebbero creare un giudizio sul film prima di averlo visto. La paura degli appassionati è che questo remake finisca col distruggere un mito con un lavoro mediocre, cosa che lo stesso Mamoru Oshii ha già fatto con il suo Ghost in the Shell 2.0 o come già accaduto recentemente con Ghostbusters, remake a cui il regista vorrebbe ispirarsi per girare un nuovo film di Pathlabor.

Ghost in the Shell 2.0

Per quanto il film vada giudicato assolutamente per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse, non possiamo non comprendere i timori degli affezionati di vecchia data.

Fonti: IGN, Anime News Network

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