Mass Effect: Andromeda, la Recensione – NO SPOILER

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Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Produrre un capitolo di una saga amata da milioni di persone non deve essere un’impresa facile. Riuscire a sopravvivere ad aspettative elevatissime confezionando un prodotto appetibile sia ai fan storici che ai nuovi arrivati è un compito che non tutti sono capaci di portare a termine. Immaginate adesso di dover far seguito a una trilogia mastodontica e complessa come poche, ricominciando quasi da zero con un cast di personaggi completamente nuovo e una storia totalmente inedita senza scontentare la legione sconfinata di appassionati pronti a punire anche il minimo errore con post al vetriolo su tutti i forum esistenti.

È questo il caso che hanno dovuto affrontare i ragazzi di Bioware che col loro Mass Effect, dopo aver concluso l’emozionante epopea del comandante Shepard, hanno deciso di voltare pagina e impostare un nuovo punto di inizio per il brand espandendo il suo già profondo e sfaccettato universo. Qualcosa, però, durante lo sviluppo di Andromeda deve essere andato storto e, nelle settimane prima del suo rilascio sul mercato, hanno iniziato a fare la loro comparsa su YouTube alcune preoccupanti testimonianze di animazioni deludenti, una grafica nettamente sottotono, un editor di personaggi arretrato e approssimativo: insomma, l’inquietante quadro di un disastro annunciato. L’internet si è letteralmente spaccato in due tra chi dichiarava prematuramente morta la saga e chi, comunque, aspettava l’arrivo del gioco prima di poterlo giudicare nella sua complessità. Mass Effect: Andromeda è, quindi, la tragedia che si preannunciava? Scopritelo nelle prossime righe della nostra recensione.

SPAZIO. ULTIMA FRONTIERA.

La trama di questo Mass Effect: Andromeda è interessante seppur non particolarmente originale. L’anno è il 2185, un periodo cronologicamente posto tra il secondo e il terzo capitolo della saga precedente, in cui le razze principali, abitanti della galassia conosciuta, si sono coalizzate per colonizzare un nuovo sistema stellare distante anni luce organizzando la spedizione di enormi astronavi chiamate Arche con a bordo oltre 20.000 persone che hanno accettato di abbandonare la propria vita nella Via Lattea alla ricerca di una nuova casa da ripopolare per la propria specie. Una volta giunti alla destinazione, tuttavia, dopo quasi 600 anni di ibernazione indotta, scopriamo che la missione non è andata secondo i piani. Impattando con una strana materia oscura, le Arche hanno perso la propria rotta andando perdute nei meandri più reconditi della galassia Andromeda e l’Eden prescelto per essere il nuovo mondo per la razza umana è sferzato da una devastante tempesta che rende impossibile qualsiasi tipo di insediamento.

Sarà compito del nostro Pathfinder trovare una soluzione per preservare la sopravvivenza di tutti i passeggeri della sua Arca cercando, nel frattempo, informazioni sulle altre navi scomparse e cercando di instaurare rapporti pacifici con le nuove razze autoctone di Andromeda. Non ci addentriamo oltre nel descrivervi la trama del gioco lasciandovi il piacere della scoperta che in un gioco così sconfinato è uno degli elementi fondamentali per godersi appieno l’esperienza offerta. Ci limitiamo a dirvi che si tratta di una trama godibile che si distanzia in modo abbastanza netto da quanto visto in precedenza nel brand arrivando a ricordare, per certi versi, la serie classica di Star Trek da cui, evidentemente, mutua più di qualche aspetto.

COMBATTIMENTO EVOLUTO

Un nuovo inizio per la serie Mass Effect non poteva che coincidere con una decisa evoluzione della struttura del gameplay. Andromeda parte dalle già solidissime basi poste dalla prima trilogia e le espande in ogni direzione partendo dall’impianto da Action RPG arrivando al rinnovato albero delle abilità passando l’iconico sistema di dialoghi. Andiamo con ordine. Uno degli elementi più discussi dei precedenti episodi della serie è sicuramente la deriva da Third Person Shooter che aveva assunto passando dal primo al secondo capitolo attirando le ire dei puristi del genere RPG ma, allo stesso tempo, rendendo la formula decisamente più dinamica e, per certi versi, moderna.

Questo nuovo capitolo della saga non si discosta molto da quanto visto in passato ma rende il tutto ancora più frenetico grazie all’introduzione di un jetpack che funge sia da mezzo per la navigazione rapida degli ambienti di gioco che da vero e proprio elemento di gameplay tramite il quale aggiungere verticalità ai furiosi combattimenti oppure schivare gli attacchi nemici raggiungendo, nel contempo, le coperture più vicine.

