PK, Cronaca di un Ritorno – Analisi e Recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

E’ stata annunciata mesi fa al Comicon, Cronaca di un ritorno e, per la sua realizzazione, sono stati coinvolti tre fra i più importanti autori dell’eroe.

Alla sceneggiatura abbiamo un prolifico Alessandro Sisti, memorabile sia per la trilogia iniziale dei numeri 0, tutti a sua opera, che per altri albi piuttosto importanti nella definizione dell’intera saga, come Il Giorno del Sole Freddo, e la commovente Le parti e il tutto. Una garanzia vera e propria che, come Artibani, non snatura il personaggio, ma anzi, riesce ad arricchirlo, nonostante i tanti anni di stop.

I disegni sono di Claudio Sciarrone. C’è altro da dire su questo artista? Un tratto in costante evoluzione, che era già di gran pregio vent’anni fa, ma che riesce comunque ad alzare sempre di più l’asticella. Veramente apprezzabile lo svecchiamento dei personaggi, con i design di Qui, Quo e Qua che, seppur appaiano ovviamente poco, vengono mostrati più giovanili, meno “marmotte” e più ragazzi della loro età. Per il resto, le inquadrature spaziali e gli evroniani sembrano davvero creta che viene modellata dalla sua matita. Tavole fantastiche, con la Xadhoom più bella che abbia mai potuto apprezzare.

Max Monteduro ai colori, ormai presenza fissa. Avete avuto occasione di comprare, o di vedere, la sua ricolorazione del numero 0, pubblicato in occasione di Lucca? L’ideale per comprendere come i suoi colori siano fondamentali nel rimarcare lo stacco dagli anni ’90, con un prodotto nuovo, fresco, e che trae forza visiva anche dai colori. E se riescono ad impattare sul lettore dalle “piccole” pagine del settimanale, vedremo quanto saranno straordinarie le tavole grandi sulla edizione Deluxe, auspicabile fra qualche mese.

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Evroniani?

L’universo di PK non è mai stato così coeso come con PKNE. Da una parte l’impegno degli autori nel creare una forte continuity, dall’altra la presenza di meno storie da gestire nel corso dell’anno, ogni uscita di PK risulta incisiva più che mai nel formare un immenso e grande puzzle. Ogni pezzo risulta legato al precedente, con continui e forti richiami. Abbiamo citazioni a Potere e Potenza e a Il Raggio Nero, una via che sta venendo sempre più tracciata.

La narrazione parte da Paperopoli e dal pianeta Terra stesso, stretto in una incredibile morsa di gelo. Al papero mascherato, notato qualcosa di strano intorno al Sole, non resta che affrontare lo spazio per scoprire cosa sta accadendo.

E lì, nello spazio, trova loro, gli evroniani. Ma da dove provengono? La soluzione arriva nel corso della storia, con una rivelazione che riesce ad ampliare con assoluta coerenza le nostre conoscenze sul popolo di Evron: come le api, quando la popolazione è in eccesso, l’impero si divide e lascia che un nuovo planetoide vaghi per l’universo con un nuovo imperatore. Ciò significa che, come nota Pk, potrebbero esserci chissà quanti evroniani sparsi per l’universo. Un applauso a Sisti che, nonostante siano passati vent’anni non ci fa storcere il naso, ma anzi rende il tutto estremamente logico e consequenziale.

Gli evroniani di Sisti continuano a regalarci risate per tutto l’episodio, fra nomi buffi e scene comiche che mancavano da un po’, accompagnando un machiavellico Pk, che decide di allearsi con il nemico.

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Una nuova minaccia

Con il nome di Condivisione En’Tomek facciamo conoscenza di una nuova civiltà aliena, che per ora appare sotto il volto di robot atti ad invadere ed assimilare altre civiltà, come appunto la civiltà evroniana incontrata in quel planetoide. Il papero mascherato decide così, ingannando i figli di Evron, di unirsi a questa nuova razza per eliminare per l’ennesima volta gli evroniani.

Ma la vera minaccia non sono affatto loro. Come scoprirà nel corso della storia, coloro con cui ha stretto alleanza non sono altro che la causa del grande gelo sceso sulla terra. Infatti la condivisione viaggia per l’universo prosciugando le stelle, per poi ottenerne l’energia. Stravolto dalla rivelazione, PK si rende sempre più conto di aver bisogno di Xadhoom, contenuta all’interno del planetoide, custodita dagli En’Tomek. Una volta liberata, non resta che farle riprendere i sensi.

