Little Nightmares, la Recensione – NO SPOILER

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Era in lontano 2012 quando il team di Tarsier Studio decise di mettere su una demo intitolata Dollhouse, ambientata all’interno di un edificio dalle dimensioni cilindriche dove il giocatore aveva la libertà di ruotare, spostare o allontanare le inquadrature su una serie di stanze collegate tra di loro. Secondo gli autori era una cosa divertente, ma anche inquietante a tal punto di catturare la loro attenzione. Nei successivi due mesi, nella loro testa sono iniziate a palesarsi molte idee, realizzando bozzetti di enormi vascelli organici e di grotteschi personaggi. In quelle occasioni, iniziarono a parlare con nostalgia dei giochi in cui i giocatori erano liberi di esplorare, anche se in preda alla paura, basandosi sempre sul tipo di inquadratura di Dollhouse. Cosi, riuscirono a trovare il modo di far incontrare questa serie di elementi concepiti per caso, facendosi un idea di cosa sarebbe potuto diventare il gioco, dando vita appunto a Little Nightmares.

Little Nightmares

L’avventura parla dell’avidità, del consumo e della generale sgradevolezza del cibo, inizialmente proprio per quest’ultimo fattore, pensarono di chiamarlo Hunger, senza pensare a cosa sarebbe successo se si fosse cercato Hunger Game” sul motore di ricerca Google. Pensarono poi di chiamare la protagonista Six perché quel nome, secondo gli sviluppatori, aveva qualcosa di androgino che a loro piaceva.

Non volevano realizzare un gioco su una ragazza in pericolo, ma su una bambina. E Six era assolutamente adatta, la bambina non parlava e, anche se non lo faceva, generava ugualmente molte domande, stesso discorso anche per Le Fauci. Entrambe sono nate grazie ad una coltura in cui il team ha lasciato l’evolversi di cose preoccupanti, capaci di mangiarti e risputarti per più volte ed in tantissimi modi differenti. Quindi Six e Le Fauci sono nati come gli elementi portanti di tutta la narrazione, anche se non piacciono, ma insieme funzionano bene.

INTRODUZIONE ALLA STORIA

In Little Nightmares conosceremo Six, bambina di 9 anni che viene rapita e portata via di casa nel bel mezzo della notte e condotta a “Le Fauci”, surreale resort subacqueo situato al di sotto di una ciminiera in mezzo al mare. A quel punto la bambina verrà incaricata di soddisfare i capricci di una potente elitè. Un giorno, a Six viene offerta un imperdibile occasione per scappare da quell’ osceno posto ma, per farlo, ella dovrà affrontare le paure che una comune bambina di 9 anni non potrebbe riuscire a superare. Tuttavia Six è impavida ed è intenzionata a tutti i costi a volersene tornare a casa.

Affronterà l’oscurità perenne di alcuni luoghi, enigmi che gli impediranno di continuare la sua fuga e bizzarri nemici che gli renderanno, in varie situazioni, le cose molto più complicate di quello che già saranno all’interno di questo piccolo viaggio verso la salvezza.

GAMEPLAY

Trattandosi di un videogioco platform-puzzleLittle Nightmares è dunque molto più incentrato sui puzzle che troveremo all’interno di tutta la storia. Per andare avanti infatti, in tante occasioni dovremmo azionare il cervello ed il nostro intuito. Sposteremo oggetti e ne raccoglieremo altri, azioneremo leve al fine di poter proseguire nella storia, il tutto seguito da varie sessioni platform: arrampicandoci su strutture molto elevate, inserendoci all’interno di strettissimi condotti di areazione o in qualsiasi altro piccolo spazio dove la protagonista possa infilarsi.

Little Nightmares

La giocabilità sarà abbastanza povera, il gioco è stato strutturato solo sul piano della narrazione principale, di conseguenza non conterrà missioni secondarie, al massimo, questa potrà lievemente aumentare grazie alla presenza degli obiettivi/trofei sbloccabili. Mentre i comandi sono semplici e di facile portata, saranno alleggeriti anche dal fatto che Six non disporrà di un inventario che le permetterà di trasportare qualsiasi cosa, ciò vuole anche dire che la bambina non brandirà alcun arma per ferire i nemici, l’unica arma che utilizzerà sarà la sua intelligenza, mentre l’unico oggetto che terrà con sé per tutta l’avventura sarà il suo accendino, che illuminerà con la sua piccola, calda e leggera fiamma i loschi e cupi corridoi.

