Pantera Nera 2 – La Banda, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Nello scorso autunno Panini Comics ha portato in Italia un trittico di ottime serie. Parliamo di Visione, Pantera Nera e Moon Knight, direttamente in preziosi volumi cartonati. Mentre Visione si è concluso con il secondo volume di quella fantastica miniserie, e Moon Knight si avvia alla conclusione con il prossimo terzo volume, negli Stati Uniti la corsa della Pantera Nera non accenna a fermarsi, proseguendo oltre il primo ciclo iniziale, Una Nazione ai Nostri Piedi, il cui secondo volume è arrivato a Maggio in Italia.

Il pluri-premiato giornalista Coates continua la narrazione del suo T’Challa, accompagnato in questo volume da Chris Sprouse. Sarà stato mantenuto l’altissimo livello del primo volume?

Un continente insanguinato

Pantera Nera è un fumetto sicuramente non per tutti. Un’opera che trova nella metatestualità, nella capacità di rappresentare la realtà, la sua ragion d’essere, e in grado di far storcere il naso a chi cerca una lettura leggera e disimpegnata. Al contrario, con questo lavoro Coates vuole rendere un grande servizio al fumetto supereroistico, portandolo ad essere rappresentazione della realtà, una critica politica e sociale volta a portare all’attenzione del grande pubblico una serie di problematiche che spesso sfuggono all’occhio non così attento dei media.

Un viaggio, forse è questa la migliore definizione per questa serie. Un viaggio nel cuore di un continente insaguinato, dilaniato da guerre civili, da signori della guerra, da soprusi, da discriminazioni. Un viaggio che viene racchiuso nell’immaginario Wakanda, fino a poco tempo fa una sorta di Eldorado africano, oggi invece specchio della realtà di ciò che avviene nella culla dell’umanità.

Coates intrattiene il lettore, con una sceneggiatura d’eccezione, in grado di tenere sulle spine, con una narrazione che a volte si fa quasi corale. In alcuni passi T’Challa, Pantera Nera, appare quasi non protagonista, travolto da tutto ciò che gli avviene intorno, un albero sradicato dal fiume in piena della realtà ineluttabile.

Il peso della corona

L’onore, ma soprattutto l’onere, di essere re. La difficoltà di essere un leader, la testa sul punto di crollare sotto il peso delle proprie responsabilità, rappresentate dalla corona. Coates utilizza tutto ciò per realizzare dei messaggi nei vari livelli di testualità. Come l’importanza di non essere aiutati da uomini “bianchi”, e la necessità che il Wakanda, e l’Africa in tal senso, si liberino dalla piaga attraverso gli stessi wakandiani. Un orgoglio etnico, un senso di appartenenza ad un continente bistrattato, insanguinato, logorato non solo dall’estero, ma anche dall’interno.

Con il presente che se ne va, col futuro dalle fosche tinte avanza, l’autore non dimentica di mostrare la riscoperta delle origini, attraverso l’uso delle immagini delle tante mitologie che abitano nel folto dell’Africa più nera. Un ritorno delle proprie radici, una volontà che trova la sua forza nell’età dell’oro. Tutto nelle mani di Shuri, regina e sorella dell’eroe africano, adesso guida e voce per condurre T’Challa verso la nuova via.

Ad una attenta lettura, Coates decide così di affiancare al tormentato eroe una personificazione di quel continente che tanto ama, utilizzando Shuri in questa nuova veste.

Pantera Nera

Alla sceneggiatura si unisce un ottimo lavoro grafico, con Sprouse che non fa assolutamente rimpiangere il suo predecessore, ma che anzi riesce ad inserire la propria personalità nelle strabilianti tavole di questo volume. Un ottimo lavoro, in cui l’autore riesce a gestire con fluidità i passaggi dalle atmosfere più cupe e decadenti, alle pagine riguardanti lo strano mondo mistico in cui vediamo muoversi Shuri, con la rappresentazione dei lucenti miti africani.

Un volume che dunque non soffre l’essere in media res rispetto alla vicenda, che si concluderà nella successiva raccolta, in grado di proseguire il dialogo che l’autore ha iniziato nei primi capitoli, arricchendo di nuove atmosfere ed eventi, proseguendo il suo emozionante viaggio.

La nostra speranza è che ovviamente Coates abbia ancora molto da dire, utilizzando un media popolare come il fumetto per parlare alle persone, e mostrare un mondo che a volte finiamo per dimenticare fin troppo. Un mondo così lontano, ma così vicino.

Pantera Nera 2 La Banda

Pantera Nera 2 La Banda
84

Sceneggiatura

9/10

    Disegni

    8/10

      Colori

      8/10

        Leggibilità

        9/10

          Indipendenza

          9/10

            Pros

            • Lettura impegnata
            • Forte componente metatestuale

            Cons

            • Lettura non adatta a chiunque

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