Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

La recensione a seguire è priva di qualsiasi tipo di spoiler. Potete leggerla tranquillamente e con la massima serenità.

Oceania, il 55esimo Classico Disney in uscita oggi 22 Novembre 2016 nelle sale italiane, è un Classico Disney a tutti gli effetti. Oceania, o Moana, in lingua originale, è diretto da due grandi nomi delle scuderie Disney John Musker e Ron Clements.

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Tu lo conosci Paul?

Partiamo subito dal recensire un elemento immancabile dei Classici Disney: il cortometraggio iniziale. Il cortometraggio iniziale che introduce alla visione di Oceania è intitolato Testa o Cuore. Come al solito questo cortometraggio è pensato sia per introdurre uno dei temi del film, sia per avere una storia e una morale a sè stante.

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Innanzitutto Testa o Croce ha per protagonista Paul un essere umano del tutto normale che abita in una città come tutte le altre e che ha un lavoro fin troppo simile a quello di tanta altra gente. Esattamente come ogni persona, uomo o donna, Paul ha un problema, un dilemma: seguire il cervello o il cuore? Alla domanda sono chiamati a rispondere proprio gli organi interessati e il viaggio fino alla risposta è accompagnato da una geniale alternanza nell’uso di animazione 3D e 2D, come per ricordare che la 2a esiste ancora e che la Disney non la vuole abbandonare, essendo più che possibile un unione tra le due forme di animazione che sia più che d’intrattenimento per gli spettatori, piccoli o grandi che siano.

Questo tema (quello della convivenza dell’animazione 2D con quella 3D) non è il solo tema che viene trattato sia in Testa o Cuore che in Oceania. Primo fra tutti sembra difatti essere come argomento, sia nel corto che nel lungometraggio, il tema dell’identità.

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Sogno quindi sono

E’ subito chiaro, una volta introdotti i personaggi, che Paul e… Vaiana, hanno molto in comune, ma più di tutto il fatto di dover chiarire e imporre la propria identità. Vaiana, che in lingua originale si chiama Moana, è una ragazza figlia del capo di una tribù che vuole lasciare la sua isola madre per esplorare il mare, nonostante suo padre continui a richiamarla ai suoi doveri. Senza fare spoiler, alla fine sarà l’unione delle due chiamate, quella del cuore e quella del cervello, del dovere familiare, a dare inizio all’avventura di Moana.

La trama, come erroneamente potrebbe sembrare dal titolo italiano, non è incentrata sulla epica impresa che si svolge nell’Oceano, ma su i personaggi e sul loro confrontarsi con la propria rispettiva storia e identità. Tutto viene portato avanti come al solito con un’animazione frizzante e ben più che gradevole, musiche trascinanti e espedienti coinvolgenti. Il finale riesce a rimanere assolutamente in linea con l’atmsfera che il film crea sin dall’inizio.

Young Moana interacting with the Ocean.

Cantami o SemiDio l’Ira di Moana di Montunui

Oceania è un Classico Disney e, come ogni Classico Disney che si rispetti ha le sue canzoni. In questo lungometraggio è quanto mai chiaro quanto le canzoni non siano solo il modo utile per farci conoscere meglio i personaggi ma anche l’unico mezzo possibile per velocizzare alcune parti che altrimenti richiederebbero uno sviluppo troppo lento, appesantendo il film, e per chiarire una situazione sin nei minimi dettagli, permettendo di avere una visione d’insieme che altrimenti rischierebbe di risentire della centralità dei protagonisti.

Oltretutto le canzoni sono estramente coinvolgenti e con un ritmo capace di farti immergere nelle emozioni che i personaggi stanno vivendo, siano esse positive o meno. Il tutto con armonie che ricordano quelle della cultura a cui il film si ispira ma che sono anche godibili da chi, come ad esempio i membri italiani del pubblico, magari non ha mai potuto avvicinarsi a quella cultura in particolare.

Sogna come un Umano, Naviga come un Dio, divertiti come un Pollo.

Ingegnoso è l’uso dell’espediente comico del film che altri non è che Hei Hei, il pollo che sin dalla prima immagine di preview non è mai sembrato troppo sveglio. La sua presenza risulta piacevole, oltre che utile a capire meglio alcuni aspetti, magari più reconditi e che forse potrebbero essere creduti meno utili, dei personaggi.

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Da un grande nome derivano grandi responsabilità

Lavorare per la Disney significa dover dare il massimo, soprattutto se si parla di lavorare all’animazione del prossimo classico Disney, sotto la guida dei registi di Classici quali Aladdin e Basil L’Investigatopo, ad esempio. Per questo non è una sorpresa che la qualità dell’animazione sia ottima e che lo sia sia l’animazione 2D che quella 3D.

In questo film infatti, come era stato già anticipato, c’è un personaggio che è stato animato interamente in 2D: Mini Maui il tatuaggio animato del SemiDio Maui, che è animato magistralmente e che nonostante sia animato in 2D si amalgama perfettamente con tutto il testo.

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L’importanza di chiamarsi Moana

Ogni film hai suoi difetti ma l’autore di questa recensione mai si sarebbe aspettato di dire che il difetto principale è stato dato dalle scelte fatte nell’adattamento in italiano. E’ tanto sbagliato da essere tragicomico il fatto che in un film dove è centrale l’argomento dell’identità sia stato cambiato il nome della protagonista ed è ancora più sbagliato che il titolo che in lingua originale serve proprio a chiarire quanto sia la vicenda di Moana/Vaiana ad essere al centro del film, dando la finta impressione che invece si tratti di un film incentrato su una spedie di Odissea Oceanica. Un’impressione questa che non solo è sbagliata ma prepara un potenziale spettatore nel modo sbagliato, conducendolo poi magari a male intepretare il film e a credere che ci sia stato qualche intoppo nella narrazione.

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L’unico altro difetto è che magari si sarebbe potuto dare più spessore ai personaggi secondari che arricchiscono il film, che risentono non poco di questa scelta narrativa alla fine del film, ma alla fine è anche comprensibile che, data la mole di minutaggio necessaria alla trama principale, non sia stato possibile sviluppare meglio i personaggi secondari.

Alla fine dei conti Oceania risulta essere un film molto godibile e divertente e che vale certamente il prezzo del biglietto. Soprattutto per vedere la Disney che ancora una volta mette in discussione i suoi stessi vecchi schemi, facendo di Oceania il Principe Avventuriero e non la Prncipessa in Pericolo e giocando abilmente con la figura del cattivo.

Ocenia

Ocenia
87

Animazione

10/10

    Doppiaggio

    9/10

      Adattamento

      7/10

        Trama

        9/10

          Godibilità

          10/10

            Pros

            • Animazione di Alto Livello
            • Buono uso degli espedienti narrativi
            • Tema centrale chiaro e molto ben esplorato
            • Personaggi Convincenti e Simpatici
            • Ottima qualità delle Musiche

            Cons

            • Pessime scelte nell'adattamento
            • Debolezza dei personaggi secondari

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