Marvel Cinematic Universe: David Fincher critica l’approccio dei Marvel Studios al film making

Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

David Fincher ha offerto qualche critica circa il modo in cui i Marvel Studios si approcciano al filmmaking. Mentre alcuni di quelli che lavorano ad Hollywood esiterebbero nel parlare apertamente contro la Marvel, Fincher ha guadagnato abbastanza rispetto nell’industria cinematografica da sapere di poter dire ad alta voce le sue opinioni senza avere paura delle rappresaglie.

Nonostante un debutto alla regia non troppo noto e non troppo facile – grazie al combattuto sequel noto come Alien 3 – David Fincher ha proseguito la sua carriera per poi essere candidato due vole all’Oscar, vincendo un Emmy, un Golden Globe, ed un BAFTA, il tutto mentre definiva un percorso personale deciamente notevole.

Mentre il tentacolare franchise dei Marvel Studios noto come MCU o Marvel Cinematic Universe continua a dominare il box office e guadagnare successi dalla critica, è sensato che un autore come David Fincher abbia problemi con il metodo della compagni di realizzare film come se si stesse mettendo delle cose in fila, con più enfasi spesso utilizzata per sottolineare i bisogni del brand che sui desideri dei singoli filmmaker. Fincher non è mai stato capace di tollerare l’ingerenza degli studios, indifferentemente che quell’ingerenza fosse ben intenzionata o meno.

Durante una recente intervista per il suo ultimo film drammatico prodotto da Netflix, Mindhunter – postata online da Yellow King Film Boy – David Fincher ha parlato chiaramente della sua opinione riguardante il metodo dei Marvel Studios di realizzare film, riuscendo allo stesso tempo a lodare Netflix come una piattaforma per poter raccontare storie complese che sente potrebero non essere benvenute nel panorama cinematografico odierno. Ecco di seguito la sua dichiarazione completa.

“Guarda, c’è una fonte molto larga di gente talentuosa che sono – non sentono esserci molto per loro in termini di sostanza lavorando per la Marvel. E io penso che se noi possiamo realizzare un terreno di pratica che sia ragionato, adulto, interessante, complesso, [con] storie interessanti e possiamo trovare un modo per tirarceli dentro, c’è una possibilità per qualcosa che non sia tirato al lazzo e immobilizzato da tre atti. E c’è qualcos’altro che non deve durare 22-minuti mezzora o avere un cliffhanger. Penso sia un periodo eccitante.”

Mentre Fincher è lontano dall’essere il primo regista a criticare apertamente l’approccio dei Marvel Studios, è definitivamente una voce influente che si è andata ad unire al coro.

Certo, per tanti quanti sono i registi che hanno espresso critiche al metodo dei Marvel Studios, ce ne sono altrettanti che hanno lavorato con la compagnia e che sono stati capaci di crescere all’interno dei limiti forniti. Alcuni – come James Gunn e i fratelli Russo – hanno anche lavorato ripetutamente con la Marvel, e sembrano amare l’espandere continuamente la loro relazione creativa con lo studio, con il procedere degli anni.

Qualsiasi cosa uno pensi della visione Marvel Studios guidati da Kevin Feige riguardante la realizzione di film, è difficile non concordare che gli Studios non sappiano propriamente cosa stanno facendo, essendo questa un tipo di pianificazione cinematografica come mai avuta prima e che coinvolge tanti nomi, tanti artisti ognuno con il suo modo di ragionare, di pensare e di lavorare.

Ma è anche facile da capire come i Marvel Studios difficilmente ripenseranno al loro operato, indifferentemente dalle critiche a lroo mosse da nomi importanti di Hollywood quali David Fincher, dati i loro successi di pubblico e di critica.

Perchè, in fondo, per dirla con le parole del sito Cbr.com che ha riportato la notizia, “c’è qualcosa da dire circa il non voler aggiustare quel che non è rotto“.

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