L’ombra di un eroe – Il nuovo corso di Capitan America

Fumetti
Andrea Prosperi
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

“Hail Hydra.” Si chiude così, con questa emblematica frase pronunciata da Steve Rogers, il primo capitolo della nuova serie dedicata all’eroe a stelle e strisce. La notizia non è di certo nuova, visto lo scalpore suscitato dalla ormai divenuta celebre tavola alla sua uscita negli States qualche mese fa. Ma vista la recente pubblicazione italiana (Capitan America 8, Panini Comics, dall’8 Dicembre in edicola e fumetteria), a noi di NerdPlanet sembrava il caso di tornare sull’argomento, affrontando pregi, difetti, significati e quant’altro possa scaturire da una scelta di tali proporzioni.

L’articolo sarà privo di spoiler, ci atterremo a pensieri e considerazioni relative all’ultimo numero uscito in Italia, senza utilizzare i successivi capitoli ancora inediti.

captain-america-reveal-06282016

Il ragazzo di Brooklin

La scena è diventata in breve tempo iconica, al punto da ispirare centinaia di parodie, un fenomeno virale che ha in breve invaso internet. Come mai così tanto successo?

Il personaggio di Steve Rogers fa il suo esordio nel 1941, divenendo in breve il personaggio di punta della propaganda bellica della allora Timely Comics, antesignana della attuale Marvel Comics. Capitan America rappresenta l’ideale americano, l’eroico soldato che agisce per il bene della patria, combattendo al fronte i crudeli nazisti di Hitler e del Teschio Rosso. Ma da mero personaggio propagandistico, troverà la sua vera identità decenni dopo, quando, recuperato da Stan Lee, perse quella caratteristica di simbolo del governo americano, per diventare anzi la coscienza critica del paese.

Steve Rogers diviene così ciò che l’America dovrebbe essere, in opposizione con ciò che l’America in realtà è. Una sensibilità e una umanità che ne faranno nei decenni il punto di ispirazione per gli autori, per i lettori, e per gli eroi stessi dell’Universo Marvel, consapevoli di trovarsi di fronte a qualcosa di più di un semplice uomo, consapevoli di avere di fronte l’incarnazione di una lealtà che travalica il tempo e lo spazio.

Nei decenni il contrasto fra Capitan America e il governo si acuirà in diverse occasioni: ricordiamo quando Steve prese l’identità di Nomad, oppure quando divenne semplicemente l’anonimo Capitano, durante gli anni 80, in una ribellione verso ciò che era l’intenzione dei potenti. Ultima, ma non per importanza, è la storica ribellione di Rogers durante Civil War, quando si mise direttamente contro le intenzioni governative, contro l’Atto di Registrazione, chiamando a sé altri eroi, e dando vita a una delle più grandi fratture nella storia dei comics della Casa delle Idee.

L’eroe è ormai davvero la Sentinella della Libertà.

img_7174-1

La Morte del Sogno

Non è la prima volta che, negli ultimi anni, uno dei più celebri eroi perde la propria identità positiva per finire nelle mani del “lato oscuro”. Apripista, durante il Marvel Now, è stato l’Uomo Ragno, nella fase durante la quale è divenuto Superior Spiderman. Peter Parker perde il controllo del proprio corpo, dominato dalla mente del Dottor Octopus, che decide di non utilizzare il corpo del Ragno per i propri scopi criminali, ma per divenire un eroe migliore di quello che egli sia mai stato, un Uomo Ragno davvero Superiore. Una serie davvero fortunata, che ha ricevuto il favore del pubblico e della critica, prima del ritorno allo status quo.

Sulla scia del successo dell’Uomo Ragno, venne pubblicato anche Superior Iron Man, con Tony Stark divenuto malvagio durante la saga Axis, ma non riuscendo a replicare il successo del lavoro di Dan Slott sul sopracitato Superior Spiderman. Dimostrando, se ce ne fosse stato bisogno, che non basta stravolgere un eroe per avere una serie degna di successo.

