Outlast 2 – Approfondimento sulla storia e sui temi del gioco di Red Barrels

Speciali
Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

ATTENZIONE: Il contenuto di questo articolo contiene SPOILER sulla trama e approfondisce i temi DISTURBANTI del titoloSe volete goderne al meglio, vi invitiamo alla lettura dopo aver concluso Outlast 2 e solo se credete di averne lo stomaco.

Poco più di una settimana fa è uscito Outlast 2, nuovo capitolo dei ragazzi di Red Barrels i quali hanno messo tutto il loro ingegno e follia per poter realizzare una storia che potesse avere un grande impatto dal punto di vista narrativo e non nei confronti del giocatore.

Outlast 2

CONSIDERAZIONI SUL GIOCO

Semplicemente impeccabile. Se vogliamo soltanto parlare della trama, sappiate che il gioco è ispirato ad un evento realmente accaduto: parliamo del più grande suicidio di massa della storia, avvenuto a Jonestown nel 1978.

Inoltre, anche se all’inizio non sembra, Outlast 2 è collegato al primo capitolo della serie dal punto di vista religioso, anche se nel secondo capitolo il tema è stato molto più approfondito.

Outlast 2

Sebbene il gioco sia un po’ romanzato, basterà pensare ai tanti riti punitivi che la chiesa attuava in età medievale per rendersi conto che, comunque, non si allontana troppo dal vero. Outlast non è poi cosi violento ed innovativo da questo punto di vista e, in effetti, potrebbe anche considerarsi uno specchio della realtà per i contenuti mostrati.

Partendo proprio dalla chiesa, di vicino alla realtà c’è anche la trattazione della pedofilia diffusa tra i preti e del fanatismo religioso. Nel gioco, i nemici attribuiscono ad ogni avvenimento, come fenomeni ambientali o carestie che si abbattono sul loro villaggio, un’appartenenza al disegno divino che devono assolutamente rispettare e far rispettare.

Outlast 2

Ciò pare essere un altro rimando al simbolismo medievale, ad indicare che il team si sia basato molto su questi concetti. Non dimentichiamo che sempre i nemici del gioco uccidono e mutilano chi non la pensa come loro o non appoggia i loro ideali. Possiamo vedere la stessa cosa nel terrorismo religioso reale, ma non ci spingiamo oltre su questo tema.

LA STORIA E IL TRAUMA DI BLAKE

Piuttosto, dopo questa piccola analisi fatta sul quadro generale narrativo, soffermiamoci sulla storia. Cosa è successo in Outlast 2? Quanto c’è di vero nel gioco e quanto c’è di falso? Era davvero un disegno divino quello che dilagava all’interno del misterioso villaggio nascosto tra i canyon dell’Arizona? E perché Blake aveva queste alternanze tra presente e passato all’interno della sua scuola?

Outlast 2

La chiave di tutta la questione è il misterioso faro introdotto nel primo capitolo dalla Murkoff Corporation, probabilmente coinvolti anche in queste vicende. Quel faro, non si sa bene come, riesce a creare delle allucinazioni in grado di stravolgere la mente dei presenti, tra cui rientra anche Blake.

Ecco il perché di quelle sequenze di gioco che trasportano il protagonista dal villaggio alla sua vecchia scuola: erano dovute al tornare in mente di vecchi e brutti ricordi di quando, adolescente, frequentava un “amica” di nome Jessica.

La ragazza morì a causa del prete pedofilo della scuola, che la uccise involontariamente nel tentativo di stuprarla e, per nascondere la sua colpevolezza, fece credere a tutti che la ragazza si fosse impiccata. Ovviamente, questa triste storia ha traumatizzato profondamente Blake.

Outlast 2

E se vi siete chiesti chi fosse quel mostro incontrato nei bui corridoi della scuola, questi non era altro che il prete citato poco fa, un vero e proprio mostro agli occhi di Blake.

E LE MALEDIZIONI CHE AFFLIGGONO IL VILLAGGIO?

Ma la piaga che affligge il villaggio? Non si tratta di alcun castigo divino. La gente si ammalava per cause del tutto naturali ma, trovandosi in un area completamente isolata, curarsi per loro era difficile. Così, da semplici malattie curabili tramite antibiotici si è passati a qualcosa di ben peggiore e l’infezione si è in seguito sparsa, facendo ammalare tutto il villaggio.

Outlast 2

Questo, secondo padre Knoth, era però un segno proveniente dal cielo e loro non dovevano far altro che accettarlo. Intanto, sempre padre Knoth, ne ha approfittato per assecondare i suoi più bassi impulsi, stuprando le donne del villaggio e uccidendo quelle rimaste incinte, forse per causa sua, con la scusante di prevenire la gestazione dell’anticristo.

Ovviamente, tutto ciò che padre Knoth ha fatto era in “buona fede”. Alla fine, parlando con Blake, Knoth gli dice che ha “ascoltato Dio”, eppure legge nel suo silenzio un forte giudizio nei suoi confronti. Così Knoth capisce che l’unico modo per avere un confronto con Dio è attraverso la morte e finisce col suicidarsi.

PERCHÉ LYNN È MORTA? E IL BAMBINO!?

La donna, come il resto del villaggio, si è ammalata e il suo corpo si è indebolito, forse anche per lo stress subito dai vari rituali, portandola alla morte davanti a Blake a pochi minuti dalla fine.

Per quanto riguarda il bambino, era diverso tempo che Blake non aveva rapporti con sua moglie e la gravidanza non sarebbe spiegabile a meno che quest’ultima non lo avesse tradito. In realtà la storia è diversa. Durante il parto, Lynn dice di non sentire niente e di sentire come se ci fosse qualcosa di strano nel suo corpo. In altre parole, Lynn non è mai stata incinta e non portava alcun bambino nel suo grembo.

Infatti, ad inizio gioco, la donna non aveva il pancione e la sua gravidanza si manifesta tutto ad un tratto a fine storia. Ancora una volta, abbiamo a che fare con un’allucinazione causata dal faro.

Outlast 2

Ciò che fa capire con chiarezza che si tratta di un illusione è proprio l’ombra di Blake e del bambino durante il parto. Prestando attenzione alle ombre, possiamo notare che Blake non sta reggendo niente e che l’intera gravidanza è uno scherzo della sua mente. Anche lui, purtroppo, è stato vittima di questi miraggi.

SCENA PIÙ TOCCANTE

La scena più toccante è stata di sicuro quella finale. Blake, insieme a Jessica, pregano Dio in modo che possa proteggerli e Jessica, mentre il filmato va in dissolvenza, promette a Blake che le sarà sempre vicino e che non lo lascerà mai. Un po’ quello che ci auguriamo tutti noi quando un nostro caro viene a mancare.

Outlast 2

Concludiamo questo speciale, dopo l’aver ripercorso i punti più importanti della storia e dopo avervi ricordato della nostra recensione, con una domanda: cosa ne pensate del gioco? Per voi è stato una semplice esperienza orripilante oppure è riuscito a far nascere qualche riflessione?

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