Rat-Man: Venti anni a flettere i muscoli…e ora il Vuoto.

Fumetti
Lorenzo Prattico
Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Alla nostra redazione piace la musica classica.

Una sera della scorsa settimana eravamo insieme a un concerto a Montesacro, Roma.

Suonava l’orchestra della chiesa locale e il primo violino era Matteo.

Matteo è famoso in quartiere, lo chiamano ”er matto”: al kebbabaro si sporca tutto, fa domande piuttosto invasive ai passanti, non gli interessa per niente il calcio e  quando lo ricorda al bar il padre giornalista sportivo gli tira dei coppini tremendi che tremano i caffé.

Matteo soffre della sindrome di Down…ma non se ne è accorto.

Suona il violino da quando andava alle elementari e a basket è il più falloso: non si impone limiti e appena ne trova uno si convince di poterlo superare.

Comunque, il concerto aveva in scaletta il ”Concerto per violino e orchestra” di Čajkovskij, un pezzo lungo una quarantina di minuti dove il violino è protagonista, spesso in assolo.

Era la sera che aveva piovuto tanto da allagare il Colosseo, e ci era toccato fare la fila sotto la pioggia prima del concerto: eravamo bagnati, nervosi, infastiditi…poi ha cominciato a suonare ”Er matto”.

Risultati immagini per rat man

Quando qualcuno soffre della sua sindrome si dice ”è down”… vi assicuriamo che Matteo quando suona non è più ”down”. E ci siamo dimenticati pioggia, nervosismo: Matteo è diventato emozione  senza più i tratti facciali tipici del suo disagio, un tutt’uno con le note che ci ha fatto dimenticare di essere…noi.

In quel momento siamo entrati nella sua musica, nella sua vita, che ”down” e ”genio” hanno lo stesso numero di lettere, basta poco per cambiarle.

E abbiamo pensato a quando, circa un anno prima, nella flemma più rigida, Matteo ci disse che la sua aspettativa di vita era intorno ai 50 anni.

E alla fine del concerto, appena la musica è cessata, subito dopo esserci ripresi dall’incantesimo, in quell’istante prima di ricordarci di applaudire, siamo diventati tristi, pensando a quel giorno futuro.

Che è lontano, ma arriverà. E quel giorno le nostre vite saranno meno colorate.

E così è oggi.

Scusate i preamboli, le frasi lunghe, la punteggiatura che rincorre i pensieri, ma vent’anni fa è iniziata una storia, col sorriso.

Erano storie leggere, senza un vero filo conduttore…ma si sono via via incupite…o forse no: lo sono sempre state.

Come un mostro marino in attesa sotto il filo dell’acqua, l’angoscia e il dolore si sono mimetizzati sotto le risate e i giochi di parole, dentro un ”giovane uomo” con evidenti problemi cognitivi che però spariscono all’improvviso, per mostrare la sua vera luce.

Dopo vent’anni, ci accorgiamo che siamo noi i ”down”, quelli con i limiti.

Rat-Man è finito perché le storie finiscono, perché Deboroh ha avuto il coraggio di raccontare la sua fine, il coraggio che manca a un” Captain America” o a un “Hulk”, i super eroi ”normali‘, quelli fichi.

A chi dice “non si capiscono le battute”  o “li saprei fare anche io i disegni” mettete una mano davanti la faccia e ditegli “Và questa mano, và quante dita”, che loro non capiranno, ma va bene così, mica si possono portare i sordi ai concerti di musica classica.

Come spiegargli di TheaJanus e Ik, introdotto così di sfuggita anni e anni fa…e invece tutto torna, tutto aveva e ha un senso… abbiamo assistito alla costruzione di un puzzle lunghissimo, a mosse bimestrali, di cui prendevamo in giro i colori, ma di cui solo ora possiamo apprezzare il disegno completo, meraviglioso.

C’è un motivo se abbiamo più di venti firme di Ortolani sparse per casa, raccolte anno dopo anno tra in-store e fiere, ogni anno con il foglietto più stropicciato e più malinconico.

E allora Rat-Man non è finito, chissà quanta gente ancora c’è da costringere con la forza a leggerlo.. e Matteo è vivo, è il nostro Rat-Man in carne e ossa, cosa ti importa del calcolo sulla vita media? E’ qui, ha il prossimo concerto a Natale.

Perdonateci se oggi vi sembriamo esagerati: un supereroe ci ha salvati da un cattivo ma ora è volato via, il mantello fluttua un attimo, alto, tra i palazzi.

Altri articoli in Fumetti

Marvel: il ritorno di Wolverine con Hunt for Wolverine

Dario Penza21 gennaio 2018

Birthright Vol. 1-5, la Recensione – No Spoiler

Angelo Tartarella20 gennaio 2018

Dan Slott lascia Spider-Man per dedicarsi a Iron Man

Dario Penza20 gennaio 2018

Tsukasa Hojo tra gli ospiti Romics 2018

Debora Sistahsoldier19 gennaio 2018

Crossed + 100: La Recensione

Massimiliano Perrone19 gennaio 2018

Rivelato il costume Asgardiano del Doctor Strange

Giovanni Paladino19 gennaio 2018