Marvel’s Iron Fist – La Recensione [NO SPOILER]

Recensioni
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Grazie a Netflix abbiamo potuto vedere in anteprima l’attesa serie dedicata ad Iron Fist, eroe Marvel Comics che arriva sulla piattaforma di streaming online sulla scia di Daredevil, Luke Cage e Jessica Jones. Diverso tempo fa infatti Marvel e Netflix siglarono l’accordo che prevedeva una stagione per ognuno di questi eroi, per poi unirsi nella serie di prossima uscita The Defenders, una sorta di colossale crossover in cui i protagonisti si troveranno ad agire, e ad interagire, come una vera e propria squadra. Iron Fist porta a compimento questo lungo percorso, costellato di successi. Riuscirà a ripetere l’ottima qualità dei prodotti precedenti?

Danny

La storia segue l’avventura di Danny Rand, un ragazzo dato per morto in un incidente aereo, ma che in realtà è sopravvissuto, vivendo per quindici anni nella mistica e irraggiungibile città di K’un-Lun, dove è diventato Iron Fist, il Pugno d’Acciaio, protettore della città e incredibile guerriero. Tornando a New York, dovrà inizialmente affrontare la diffidenza di coloro che ora gestiscono l’azienda dei defunti genitori, cercando di dimostrare di essere proprio Danny. Forti nemici tramano nell’ombra, e il guerriero non avrà assolutamente il tempo di adeguarsi alla sua nuova vita.

Come già detto, Iron Fist porta alla conclusione tutto ciò che è cominciato con Daredevil, e effettivamente i richiami sono molti, non solo ai film del Marvel Cinematic Universe, con la ormai classica citazione della battaglia di New York vista nel primo Avengers, ma con un vero e proprio rimescolamento di personaggi dalle serie precedenti, e non come semplici cameo. Evitando accuratamente spoiler, vi divertirete molto a notare come l’universo delle serie Netflix sia tremendamente piccolo, con quella classica reazione dello spettatore da “Ehi! Ma tu eri in…”.

Le atmosfere ricordano da questo punto di vista molto Daredevil, allontanandosi sia dal noir che ha caratterizzato Jessica Jones, sia dal ghetto di Luke Cage, per una storia che ha dei toni assolutamente più solari, e anche più vicini al supereroismo, grazie anche alla figura della Mano come antagonista, che lega di fatto Iron Fist a doppio filo con Daredevil.

Io sono l’arma

Finn Jones riesce a impersonificare davvero bene Danny Rand. Avevamo già conosciuto l’attore nell’acclamata serie Game of Thrones, nel ruolo di Ser Loras, ma osservandolo in Iron Fist ci rendiamo conto di come fosse incatenato ad un personaggio statico e noioso, non in grado di far emergere le buone capacità recitative di Jones. Assolutamente sopra la sufficienza sia l’interpretazione, sia la scrittura del personaggio.

Il cast di comprimari è davvero molto vario, anche se ovviamente non tutti i personaggi riescono ad essere ben caratterizzati. Se c’è un difetto forse è proprio nella gestione dell’universo che ruota intorno a Danny, con una serie che rischia di diventare meno interessante nel momento in cui il protagonista è fuori dalla scena. I personaggi sono infatti legati molto ai cliché del genere (l’amica d’infanzia con un rapporto ambiguo, l’amico d’infanzia che lo detesta, la nuova innamorata a cui si lega grazie alle arti marziali), anche se effettivamente c’è un forte richiamo a quella narrativa del fumetto più vicina alla soap opera tipica dell’Uomo Ragno degli anni 70/80.

Punto a favore della realizzazione dei personaggi secondari è la capacità di renderli spesso ambigui, senza un vero bianco e un vero nero, schiavi delle proprie ambizioni.

K’un-Lun

Da un punto di vista puramente tecnico, la regia è senza infamia e senza lode, soprattutto nelle scene dedicate alle arti marziali dove effettivamente il risultato poteva essere migliore. Di buona fattura è invece la sceneggiatura, che sa non annoiare e alternare con gusto i tempi morti ai tempi più veloci e avvincenti, donando alla serie un giusto ritmo che la rende davvero piacevole.

Gli effetti speciali sono nella media, anche se in alcune situazioni al limite si nota un budget non proprio elevato, che non sfugge allo spettatore contemporaneo. Al contrario, l‘utilizzo delle arti marziali rende il tutto molto spettacolare nelle scene dedicate alle tante battaglie della serie, con un forte richiamo allo stile narrativo di Daredevil. Così come Jessica Jones e Luke Cage hanno esplorato l’urbanità delle periferie in maniera parallela, allo stesso modo Daredevil e Iron Fist condividono la similarità nel dedicare ampio spazio alla componente eroistica, attraverso queste battaglie improntate sul corpo a corpo.

Sulla scia di Luke Cage invece è apprezzabile la capacità e la scelta degli autori di inserire delle colonne sonore molto accattivanti, anche se non presenti in maniera massiccia come nella sopracitata serie. 

Menzione d’onore alla sigla di apertura, con delle animazioni a dir poco ipnotiche.

Pugno d’Acciaio

Promossa? Decisamente promossa. Lontano dall’essere memorabile, è una serie che sa conquistare e divertire, soprattutto per coloro che amano il genere e sono in “crisi d’astinenza” dai film del Marvel Cinematic Universe. Non un palliativo, ma una vera e propria nuova “dose” di adrenalina e passione. In attesa di The Defenders, le premesse sono sicuramente delle migliori, con una squadra che finalmente abbiamo visto nella sua completezza, anche se divisa, e che ci fa ben sperare per la loro futura unione.

Vi ricordiamo che Marvel’s Iron Fist è disponibile da questa mattina sulla piattaforma di streaming online Netflix, completa di tutte le tredici puntate.

Di seguito vi lasciamo il breve video di reaction successivo alle prime due puntate della serie.

Marvel's Iron Fist

Marvel's Iron Fist
78

Sceneggiatura

8/10

    Regia

    8/10

      Effetti speciali

      8/10

        Personaggi

        8/10

          Colonna sonora

          9/10

            Pros

            • Arti marziali di buon livello
            • Piacevole
            • Colonna sonora

            Cons

            • Regia che non brilla
            • Personaggi cliché del genere

            Altri articoli in Recensioni

            The Punisher, la Recensione – NO SPOILER

            Angelo Tartarella17 novembre 2017

            Star Trek: Discovery 1×08 e 1×09, la Recensione

            Matteo Ivaldi17 novembre 2017

            Alias Grace, la recensione – NO SPOILER

            Imma Marzovilli10 novembre 2017

            South Park – 21×07 Doubling Down

            Alessandro d'Amito9 novembre 2017

            Star Trek: Discovery 1×06 e 1×07, la Recensione

            Matteo Ivaldi4 novembre 2017

            South Park – 21×06 Sons A Witches

            Alessandro d'Amito26 ottobre 2017