NieR: Automata – Taro spiega i tacchi a spillo di 2B: “Mi piacciono molto le ragazze”

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Alessio Meneghini
Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

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Nel corso di un’intervista avvenuta durante l’evento PAX East 2017, il direttore creativo di NieR: Automata, Yoko Taro, ha risposto ad alcune domande riguardanti la sua nuova creatura e lo ha fatto esibendo la modestia e la simpatia che abbiamo imparato ad apprezzare.

Tra le altre cose, Taro ha parlato di come vorrebbe che i fan accogliessero il gioco, della localizzazione e del perché la protagonista YoRHa 2B indossi i tacchi a spillo

Yoko-San ha accennato al fatto che in molti gli hanno chiesto se vi sono delle differenze tra le versione originale nipponica di NieR: Automata e la versione localizzata in Inglese e del fatto che il nome di un personaggio sia stato cambiato a causa di un problema di copyright. Tuttavia, dice Yoko, si tratta di una leggera discrepanza e se si confrontano le due versioni, non c’è davvero un’evidente differenza.

Sebbene per certi elementi la censura possa essere intervenuta, ha continuato Yoko-San, il gioco non ha subito alcuna modifica per questo. Di certo, a causa della forte diversità in essere tra culture come quelle del Giappone, del Nord America e dell’Europa, gli sviluppatori hanno preferito che il team di localizzazione utilizzasse le espressioni che meglio si sarebbero adattate a ciascun paese.

In merito, poi, al motivo per il quale un androide da combattimento indossi tacchi a spillo, Yoko Taro ha risposto che il gioco è ambientato 10.000 anni nel futuro perciò, quando ha cercato di immaginare come potesse essere, ha ripensato a come fosse 10.000 anni fa ed al fatto che la gente di allora, allo stesso modo, non sarebbe stata in grado di immaginare come sarebbe potuto essere il futuro. Ecco perché ha deciso di dare libero sfogo all’immaginazione ed alla creatività. Anche perché, molti giochi di matrice occidentale vedono come protagonisti marine spaziali e concetti similari, per cui ha pensato bene di inserire un androide in gonnella e tacchi vertiginosi. Tuttavia, la ragione principale è che, semplicemente, a Yoko-San piacciono molto le ragazze.

Parlando invece dell’accoglienza più che positiva, sia di pubblico che di critica del gioco, Yoko Taro ha espresso più volte la sua riconoscenza per l’ottimo feedback e per la positiva risposta dei giocatori e, ha ricordato, che il merito va in larga parte al team di PlatinumGames. Tuttavia, per coloro che non hanno ancora avuto occasione di giocare a NieR: Automata, Taro ha tenuto a ribadire che non è un gioco perfetto. Può risultare strano e un po’ eccentrico, potrebbe non essere sempre divertente, potrebbe non essere il più riuscito in termini di grafica e potrebbe non avere la trama più coinvolgente.

Tuttavia, facendo uso di un’analogia, Taro descrive NieR, richiamando dei ricordi e di come, durante il periodo scolastico, ci sia stato un ragazzo o una ragazza che vi piaceva e, sebbene, lui/lei non brillasse di particolari qualità, di bellezza o simpatia, ne eravate inspiegabilmente attratti. Allo stesso modo funziona NieR: potrà suonare strano e particolare ma c’è in esso quel quid che vi attrae in modo irresistibile e, così come quel ragazzo/a dalla quale eravate attratti, Yoko-San spera che possiate conservare bei ricordi del gioco, nella mente come nel cuore.

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