Little Nightmares

A livello grafico non c’è che dire, su Playstation 4 gira in risoluzione Full HD pari a 1080p e 30fps, mentre su Playstation 4 Pro gode dei 1620p e 60fps. Non sono stati riscontrati grossi cali di frame, anche se ci saranno delle occasioni dove scenderà al minimo di 50 frame per secondo.

Tornando a parlare della giocabilità, questa non risulterà mai essere noiosa, i puzzle che affronteremo saranno molto variegati, in ogni nuova stanza ci verrà proposto sempre un qualcosa di diverso e di non visto in precedenza, ed è in quelle situazioni che dovremo mettere in atto il nostro intuito per poter andare avanti. In altre circostanze però, dovremmo pensare molto velocemente perché avremo il nemico alle costole che ci impedirà, in alcuni casi, di poter procedere con un ritmo più rilassato.

Little Nightmares

Per quanto riguarda invece l’interazione con l’ambiente circostante non è eccessiva e nemmeno minima, semplicemente è giusta ed adeguata al contesto: l’intrepida bambina potrà comunque raccogliere quasi qualsiasi cosa, anche quella più inutile, però non avrà la stessa libertà di arrampicarsi e raggiungere qualunque punto. Se si incentra l’argomento proprio sull’ambiente di gioco, questo, in vari casi tornerà molto utile, soprattutto nelle fasi più movimentate: laddove si presenti un qualsiasi pertugio, che sia una comune cesta o un condotto di areazione, potremo inserirci per scappare o nasconderci dai nemici, senza contare anche l’oscurità, che per quanto possa rendere le cose più complicate, in situazioni di sopravvivenza torna ad essere molto utile.

AMBIENTAZIONE

Le ambientazioni riportate in Little Nightmares ricordano vagamente quelle di uno dei film di Tim Burton, come Nightmare Before Christmas, ma potrebbero non sconvolgere più di tanto a un pubblico di adulti. Ma se ci giocasse un bambino forse l’effetto sarebbe decisamente diverso. Il gioco riporta luoghi e personaggi che un bambino, soltanto vedendoli attraverso uno schermo, potrebbe spaventarsi. Dopotutto sono stati inseriti fattori che un bambino potrebbe non gradire, come l’angoscia e la desolazione che trasmettono i luoghi, i nemici dall’aspetto terrificante e strambo e l’oscurità onnipresente.

Little Nightmares

Dal punto di vista strutturale però, sono davvero ben studiate: si passa dal buio totale presente in alcune stanze, alla luce accogliente situata in altre. Ciò rende un contrasto perfetto nei due luoghi, dove nessuno di questi riesce a prevalere sull’altro, fornendo anche al giocatore l’opportunità di “vederci più chiarò”. Parlando invece dei colori, basta soffermarsi soltanto sul simpatico impermeabile giallo canarino di Six, che oltre a farsi notare perfettamente anche nei punti più tenebrosi, riesce chissà come a diffondere una curiosa serenità all’interno di quegli scoraggianti ambienti, questi ultimi invece, contraddistinti da colorazioni e giochi di luce pallidi in modo da poter infondere meglio l’inquietudine dilagante presente nelle varie aree.

MUSICHE ED EFFETTI SONORI

Le musiche proposte nel contorto mondo di Little Nightmares sono semplici, semplicità che fa il suo dovere, proponendo per ogni ambiente la sua musica adatta, solo alcune potrebbero risultar essere un qualcosa di già sentito altrove, però grazie alle ambientazioni ed al personaggio di Six, riescono in qualche modo ad incastrarsi alla perfezione con tutto il contesto, diventando quindi parte integrante di questa folle storia.

Parlando invece del sonoro e dei suoi effetti, il gioco non ne ha molti, ed è comprensibile. Six si farà strada in ambienti molto sinistri, caratterizzati proprio dal silenzio straripante di alcuni, altrettanto farà anche lei per non farsi scoprire, dato che non sa a cosa sta andando incontro ed è essenziale per la ragazzina non essere avventata.

