Marvel’s The Defenders, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Un lungo percorso, cominciato con l’ormai celebre Daredevil, ha condotto fin qui Marvel e Netflix. Il prossimo 18 Agosto arriverà la serie crossover che, per otto puntate, riunirà i quattro eroi protagonisti delle avventure urbane del Marvel Cinematic Universe. Un evento davvero unico, e abbiamo avuto il piacere di mettere le mani sulle prime quattro puntate, così da potervi dare la nostra opinione preliminare, in attesa di poter vedere, insieme a voi, l’intera serie. Per questa occasione abbiamo deciso di scrivere il tutto a quattro mani, con il lavoro svolto da Andrea Prosperi e Riccardo Cantù, per darvi uno sguardo più ampio possibile!

Uniti?

L’elemento caratteristico delle serie di Netflix dedicate ai personaggi Marvel, che abbiamo apprezzato fin dal principio, è sicuramente la volontà di discostarsi con forza dalle atmosfere e dai canoni supereroistici trasposti al cinema nel MCU, pur collocandosi nello stesso universo narrativo. Se sul grande schermo, infatti, troveremo eroi alle prese con terribili minacce all’intero genere umano e nemici pittoreschi quanto inarrestabili, sul piccolo avremo situazioni più verosimili o, comunque, legate a un contesto urbano in cui i nostri protagonisti dovranno ergersi a difensori della gente, del popolo, del proprio quartiere di appartenenza. Proprio questa linea narrativa comune per le quattro serie fin ora rilasciate sulla piattaforma on demand ha permesso agli sceneggiatori di intrecciare i destini dei quattro Defenders fino a giungere a questa nuova avventura, in uscita il 18 agosto, che li vede tutti protagonisti all’inseguimento di un obiettivo collettivo seppur mossi da motivazioni differenti. Marvel’s Defenders inizia esattamente dopo la fine delle precedenti vicende legate a Daredevil, Luke Cage, Jessica Jones e Iron Fist.

Il Diavolo di Hell’s Kitchen, dopo i terribili fatti della seconda stagione a lui dedicata, si trova nel mezzo di una crisi d’identità tra l’irreprensibile avvocato Murdock e il diavolo giustiziere della notte che tanto dolore ha finito per provocargli. L’eroe di Harlem, invece, appena uscito di prigione, non ha mai smesso di volersi caricare sulle spalle tutto il peso del proprio quartiere natale, persuaso del fatto di poterlo rendere libero dalle catene della criminalità grazie alle sue straordinarie abilità. Jessica Jones, al contrario, continua ad odiare i propri poteri ed è alla costante ricerca di una vita ordinaria mentre ritroviamo Danny “Iron Fist” Rand a fare i conti con i sensi di colpa per aver abbandonato K’un Lun mentre insegue il clan de “La Mano” fortemente radicato nella vita che era stato costretto ad abbandonare.

Per una serie di vicissitudini i quattro verranno ben presto ad incontrarsi per far fronte ad una minaccia che rischia di distruggere New York che, tuttavia, non vi anticiperemo per lasciarvi il gusto della scoperta tanto importante per questo genere di cose. Le prime quattro puntate, va detto, dal punto di vista del ritmo narrativo, ci hanno convinto solo a metà. Le prime due, infatti, in cui i nostri eroi porteranno avanti le proprie storie personali, risultano decisamente poco interessanti e inutilmente didascaliche al contrario della terza e la quarta in cui l’azione inizia a crescere, ad acquisire ritmo e la tanto agognata unione dei quattro vigilanti made in Netflix assume i connotati che tutti avremmo sperato di vedere grazie anche ad un’interpretazione da villain convincente di una Sigourney Weaver in forma smagliante.

Colori

Da un punto di vista puramente più tecnico, la serie non delude, anzi, regala allo spettatore molti piccoli dettagli. Il più importante e più ad effetto è la presenza di un colore dominante a seconda del personaggio a cui appartiene la scena. Nel caso di Daredevil avremo il rosso, con Luke Cage il giallo, per Jessica Jones il blu, e per Iron Fist il verde, in un continuo seguirsi di cambi di punti di vista. Altro punto a favore è la regia, che mostra un intersecarsi delle quattro serie, senza quindi snaturare, ma donando un forte senso di unità. Il senso più letterale del termine crossover viene dunque mantenuto. Persino le colonne sonore variano da personaggio a personaggio, come è facile notare soprattutto nelle sequenza dedicate a Luke Cage, come già visto nell’omonima serie.

Oltre a ciò, la serie tv dona un forte senso di continuità. Le prime quattro puntate non sembrano divise, ma appaiono allo spettatore come un unico enorme blocco narrativo, in cui le pause sono solo funzionali al minutaggio. Si presta in maniera pressoché perfetta al binge-watching, che sicuramente non mancherà. Più che una serie oseremmo definirlo un enorme film di circa sei ore, alla cui visione in un’unica giornata non riuscirete a sottrarvi.

Gli interpreti, come già visto, sono decisamente a loro agio nella parte. Unico dilemma, che vedremo risolto nelle ultime quattro puntate, è comprendere come si possa amalgamare un eroe in costume come Daredevil, con gli altri tre in borghese. Il timore è che possa apparire fuori posto o poco credibile rispetto a quanto invece avviene nella sua serie personale.

Epocale

Marvel’s The Defenders si rivela un evento davvero unico, sia per i fan dei fumetti, sia per gli amanti delle serie Netflix. Un forte esperimento che abbiamo già potuto vedere in parte, e che ci appare come un deciso successo. Divertente, emozionante, coinvolgente: il crossover tra i quattro eroi Netflix saprà rapirvi, conducendovi nella difesa di New York.

Dal 18 Agosto, solo su Netflix!

Marvel’s The Defenders, la Recensione – NO SPOILER

8.1

Regia

8/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Colonna Sonora

      8/10

        Cast

        8/10

          Fotografia

          9/10

            Pros

            • Forte continuità
            • Perfetta realizzazione del concetto di crossover
            • Ottime scelte registiche

            Cons

            • Inizio lento
            • Non pienamente godibile ai non spettatori delle precedenti serie

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