Recensione: Origini II – Wolverine Serie Oro #4 [NO SPOILER]

Fumetti
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Come ogni giovedì e per almeno altri 21 appuntamenti, noi di NerdPlanet.it facciamo il punto sull’ultima uscita della serie Wolverine Serie Oro. Questa settimana è il turno del volume Origini II, scritto da Kieron Gillen e disegnato da Adam Kubert.

L’uomo-Lupo

La storia di Origini II inizia esattamente dove finisce il primo capitolo, nei primi anni del Novecento. Un Logan distrutto dal dolore si rifugia nel violento grembo di madre natura.

Logan vive con un branco di lupi: caccia, trova riparo e affronta le insidie dell’inverno canadese proprio come una bestia selvaggia. E questo gli sta bene. Diventa puro istinto, perde l’uso della parola in un mondo in cui ciò che è necessario viene presto abbandonato. Quel mondo è difficile, ma è a sua misura.

La barbarie della “civiltà” però non tarderà ad arrivare e con essa nuovi tormenti per il nostro eroe. Wolverine diventerà prima un’attrazione da circo e poi vittima di esperimenti scientifici mirati a comprendere e sfruttare i suoi doni di mutante. Nuove tragedie, nuovo sangue e nuove perdite saranno la cifra anche di questa avventura.

Origini II - Vignetta di Kubert

Origini II – Vignetta di Kubert

La storia

Origini II è senza dubbio, una bella storia di Wolverine. La storia è ben narrata, i dialoghi sono piacevoli ed a tratti ricercati. Logan, come l’animale che in parte è, viene continuamente braccato, l’equilibrio della sua precaria esistenza viene sempre sconvolto. Il tema principale è proprio l’umanità di Logan. Vissuto come una versione estremamente sanguinosa di Tarzan, le vicende suggeriscono che in questo caso la redenzione appare molto difficoltosa.

Il Logan che ci presenta Gillen è una bestia disadattata: si infuria, non conosce pietà e forse, cosciente della sua incapacità di tessere rapporti umani, valuta anche le soluzioni più estreme. Il capitolo è certamente ricco di azione adrenalinica – stiamo leggendo un fumetto americano – ma sembra rimanere insoluto. Le vicende, narrativamente parlando, sono ininfluenti rispetto all’evoluzione del mutante. Presentandosi come una storia classica, forse Origini II da questo punto di vista lo è troppo. Si ripete ancora una volta lo schema dialettico della rottura di una situazione di equilibrio iniziale, segue poi un momento di negatività con violenza e combattimenti, ma poi la sintesi è del tutto inconsistente.

Wolverine ritorna ad essere solo, cosciente della sua natura selvaggia, cosciente che il mondo non ha nulla di buono di offrirgli. Forse la parte più interessante è il cliff-hanger presente nell’ultima pagina, nel quale viene introdotta una delle nemesi più importanti di Logan.

I disegni

Alle matite ritroviamo Adam Kubert, disegnatore del primo capitolo, che questa volta ci presenta un lavoro qualitativamente migliore. Le tavole questa volta sono più pulite e meno rozze. Alcune vignette sono inchiostrate, mentre quelle più “evocative”, lasciate a matita. Il lavoro nel complesso è buono e Kubert riesce a rappresentare Wolverine in maniera abbastanza fedele all’immagine che tutti abbiamo.

Origin II - Matite di Adam Kubert

Origin II – Matite di Adam Kubert

Se la parte grafica di Origin II è riuscita meglio rispetto ad Origin I, questo è però anche dovuto all’ottima colorazione di Frank Martin. Frank Martin ha avuto il merito di scegliere palette di colori molto fortunate, fatte di colori vividi e caldi. Pregevole l’uso del rosso che vivacizza soprattuto le tavole iniziali, ambientate nella foresta innevata.

Martin ha avuto anche la sensibilità di eseguire una colorazione pulita, che valorizza le matite di Kubert, soprattutto dal punto di vista della definizione dei volumi.

Origini II - Colori di Martin su matite di Kubert

Origini II – Colori di Martin su matite di Kubert

Il lavoro fatto su Origini II riscatta quindi quello di Origini I.

Concludendo

Come abbiamo detto in più occasioni, la Serie Oro è una serie da comprare, perché offre a un prezzo economico le storie più importanti di Wolverine. Origini II è da comprare in quest’ottica, perché è un buon volume e perché è l’immediata continuazione del capitolo I di questa saga.

Ricordiamo che potete acquistare il volume in edicola ogni giovedì o allo store online di TuttoSport.

Origini II - Wolverine Serie Oro #4

€ 8,99
Origini II - Wolverine Serie Oro #4
7.7

Storia

7/10

Disegni

7/10

Colori

8/10

Scorrevolezza

8/10

Indipendenza

9/10

Pros

  • Matite meno approssimative
  • Colorazione molto riuscita

Cons

  • Storia un po' irrisolta

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