Lavennder di Giacomo Bevilacqua, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Claudia Padalino
Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Estate: tempo di vacanze e distacco dal lavoro, tempo di buttarsi nell’acqua e farsi circondare da pesci e animali marini di mille colori. Tempo di andare in edicola, tra un bagno e l’altro, e concedersi quell’oretta di lettura sotto l’ombrellone. Tempo di leggere Lavennder, lo speciale estivo a cadenza annuale della collana “Le Storie” di Sergio Bonelli Editore. L’albo, scritto e disegnato da Giacomo Bevilacqua, trasuda frescura per tutte le sue 128 pagine, fin quando non si trasformerà in brividi di freddo. O di paura…

Accenni di “storie”

Un silenzio quasi innaturale, che rende ancora più irreale e favolistico l’esistenza di un’isola così piccola e deserta, perfetta per vacanze al di fuori del mondo reale e virtuale. La pensano così Aaron e Gwen, che passeranno undici giorni lontano da tutti, irraggiungibili da qualsiasi comunicazione. Ma saranno realmente soli? Durante la notte si aggira una figura misteriosa, dalla silhouette simile a quella di Frank del film Donnie Darko. Quest’ultimo crea non pochi dubbi alla coppia sulla reale desolazione dell’isola, che la porterà a esplorarla e a scoprire che in passato l’isola non era disabitata.

lavennder giacomo bevilacqua tavola

Lavennder è possible definirlo come un thriller muto. La quasi totale assenza di onomatopee e l’eccessiva presenza di campi lunghi e scorci incantevoli fa sì che il lettore possa sentirsi osservatore esterno della storia da un punto superiore, come se stesse guardando l’interno di una palla in vetro, per intenderci quella con la neve. I suoni non sono necessari quando i panorami sono così eterei, creati tramite un sapiente gioco di luci e di riflessi dell’acqua sui corpi dei protagonisti. Non solo: le ombre delle palme, che si disegnano perfettamente sulla pelle di Aaron e Gwen, conferiscono ancora più freschezza e più bellezza alla natura incontaminata che fa da padrona nell’isola.

lavennder giacomo bevilacqua tavola

Nelle acque della paura

Pian piano che la storia va avanti, la natura sembra quasi dimenticarsi di circondare i due protagonisti. I colori si fanno sempre più definiti, le ombre più nette e il tutto assume un tono più concreto, meno ideale e meno favolistico, facendo entrare il lettore nella concezione del non-detto e del non-visto. Un vedo-non vedo del sensuale corpo di Gwen è direttamente proporzionale al vedo-non vedo del misterioso personaggio che si aggira nell’isola.

A livello di sceneggiatura, il climax aumenta tramite il perfetto incastro delle vignette e la tempistica del mostrare la soluzione all’enigma. Come in un perfetto giallo, Bevilacqua mantiene sulla tavola tutti gli elementi per la soluzione a portata del lettore, creando un corale «Aaah!» a fine lettura.

Inserito all’interno della collana “Le Storie”, Bevilacqua riesce a creare in Lavennder un distacco netto rispetto agli autori che finora lo hanno preceduto, scrivendo e disegnando un gioiellino di colori, immagini e parole: una macchia spaventosamente colorata inserita in un universo bianco e nero. Reduce dal suo ultimo lavoro Il suono del mondo a memoria (Bao Publishing), l’autore ha dato una prova di eccellente narrazione all’interno della cosiddetta “gabbia bonelliana” senza far “scappare” i suoi personaggi, alla maniera del suo Panda.

Lavennder sarà disponibile in tutte le edicole a partire dal 12 luglio.

 

Lavennder

Lavennder
8.4

Storia

8/10

Narrazione

9/10

Chine

7/10

Scorrevolezza

9/10

Colori

9/10

Pros

  • Sapiente gioco di colori e ombre
  • Storia mozzafiato
  • Narrazione scorrevole

Cons

  • Profili dei personaggi confusi

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