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Il Ritorno

Occhibelli torna per spiegarci un mistero insoluto dalla prima serie: perché è diventata una stella e non una nova, per poi divenire un buco nero? A quanto pare Xadhoom stava controllando il processo, in una continua rinascita come stella. Gli En’Tomek però, cercando di prosciugarla come con il nostro Sole, la hanno scaricata di energia. Ma lei ha necessità di essere riavviata e senza l’aiuto di Xadhoom anche la Terra rischia grosso.

La situazione si fa quindi sempre più difficile: da un lato abbiamo PK e Xadhoom, che si fingono alleati degli Evroniani per sfruttarne le risorse. Dall’altro abbiamo gli En’Tomek, che credono nell’alleanza con PK, e vogliono eliminare gli Evroniani. Un crescendo di situazioni e inganni, fra cui emerge la figura di Porphioolon, evroniano che si finge stupido, perché semplicemente buono. Desideroso di aiutare i nostri eroi, decide di rivelare loro la verità, aiutandoli a realizzare un congegno in grado di riavviare Xadhoom. Ma non farà in tempo: i due, catturati dagli evroniani, staranno per essere eliminati, quando il nuovo alleato decide di attivare un congegno in grado di riportare ogni evroniano, lui compreso, allo stato di spora.

Sconfitti gli evroniani, non c’è pace per il papero e l’aliena, catturati di nuovo dagli En’Tomek, ma portati, per loro fortuna accanto a una immensa riserva di energia, che Xadhoom utilizzerà per riavviarsi e sconfiggere le meccaniche creature.

Tutto sembra ormai terminato, ma al ritorno su Xerba…

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Le novità

Questi quattro capitoli ci hanno consegnato davvero tante novità, non solo sui protagonisti, ma anche su tutta una serie di comprimari, primi fra tutti Hicks e i nipotini con un ruolo ben più attivo rispetto al passato, impegnati ad aiutare, sotto la guida del Custode, i paperopolesi.

PKNE quindi ci da l’ennesima dimostrazione di un PK immerso in un universo più vicino alle normali storie, perseguendo l’idea di un unico papero dietro diverse identità. Applauso alla coppia Sisti/Artibani, che riescono nel difficile scopo di svecchiare, senza snaturare, una serie a cui i fan sono così legati.

A proposito di Hicks, per gli amici Sergio, viene rivelato che il droide non è altro che una periferica, risolvendo la questione legata a Odin Eidelon, che ha fatto parlare i fan fin dalla fine de Il Raggio Nero. Oltre a ciò, scopriamo che Hicks non è onnnipotente riguardo dalla Ducklair Tower come era Uno, ma ha conoscenze limitate che deve assolutamente ampliare.

Porphioolon, riportato sulla Terra come spora, potrebbe essere il valore aggiunto del nuovo corso di PK, come un prezioso alleato, e collegamento con quel passato che piace tanto ai lettori.

Il ritorno di Xadhoom avviene in maniera totalmente logica, senza alcuna contraddizione, donandoci di nuovo quel personaggio tanto amato. Ma che evidentemente è destinata a non trovare la pace. Il ritorno su una Xerba totalmente vuota genera, sia nell’aliena, ma anche nel lettore, un forte sgomento, con una nuova Odissea alla ricerca del suo popolo che si accinge a cominciare.

Per il futuro di PK si affacciano quindi nuove minacce, non più gli evroniani, ormai sconfitti, ma sia le forze di Moldrock, viste ne Il Raggio Nero, sia coloro che guidavano la condivisione En’Tomek, chiamati Rettificatori.

Una storia che ha il sapore di un deciso nuovo inizio per le futuristiche avventure del papero vendicatore.

Cronaca di un Ritorno la trovate su Topolino nei numeri 3181 – 3183 – 3184 – 3185.

Pk Cronaca di un Ritorno

Pk Cronaca di un Ritorno
8.46

Chine

9/10

    Disegni

    9/10

      Storia

      9/10

        Leggibilità

        9/10

          Indipendenza

          7/10

            Pros

            • Assoluta coerenza narrativa
            • Disegno e Colori di livello molto alto
            • Umorismo e azione ben dosati

            Cons

            • Xerba che sa di già visto

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