Mr. Robot: una serie TV rivoluzionaria da non perdere!

Recensioni
Miriam Crucinio
Classe 1984, nasce e cresce in un piccolo paesino Lucano, per poi spostarsi a Lecce dove studia Restauro all’Accademia di Belle Arti. Appassionata di cinema, amante dell’arte, dei fumetti, delle serie TV e dei videogames una vita non le basta! Nel 2016 frequenta un corso di fumetti e spera che finalmente smettano di dirle che è troppo vecchia per queste cose. La verità è che lo è, ma non le interessa perché da grande vuole guidare il Tardis.

Classe 1984, nasce e cresce in un piccolo paesino Lucano, per poi spostarsi a Lecce dove studia Restauro all’Accademia di Belle Arti. Appassionata di cinema, amante dell’arte, dei fumetti, delle serie TV e dei videogames una vita non le basta! Nel 2016 frequenta un corso di fumetti e spera che finalmente smettano di dirle che è troppo vecchia per queste cose. La verità è che lo è, ma non le interessa perché da grande vuole guidare il Tardis.

Vincitore del Golden Globe come miglior serie drammatica del 2015, un thriller in dieci episodi con protagonista un giovane hacker vittima di paranoie e allucinazioni. Nasce dallo sceneggiatore Sam Esmail e trasmessa dall’emittente USA Network dal 24 giugno 2015, di produzione statunitense. Riscuote da subito un grandissimo successo, soprattutto grazie alla trama contorta e alla genialità della sceneggiatura.

Il protagonista è Elliot Alderson (Rami Malek), un ingegnere informatico di New York che lavora in un’azienda di sicurezza informatica. Un giovane sociopatico e paranoico, vive la sua vita evitando le relazioni sociali e hackerando le persone che incontra. Il suo squilibrato stato mentale rende ogni episodio diverso ed intrigante, allucinazioni, deliri e un costante distacco dalla realtà sono decidamente, gli ingredienti giusti per il successo.

Nel suo percorso incontra un uomo che si presenta come Mr. Robot (Christian Slater), il leader di un gruppo di anarchici-insurrezionalisti hacker che prende il nome di fsociety, che lo inseriscono nel loro gruppo per mettere a segno un “grande colpo”.

Come dei moderni Peter Pan, questo gruppetto di ragazzi vuole azzerare il debito mondiale, rubare ai ricchi per dare ai poveri rivisitato in chiave moderna.

Un’analisi della società moderna, incentrata sul lavoro, il denaro, i debiti che affliggono la gente, in cui si inserisce la capacità degli hacker di “invadere” le nostre vite. Giovani come quelli che si incontrano ogni giorno in autobus o in metropolitana, cuffie alle orecchie, felpe nere con il cappuccio, dietro cui si nascondono geni informatici pronti a carpire i nostri segreti.

In questa serie niente è come sembra, ogni episodio fa cadere certezze per farne saldare altre, i personaggi si avvicendano in continuo movimento. Alti e bassi abilmente camuffati, che riescono a mantenere attaccati allo schermo gli spettatori. Insomma, un giro sulle montagne russe di una mente umana disturbata e, in alcuni casi, disturbante ma ne vale sicuramente la pena. Il tutto contornato da una fotografia ben riuscita ad opera di  Tim Ives.

Se non l’avete ancora vista fatelo, divorate la prima stagione (sono solo 10 episodi in fondo) per poi passare alla seconda (arrivata in italia il 13 luglio 2016).

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