Openculture Vs Netflix- Quando la cultura batte il mainstream

Cinema
Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Internet pullula di network televisivi di streaming. Pc, tablet, SmartTv sono naturalmente predisposte (spesso con app già installate) ad accogliere questi canali streaming come Netflix, Infinity e tanti altri. La cultura dello streaming è ormai radicata nella nostra vita quotidiana, e probabilmente non potremmo farne a meno. Ciò che differenzia i vari network televisivi in streaming è sicuramente l’offerta del palinsesto. Più e più volte abbiamo parlato in questa sede dei pregi di Netflix e tanto spesso abbiamo elogiato l’offerta d’intrattenimento fornita.

Oggi però, ci sentiamo in dovere di fare una piccolissima critica al colosso televisivo di streaming per eccellenza. Netflix è un po’ troppo pop, e se vogliamo dirla tutta è un po’ troppo mainstream. E lo dico da abbonata e Netflix-dipendente. Essendo una cinefila accanita, mi piacerebbe molto che Netflix offrisse in HD versioni restaurate dei film che hanno fatto la storia del cinema. Ma vorrei anche che il network prestasse attenzione alla produzione cinematografica indipendente, produzione che ha reso il cinema contemporaneo una piattaforma sulla quale condurre il dibattito artistico.

Proprio perché, il cinema, oltre ad essere il mezzo più immediato per la veicolazione dell’intrattenimento e del divertimento, è anche teatro di sperimentazione artistica, di linguaggio sia visivo che letterario.

Probabilmente Netflix, in futuro, prenderà in considerazione l’idea di aprirsi anche a questa fascia di clienti più esigenti, ma, per ora, per i cinefili c’è un’altra soluzione. Questa soluzione si chiama Openculture, ed è un sito internet di streaming completamente gratuito (e legale), che offre una selezione di film indipendenti e poco conosciuti, da far invidia ai grandi colossi dell’intrattenimento, compreso Sky. Sono 1150 i film disponibili sulla piattaforma, e tra i nomi che infarciscono l’elenco possiamo trovare Tarkovskij, David Lynch, Sofia Coppola. Per i più curiosi, c’è anche qualcosa di Jean Cocteau e di Andy Warhol, e perfino di Salvador Dalì. Insomma, un vero e proprio viaggio nella storia del cinema di qualità, che vi sorprenderà ad ogni fotogramma. Certo, molti dei film sono in lingua originale e senza sottotitoli (soprattutto per i film in inglese), ma questo è un valore aggiunto per apprezzare meglio l’originalità e artisticità del palinsesto proposto.

Openculture è un portale di cultura a 360°, e la fruizione gratuita dei servizi proposti spazia dagli audiobook ai corsi di lingua, passando appunto per i film, come mezzo fondamentale di diffusione culturale. Quindi che cosa state aspettando? Connettetevi al sito e iniziate il vostro personale viaggio nella cultura.

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