Al tempo stesso queste due serie dimostrarono la validità del progetto di decostruzione della classica identità degli eroi più celebri della Marvel. Abbiamo dunque potuto osservare negli ultimi anni due filoni narrativi atti a rimuovere i vecchi stilemi, rinnovando, senza però cancellare, la continuity e le figure chiave di questo universo fumettistico così amato.

Da un lato, i nuovi eroi, atti a dare rappresentanza a categorie nuove: Miss Marvel, Miles Morales, il nuovo Uomo Ragno, la Potente Thor, Sam Wilson Capitan America, sono solo alcuni degli esperimenti di successo della Casa delle Idee.

Dall’altro, il ricostruire gli eroi, partendo dalla loro decostruzione: non solo Superior Spiderman, ma anche l’originale Thor che, divenuto indegno, prende il nome di Figlio di Odino.

E Steve Rogers?

Steve Rogers era stato privato del siero del supersoldato, divenendo vecchio, rimanendo attivo, ma non abbastanza, e decidendo di passare il testimone a Sam Wilson. Una buona trama, certo, un bel risvolto, ma non abbastanza per un personaggio di quel calibro. Capitan America aveva bisogno di essere veramente decostruito dalle basi. Aveva davvero bisogno di un trattamento non troppo diverso da quello riservato negli anni 80 al Cavaliere Oscuro di Casa DC, quella distruzione dell’identità atta a rimuovere le imperfezioni, per mostrare un lato che in più di 70 anni non avevamo mai potuto vedere.

Dopo la splendida gestione Brubaker dello scorso decennio, dopo la morte del sogno, dopo la guerra civile, non rimaneva che raccontare del più grande incubo che la coscienza collettiva degli Stati Uniti potesse vivere.

cap-fi1

HAIL HYDRA.

Una distruzione, e una ricostruzione, che passano inevitabilmente dalla New York successiva alla Grande Depressione, in un costante passaggio tra presente e passato per scoprire le vere origine dell’eroe. Lo shock di rendere il simbolo di intere generazioni di eroi il volto del nuovo male che si sta diffondendo. Una nuova storia che utilizza la politica per parlare dell’eroe, e l’eroe per analizzare la politica, in un continuo scambio fra realtà e fantasia.

Una serie che si prospetta tutta da seguire, diretta dall’ottimo Spencer che sta gestendo anche la gemella Sam Wilson Capitan America, oltre che aver condotto l’evento Standoff che ha donato nuovamente la giovinezza a Steve.

Steve Rogers Capitan America promette di esplorare l’intimità dell’eroe, la sua infanzia, la sua emotività, il suo vero lato oscuro, troppo spesso lasciato a morire nell’oscurità, sovrastato dalla possente luminosità della Sentinella, in grado di scegliere costantemente i suoi doveri, di fronte alle sue emozioni. Sarà vero che Rogers ha tramato per oltre settant’anni? O sarà l’ennesimo, crudele piano del Teschio Rosso? L’unico modo per scoprirlo è continuare la lettura delle avventure del ragazzo di Brooklyn, con una attesa che non era così palpabile dai tempi della sua morte, e rinascita.

Steve Rogers Capitan America lo trovate ogni mese all’interno di Capitan America, dal numero 8 della serie, in edicola e fumetteria questo mese, accompagnato dalla serie dedicata all’altro eroe a stelle e strisce, Sam Wilson.

Altri articoli in Fumetti

Dragonero: tutte le prossime novità in arrivo

Gerardo Americo26 maggio 2017

La Nave di Teseo e Oblomov: la nuova avventura editoriale di Igort prende il largo

Andrea Prosperi22 maggio 2017

Venom – Come potrebbe essere il film

Gerardo Americo22 maggio 2017

Marvel: Mace Windu di Star Wars avrà la sua serie a fumetti

Gerardo Americo20 maggio 2017

Secret Empire: aggiunto un decimo numero in corso d’opera!

Matteo Gatta18 maggio 2017
arf festival inchiostrato non mescolato dynamo camp

ARF Festival e Dynamo Camp presentano “Inchiostrato, non mescolato”

Gerardo Americo16 maggio 2017