Fumetti

Niente da perdere, la Recensione – No Spoiler

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Dopo una lunga pausa passata nelle fila Marvel tra storie di supereroi più o meno riuscite, e della Image dove ha sceneggiato altre serie molto interessanti, il fumettista canadese Jeff Lemire torna alle atmosfere, ai paesaggi, ai racconti dolorosi ed emozionanti che lo hanno reso noto e amato da pubblico e critica e, diciamolo subito, lo fa in maniera impeccabile.

Derek Ouelette ha avuto in passato il suo momento di gloria come giocatore della NHL, era una promessa dell’hockey, anche se ora di quel passato non è rimasto praticamente nulla se non un vivido ricordo che ancora lo perseguita. Vive in un paesino sperduto nella neve, dorme nel magazzino del palazzetto di hockey, beve fino a svenire e mena chiunque gli rivolga la parola per più di una volta. La sua vita è apparentemente vuota, ma la sua testa è piena di ricordi d’infanzia, di suo padre che era diventato ancora peggio di quanto non fosse lui ora, di sua madre che era stata costretta a fuggire da quell’uomo e della sua sorellina che lui aveva abbandonato per diventare un giocatore professionista. Un giorno il suo precario ma allo stesso tempo solido equilibrio viene spezzato dall’arrivo proprio della sua sorellina Beth, ormai cresciuta, in fuga dal suo fidanzato violento che lei ha lasciato. Il loro incontro riporterà a galla problemi sepolti dal tempo e dalla distanza che i due dovranno affrontare quando saranno costretti a vivere da soli in un capanno in mezzo al bosco per un po’ di tempo.

 

Jeff Lemire ritorna sui passi che aveva già percorso in Essex County con un racconto sospeso tra passato e presente, dove i ricordi spesso sono quasi piu importanti dei fatti che stanno accadendo nel presente, tanto è vero che, in questo volume, proprio i ricordi sono gli unici a “meritarsi” i colori. Crea protagonisti incredibilmente reali con i quali il lettore può empatizzare e immergersi nella storia che di per sé non ha niente di “particolare”, ma che i rapporti, i sentimenti e i caratteri dei vari personaggi rendono speciale e rapiscono cosi il lettore che si ritroverà a leggerla tutto d’un fiato.

In Niente da perdere, Lemire torna anche ai disegni mostrando un’evoluzione rispetto ai suoi lavori passati, mantenendo intatto il suo personalissimo stile ma con un tratto meno spigoloso, più sicuro e preciso, che dona ai personaggi un’espressività molto più dettagliata e alle tavole più pulizia. Una nota particolare va fatta sui colori con cui è dipinto questo volume, usati come vero e proprio mezzo narrativo; il bianco e il blu ci accompagnano per buona parte della storia, acquerellati e sfumati fino a creare la palette ideale per rappresentare quelle ambientazioni fredde e innevate spesso rappresentate in bellissime splash page, mentre i colori caldi prendono il sopravvento solo in particolari casi, molte volte legati ai ricordi dei protagonisti.

 

Niente da perdere è una storia matura, difficile ma incredibilmente bella e in grado di emozionare, assolutamente da avere se avete amato Cani Smarriti, Il Saldatore Subacqueo, Sweeth Tooth o anche solo se cercate una nuova storia con al quale approcciarvi ai racconti di Jeff Lemire, che continua ad affermarsi come uno dei migliori autori nel panorama mondiale.

L’edizione italiana è stata stampata rispettando il formato originale e per questo bisogna ringraziare BAO Publishing che ha portato in Italia questo volume in una edizione davvero perfetta.

Niente da perdere

23,00 €
Niente da perdere
9.2

Storia

10/10

Disegni

9/10

Colori

10/10

Originalità

8/10

Godibilità

9/10

Pros

  • Storia emozionante
  • Bellissimi disegni e splash page

Cons

  • Raconto non per tutti i gusti

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