Cinema
Nicoletta Salvi

Phantom Thread si annuncia un grande successo, ma non tanto per la storia, quanto per l’attore protagonista quel Daniel Day-Lewis che, proprio con questa pellicola, ha deciso di dare il suo “addio” definitivo ad Hollywood. Sembra quasi un controsenso dato che in tantissimi aspirano a far parte di quel mondo dorato, di quella mecca del cinema – in questi giorni al centro delle cronache per il caso Weinstein – che ha sfornato nel corso degli davvero tantissimi talenti. Lui, attore pluripremiato e indiscutibilmente bravo, ha deciso di mettere un punto alla propria carriera cinematografica, iniziata nel 1974 con un piccolo ruolo in Sunday Bloody Sunday diretto da John Schlesinger e poi proseguita con grandi produzioni come Il mio piede sinistro, L’ultimo dei Mohicani, L’età dell’Innocenza, Nel nome del Padre e Lincoln solo per citarne alcuni. Quella di Daniel Day-Lewis è stata una “decisione privata, maturata nel tempo” , come si legge da un brevissimo comunicato diffuso dal suo portavoce, una decisione sulla quale l’attore è assolutamente irremovibile.

La pellicola è stata diretta da Paul Thomas Anderson (Magnolia, Boogie Nights) e racconta la storia di uno stilista Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) molto amato e rinomato, la cui carriera viene però turbata dalla presenza di Alma, interpretata dall’attrice Vicky Krieps. L’attesissima pellicola, ambientata nella Londra del dopoguerra, arriverà nelle sale statunitensi il prossimo 25 dicembre, mentre per quanto riguarda il nostro Paese, ancora non è stata fissata una data precisa.  Per chi non lo sapesse, Paul Thomas Anderson è la seconda volta che collabora con Day-Lewis: l’attore, infatti, era già stato diretto dal regista nel film Il Petroliere, ruolo con cui l’attore ha vinto il secondo dei suoi tre, meritatissimi, Premi Oscar.

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