Forte importanza viene data anche alle abilità, in gran parte inedite, grazie alle quali sarà possibile personalizzare profondamente lo stile di gioco scegliendo tra decine di tecniche diverse spendendo i punti guadagnati salendo di livello per mezzo di un albero delle abilità intuitivo e ben implementato senza alcuna limitazione di classe o specializzazione. Tutto questo restituisce un feeling da TPS fluido, frenetico, fresco e soddisfacente che, siamo sicuri, farà la gioia sia dei fan che di coloro che si avvicinano per la prima volta al brand di Bioware. Dispiace solo constatare la totale assenza di possibilità di comandare gli altri componenti del party limitando l’interazione con essi al semplice riposizionamento degli stessi sul campo di battaglia tramite la pressione di due tasti cancellando con un netto colpo di spugna anche la pausa tattica che caratterizzava i capitoli precedenti.

Introdotto, per l’occasione, anche un elemento gestionale nella formula di questo nuovo episodio che si traduce nella creazione di insediamenti sui pianeti appena scoperti che sarà necessario destinare alla ricerca scientifica piuttosto che all’addestramento militare cercando di preservare gli equilibri con le popolazioni locali. A tutto questo si affiancano le solo buone missioni secondarie che, ben lontane dallo stato di grazia visto in titoli come The Witcher 3, troppo spesso si rivelano essere una semplice raccolta di oggetti o l’uccisione di un certo numero di nemici ma che saranno utili non solo per scoprire ulteriori porzioni di trama ma anche per rendere più vivibili i pianeti che andremo ad esplorare entrando nelle grazie delle razze autoctone. Torna, infine, l’esplorazione spaziale tramite la quale raccogliere materiali utili al potenziamento e al crafting di armi e armature resa, invero, eccessivamente pesante dalla enorme mole di animazioni inutili e non skippabili tra un pianeta e l’altro.

LUCI ED OMBRE

Il comparto tecnico è l’unico vero tallone d’Achille della produzione Bioware/EA. Seppure mosso dal potentissimo Frostbite Engine, Mass Effect: Andromeda è dotato di un set di animazioni inspiegabilmente sottotono rispetto ad altri titoli attualmente presenti sul mercato, elemento, questo, che inficia non poco l’immersione del giocatore nel bellissimo universo fantascientifico creato dalla software house. Se contiamo anche l’assenza di doppiaggio in italiano in favore di una recitazione in inglese nemmeno al top della forma si sarebbe potuto trattare di un pesante neo sul volto di una struttura ludica tutto sommato godibile e divertente.

Fortunatamente il design degli ambienti e delle varie razze aliene in gioco unito ad una colonna sonora epica e coinvolgente e alla potenza del Frostbite Engine sono capaci di mettere una toppa sulla problematica rendendo, in definitiva, soddisfacente perdersi nell’universo imbastito dal team statunitense. Spendiamo due parole anche per elogiare  il lavoro svolto sulla caratterizzazione dei personaggi comprimari che, anche se non raggiunge le vette dell’indimenticabile cast della prima trilogia, restituisce un team credibile e variegato. I membri dell’equipaggio, infatti, nutrono dubbi, speranze e sono dotati di forti personalità che starà al giocatore gestire in modo da rendere la convivenza sostenibile aumentando, contemporaneamente, l’affiatamento anche sul campo di battaglia.

Rivoluzionato anche il sistema di dialoghi che, se prima si basava unicamente su una precisa distinzione buono/cattivo che riduceva il nostro alterego a una semplice macchietta, adesso si presenta parecchio più profondo grazie anche ad un carattere più delineato del nostro protagonista così come pure le relazioni e le romance tra i vari personaggi ora rese più credibili e approfondite.

 

CONCLUDENDO

Per concludere Mass Effect:Andromeda non è assolutamente il disastro che si preannunciava nelle settimane antecedenti al suo rilascio. Se da una parte è vero che graficamente si sarebbe potuto fare molto, molto di più dall’altro va detto come si tratti di un titolo dotato di un gameplay ottimo e dannatamente divertente condito da una trama interessante e piena di misteri da svelare. Andromeda, dunque, è la chiara dimostrazione che per valutare un gioco è sempre meglio giocarlo in prima persona o almeno guardarlo nella sua interezza piuttosto che basarsi su filmati reperiti sul web poiché, in alternativa, si rischia di perdersi un prodotto di ottimo livello a causa di un semplice pregiudizio. Mass Effect riparte da qui.

Mass Effect: Andromeda

Mass Effect: Andromeda
83.75

Trama

8/10

    Grafica

    8/10

      Gameplay

      9/10

        Sonoro

        9/10

          Pros

          • Trama interessante e piena di misteri da svelare
          • Gameplay frenetico e dannatamente soddisfacente
          • Cast di personaggi interessante e sfaccettato
          • Sistema di dialoghi rinnovato

          Cons

          • Animazioni nettamente sottotono
          • Esplorazione spaziale tediosa
          • Missioni secondarie abbastanza dozzinali

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