Little Nightmares

Il sonoro quindi avrà una parte minima, ma indispensabile, i rumori che produrrà Six saranno pochi, ma basilari: oltre al leggero suono dei suoi passi che risuoneranno negli androni, alla caduta di alcuni oggetti provocati dal suo passaggio, come anche la produzione di suoni causati sempre intenzionalmente dalla protagonista, non sentiremo altro. Tra l’altro, tutta l’avventura sarà priva di dialoghi, Six andrà avanti solo con le proprie azioni, gli unici suoni che potrebbero uscirle di bocca saranno soltanto dei versi, stessa cosa vale anche per i nemici. Ovviamente l’avventura non sarà composta da questo perenne silenzio tombale, questo a volte verrà interrotto, dalla presenza dei nemici che andranno a disturbarlo grazie ai loro costanti rumori o suoni dovuti ad alcune azioni che staranno svolgendo.

TELECAMERE, IMPOSTAZIONI ED I.A.

Little Nightmares, per tutto il corso dell’avventura, sarà supportato dalla visuale della telecamera in 2D, non ci saranno dunque vari cambi di inquadratura, tantomeno la si potrà regolare dato che non esiste alcun menù che riporti questa possibilità. Unico punto debole è che per la visuale proposta in alcuni punti potrebbe confondere il giocatore, facendo precipitare Six in un gigantesco strapiombo.

Little Nightmares

Ciononostante, la telecamera in questo gioco fa bene il suo dovere, contribuendo ad immergere ulteriormente il giocatore in questa piccola storia che i ragazzi di Tarsier Studios volevano raccontare. In compenso però, nelle impostazioni si potrà regolare la luminosità ed il volume generale del gioco in qualunque momento si vorrà.

Per quanto risultino essere strani e goffi, i nemici non saranno per niente stupidi, anzi. Al minimo rumore di troppo o sospetto, questi cominceranno ad allarmarsi, dirigendosi verso il punto dove il rumore ha avuto origine. Questa azione risulterà essere in alcuni casi cruciale, perché permetterà al giocatore di farli allontanare da quel determinato posto in modo da poterli aggirare.

Little Nightmares

Inoltre, se questi ci scopriranno, inizieranno a rincorrerci molto velocemente e, in quel momento, dovremo nasconderci sotto ad un tavolo o sfruttare il buio, ma se non saremo pronti a riceverli, per Six sarà la fine. A complicare ancor più questa cosa è che nel momento in cui vi nasconderete, i nemici proveranno a cercarvi sotto ad eventuali pertugi dove potreste esservi infilati. L’imperfezione che si è notata in quest’ultimo punto è che in fase di fuga, nonostante ci si nasconda sotto ad un tavolo davanti ai loro occhi, in diverse circostanze questi faranno finta di niente: più di avvicinarsi al tavolo e di guardarsi attorno con area turbata non faranno, passato il loro stato di allerta torneranno a fare quello che stavano facendo poco prima che ci scoprissero. In altri casi invece, saranno più aggressivi, arriveranno anche ad allungare il braccio in qualsiasi punto ci si provi ad infilarsi pur di acciuffarvi.

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI

Nonostante l’avventura di Six sia breve, cosi breve da finirla in un paio d’ore, Little Nightmares offre senz’altro al giocatore un esperienza di gioco innovativa rispetto ad altri titoli. La storia potrebbe essere anche interpretata come uno specchio della realtà vista dagli occhi di un bambino, dove quest’ultimo, molto spesso tende a stravolgere e ad ingigantire alcune cose, come in questo caso gli adulti: in alcuni casi sono considerati come un qualcosa di pericoloso, terrificante ed ingordo e, i bambini per sfuggire da questi piccoli incubi che gli recheranno, dovranno percorrere un viaggio molto rischioso, che potrebbe condurli, in ogni caso, anche alla follia.

Anche se la difficoltà è predefinita, il gioco sarà comunque abbastanza complicato, non rendendo le cose facili, soprattutto nelle fasi più concitate.

Little Nightmares

La storia richiederà a volte intuizioni molto rapide per poter scappare dai nemici e mettersi momentaneamente in salvo. Particolare brillante è che nonostante non siano presenti dei dialoghi e altri personaggi principali all’infuori di Six, il gioco riesce comunque ad avere senso ed a coinvolgere. Una storia breve, ma intensa, molto intensa.

Little Nightmares

25,98 €
Little Nightmares
7.7

Storia

8/10

Gameplay

7/10

Grafica

8/10

Musiche

8/10

Ambientazione

9/10

Pros

  • Storia intrigante
  • Cura delle ambientazioni
  • Gameplay semplice e ben strutturato
  • Musiche adatte ad ogni situazione

Cons

  • Storia avvincente, ma breve
  • Nemici svegli, ma non troppo
  • Visuale che in alcuni casi confonde
  • Assenza del Platino su Playstation 4

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