Hollywood Memories
Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino e Matera. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Mescolate Il Fantasma dell’Opera con Faust e Il Ritratto di Dorian Gray, proiettate tutto negli anni ’70, l’epoca del glam-rock, aggiungete delle atmosfere gotiche impresse su uno scenario baroccheggiate e avrete l’idea perfetta di cosa sia il musical Phantom of the Paradise. Diretto da Brian De Palma nel 1974, questo musical merita la giusta attenzione data la sua messa in ombra a causa della controparte, uscita quasi in contemporanea, The Rocky Horror Picture Show.

La musica prima di tutto

Se possiamo considerare Rocky Horror quasi una commedia dai tratti horror (weird), Phantom of the Paradise è una vera e propria tragedia, e segue le vicende di un ingenuo musicista che vive sotto le grinfie di un malvagio produttore che ha venduto la sua anima al diavolo.

In confronto a Rocky Horror, Phantom of the Paradise è sicuramente un film che parla di musica, non solo un musical nel senso classico del termine. Questo è sicuramente un bene poiché si da maggiore rilievo alla storia raccontata, alle parodie e alla soundtrack che è molto superiore rispetto ad altre opere rock che abbiamo imparato a conoscere.

Swan (interpretato da Paul Williams) è un leggendario produttore musicale che sta preparando il suo debutto trionfale nel mondo dei teatri. Il teatro in cui egli vuol far debuttare la sua opera rock è il The Paradise, un enorme auditorium. Per l’inaugurazione Swan ruba l’opera di un giovane compositore che vuole presentare il suo Faust. Il compositore è Winslow Leach (William Finley) che si accorge del furto e vuole riprendersi la sua opera. Per questo Leach finirà in un turbinio di situazioni orribili che porteranno il compositore ad essere brutalmente sfregiato in viso. Sarà per questo costretto ad indossare una maschera che gli coprirà metà del volto.

Il film è un’opera rock a tutti gli effetti, con buona dose di horror e umorismo, come nei film precedenti a cui De Palma ci ha abituati. L’intera soundtrack è composta da Paul Williams, che interpreta Swan, ed è, probabilmente, la migliore colonna sonora di un film di genere horror. L’innovazione poi è supportata anche da questo. Colui che interpreta, che vive in prima persona i moti dell’animo del cattivissimo produttore musicale, è anche colui che scrive la storia in musica. Ciò contribuisce a creare un ottimo spazio oltre il tempo, fatto di voci, note e urla disperate.

Importantissimo, quindi, risulta essere il cast. Nel ruolo della bella del Paradise vediamo l’attrice Jessica Harper, non nuova nel panorama del genere cinematografico horror. Molti di voi, infatti la ricorderanno per il suo ruolo in Suspiria di Dario Argento, il primo capitolo della saga horror italiana più interessante di sempre. Come la Harper aveva fatto in Suspiria, in Phantom of the Paradise è completamente calata nel ruolo dell’ingenua cantante dall’incredibile talento.

Last but not least, c’è anche Gerrit Graham nel cast di questo capolavoro horror, che interpreta la super rockstar Beef, personaggio liberamente ispirato alla figura controversa di David Bowie (trovate il video della sua performance qui sopra).

 

L’amore, in fin dei conti, è disperazione

Questa opera rock, oltre ad essere la trasposizione di un dramma umano, è un’intensa storia d’amore. Leach si innamorerà perdutamente dell’attrice che interpreta il ruolo principale del suo Faust e per lei arriverà a far di tutto, finanche uccidere. L’intensa disperazione sarà il motore della sua musica. Il Fantasma scriverà per Phoenix una canzone, e solo lei dovrà cantarla: “chiunque la canterà al suo posto morirà”. La meravigliosa canzone che Phoenix dovrà cantare è Old Souls. Il malvagio Swan sfrutterà questo episodio imprevisto a suo favore, proponendo alla bella cantante un contratto e un matrimonio. Da qui il dramma prenderà ancor più vita, trasformandosi in un vero e proprio revenge movie.

Come dicevamo, questa è un’opera rock e probabilmente l’happy ending non è contemplato, o forse si. Dipenderà dal vostro metro di giudizio.

Il Brian de Palma che piace e non delude

Sicuramente De Palma è uno dei registi più discussi del panorama internazionale. Muovendosi abilmente tra film dai tratti weird come Two Sisters, Blow Out, Vestito per Uccidere, a vere e proprie pietre miliari del cinema come Gli Intoccabili.

In questo film, per, De Palma riesce egregiamente mixare il suo amore per la cultura pop dell’epoca, con ricercatezza letteraria e citazionismo cinematografico. Il turbinio delle immagini che scorrono sullo schermo, l’intensità dei colori, la musica scelta e magistralmente interpretata, rendono questa pellicola davvero unica nel suo genere.

Se Rocky Horror vi ha divertito, intrattenuto e fatto ballare, Phantom of the Paradise cambierà il vostro modo di approcciarvi al cinema. Quindi se amate la musica, l’horror, l’umorismo e la letteratura, questo film non può che rientrare nella vostra collezione casalinga. A tal proposito ricordiamo che è stato rilasciato da qualche giorno la versione Blu-Ray acquistabile a questo link. Non ci resta che augurarvi una buona visione e un buon ascolto.

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