Mickey – Uomini e Topo, di Tito Faraci – Recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Ai nostri lettori più affezionati non sfuggirà la straordinarietà dell’evento. Perché una recensione di un libro, e soprattutto come mai in sezione fumetto? Perché questo volume parla di fumetto, è imprescindibile da esso, se ne respira in ogni pagina, un nutrimento che è essenziale per un lettore delle nuvole parlanti, ancor di più se cresciuto a pane e Topolino, come molti dei ragazzi di tutta la penisola.

Edito da add editore, è scritto da Tito Faraci, il cui nome è associato non solo al mondo del fumetto Disney, di cui è autore di molte celebri storie noir, tra cui molti capitoli di Mickey Mouse Mistery Magazine, ma è stato autore anche per Bonelli, senza dimenticare le sue esperienze come romanziere, di cui ricorderete sicuramente la serie di libri per ragazzi dedicata ai grandi gialli di Topolino, oltre ovviamente ad opere più personali.

Ma di cosa tratta Mickey?

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Un viaggio inaspettato

Proprio così, Mickey è un viaggio inaspettato. Un piccolo libro, poco più di un centinaio di pagine, che finiscono per rapire il lettore dopo averne sfogliate neanche una decina, trascinato via da un incredibile flusso di coscienza che conduce il discorso dalla prima all’ultima pagina. Attenzione, però: non che non ci sia un ordine, un intento, una precisa volontà. Ciò che Faraci descrive è un percorso fatto di presa di coscienza: la comprensione di chi sia Topolino. Un personaggio dalle mille sfaccettature, che molto spesso ne mostra soltanto una. Ed è proprio nel viaggio alla scoperta delle sue molte anime che l’autore ci accompagna, tra un aneddoto sulla sua vita, e una lode ai molti autori incontrati durante la sua carriera.

Semplicità e leggerezza sono le parole d’ordine che regolano il ritmo del discorso, con il lettore che in realtà non è in preda al desiderio di leggere: si ritrova talmente immerso da continuare a leggere in maniera totalmente naturale, in un crescendo di nozioni che possiamo articolare in tre grandi direttrici.

La prima idea che corre attraverso il libro è il concetto stesso del personaggio di Topolino. La sua vera natura, la sua storia, e la vita dei comprimari che popolano il suo straordinario mondo. Già, perché non esiste Topolino senza gli acerrimi nemici, come Gambadilegno, ma anche senza i grandi amici, come PippoPluto, Manetta e molti altri. E in un certo senso l’apologia del personaggio, rovinato non solo dagli errori di alcuni autori definiti “pigri”, ma anche da un immaginario collettivo privo di comprensione, legato ai luoghi comuni.

Il secondo filo conduttore è il fumetto stesso. Partendo dall’analisi del fumetto, delle molte false idee che occupano il pensiero comune, fino ad arrivare ad un piccolo saggio su cosa sia sceneggiare. Il tutto senza dimenticare di approfondire ciò che è il mondo della produzione disneyana: limiti, che limiti si riveleranno non essere, potenzialità, funzionamento, caratteristiche, e molte citazioni riguardo ai tanti autori e addetti ai lavori. Se dunque la prima idea è centrifuga, da Topolino personaggio ad allargarsi, qua la spinta si rivela decisamente centripeta, arrivando dunque a toccare con mano il famoso magazine.

E infine l’intimità dell’autore. Mickey si rivela infatti in diversi punti una vera e propria esternazione di se stesso, una alienazione del proprio io per arrivare ad un vero e proprio momento di autocoscienza. Un tentativo coraggioso, che riesce nelle sue intenzioni, e conquista il lettore. Cosa sia Topolino per Tito Faraci, cosa rappresenti, dubbi, timori, rispetto, e molto altro costellano il libro qua e là, rendendo il libro ciò che l’autore auspica nella prima pagina: una chiacchierata in un bar.

parte-sbagliata

Steamboat Willie

Il cortometraggio che diede inizio alle straordinarie avventure che viviamo leggendo Topolino ancora oggi fu in questo celebre cortometraggio. Allo stesso modo, in un libro all’apparenza piccolo, vi è in realtà un vero e proprio dono, un dono immenso, un dono che è la conoscenza e l’esperienza dell’autore. Incendi è il titolo della collana in cui viene edito questo volume, ed è davvero rappresentativa di ciò che può rappresentare per molti questa lettura davvero ispirata e ispirante, in grado di spingere molti a mettersi in gioco. E se anche non ci riuscisse, si rivelerebbe allo stesso tempo una lettura interessante, rilassante e al tempo stesso vivace, in grado di far tornare alla mente a ogni lettori di disneyana memoria molti bei ricordi, e tante nuove conoscenze su un mondo davvero fantastico.

Un libro che probabilmente non è per tutti, ma non perché vada destinato a chissà quale ristretta e intellettuale cerchia, ma perché chiunque guardi al fumetto con diffidenza e superbia difficilmente potrà comprendere così tanta personalità e intimità in un simile scritto.

Mickey - Uomini e Topo

Mickey - Uomini e Topo
8.5

Soggetto

9/10

    Sviluppo

    9/10

      Coerenza

      9/10

        Scrittura

        9/10

          Pros

          • Trascinante
          • Ricco di nozioni
          • Fortemente emotivo

          Cons

          • Poco adatto ai non lettori di fumetti

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