Ouija: L’origine del Male, la recensione – NO SPOILER

Cinema
Alessio Meneghini
Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

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Ouija – L’origine del Male è il prequel del lungometraggio Ouija uscito nelle sale nel 2014. Il precedente film ottenne un buon successo dal pubblico ma fu massacrato dalla critica che lo definì un “teen horror molto mediocre“.

In questa pellicola la regia viene affidata a Mike Flanagan, (già regista Oculus – Il riflesso del male) oltre ad occuparsi della regia Flanagan è co-sceneggiatore insieme a Jeff Howard ed è incaricato anche della fase di montaggio. Non ci resta che scoprire se sarà riuscito a realizzare un prodotto migliore del predecessore.

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Analisi

I teen horror non sfornano spesso ottimi film ma il lungometraggio Ouija del 2014 era davvero pessimo e riuscire a realizzare una pellicola migliore non è risultato difficile. La famiglia Zander è in difficoltà a causa dei problemi economici dovuti alla scomparsa del padre, Alice Zander è madre di due figlie: Lina, una ragazza solare che non sembra avere i classici problemi dell’adolescenza e Doris, una bambina che non riesce ad integrarsi nella sua scuola. L’approfondimento dei personaggi non è del tutto superficiale, in particolar modo la prima parte vuole fin da subito distaccarsi non adoperando i banali “jump scare” costruendo un rapporto familiare abbastanza saldo, salvo qualche lieve discussione.

Qualche richiamo a Ouija c’è, ma non provoca fastidio, le interpretazioni sono altalenanti: Lulu offre una buona interpretazione nei panni di Doris; questa giovanissima attrice ha già lavorato nel panorama horror (Annabelle 2, Liberaci dal male). Elizabeth Reaser nelle vesti di Alice è convincente come il resto del cast.

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Cosa non convince di Ouija – l’origine del male?

I rapporti umani non molto sviscerati, la regia è priva di guizzi e le inquadrature non hanno particolari angolazioni. La fotografia esattamente come nel film precedente non è al servizio della storia e non riesce ad inscenare un’atmosfera da genere horror, è sempre luminosa a causa di colori molto vivaci. Alcuni movimenti di macchina sono interessanti come la panoramica obliqua che ci mostra lo scetticismo e la preoccupazione di Lina.

Il più grande difetto risiede nel finale che risulta anche telefonato per chi non aveva visionato la pellicola del 2014 diretta da Stiles White, presentando comunque, come detto sopra, anche qualche difetto di sceneggiatura nelle reazioni dei protagonisti.

Conclusioni

Concludendo possiamo dire che non è orrendo come si potevamo pensare. Mike Flanagan è abile con la macchina da presa ma questo non basta a salvare il film che si conferma, purtroppo a causa della sceneggiatura, un prodotto mediocre ma non insufficiente.

Ouija: L’origine del Male

Ouija: L’origine del Male
62

Regia

7/10

    Fotografia

    5/10

      Storia

      6/10

        Interpretazioni

        7/10

          Cast

          7/10

            Pros

            • Regia interessante
            • Jump scare quasi assenti
            • Buon ritmo della storia
            • ottima interpretazione di Lulu Wilson
            • Micheal Bay si limita alla produzione

            Cons

            • Reazioni dei personaggi a volte discutibili
            • Qualche cliché
            • Fotografia assente dalla storia
            • Interpretazioni solo convincenti

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