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Marco Pasqualini

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

E’ di qualche giorno fa la notizia dell’annuncio di una versione nextgen di Bulletstorm con annessa la presenza del mitico Duca. Andiamo indietro di qualche settimana: approfittando degli sconti del Black Friday si poteva comprare alla modica cifra di circa 3 euro lo stra-sbeffeggiato Duke Nukem Forever. Il prezzo stracciato ha avuto la meglio anche sul ricordo della demo provata anni prima e abbiamo trovato in questa maniera il coraggio “economico” di provare a vedere se realmente l’ultima incarnazione del Duca fosse veramente così orribile come viene descritta in rete e dalla critica.

Partendo prevenuti come non mai, si è pure rivelato divertente da giocare: i peggiori difetti sono una grafica sotto tono, delle sezioni platform fastidiose e delle risposte lente ai comandi, ma il gioco non è assolutamente squallido. La direzione artistica è ispirata, trasgressiva, è abbastanza varia per essere un FPS. Gli Easter Eggs sono tanti e il Duca ha un carisma tale da tenere in piedi il tutto.

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Le altre considerazioni  riguardano una stranissima e parallela somiglianza di ambientazioni e trama con la somma dei plot dei due Resistance (città – nido – battaglie nei ristoranti – torre – deserto e installazione) con addirittura la medesima sequenza.

Il gioco Insomniac è stato più di una semplice ispirazione per Gearbox, al limite della scopiazzatura, e francamente  sembrano prodotti “coetanei”; il primo episodio era del 2006, il secondo del 2008 ed entrambi avevano accompagnato la Playstation 3 nei primi due anni di vita come gioco esclusiva e contro risposta Sony ad Halo.

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Sappiamo tutti che Duke Nukem Forever ci ha messo ben 12 anni per arrivare sugli scaffali e l’opinione che ne deriva giocandolo è che, se fosse uscito entro il 2008, il gioco non avrebbe ricevuto critiche così feroci, non sarebbe stato un buco di vendite così clamoroso e tecnicamente sarebbe stato discreto (nonostante a livello grafico ai tempi ci fossero in giro titoli quali il primo Bioshock). Immaginiamo per assurdo che il gioco fosse stato nella linea di lancio europeo della Playstation 3 (marzo 2007): sarebbe stato considerato un buon titolo e avrebbe aiutato la vendita della console, la quale nel primo periodo era stata proposta al prezzo di 599€ (!).

La data di uscita europea fu il 10 giugno del 2011 e il relativo stroncamento fu solo questione di qualche ora, dopo la pubblicazione delle prime recensioni online. Tutto ciò ci ricollega ad oggi; giusto lo scorso weekend, spulciandolo per bene, ha portato una piccola considerazione: “ma nel 2011 non erano forse usciti sia Rage che Bulletstorm?”

La differenza tra Duke Nukem e questi due appena citati è veramente abissale e senza ombra di dubbio sono stati gli FPS più ingiustamente snobbati da critica e pubblico, rei di essere concomitanti dell’era in cui Call of Duty non aveva ancora stufato e Killzone, Halo e Crysis erano i titoli del genere più solidi. Spendendo qualche parola verso il titolo Id Software, questi gode di una nutrita schiera di appassionati e recuperarlo sarebbe consigliato in quanto gioco coraggioso che varia sparatorie e corse di Dune Baggy, il tutto condito da una ispirata ambientazione tra il vecchio west, il post apocalittico di Mad Max e le mostruosità deformi di S.T.A.L.K.E.R.

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Tornando alla nostra esperienza, pad e Duca alla mano, andando avanti con la modalità campagna e, prendendo in esame uno dei titoli sopra menzionati, ci si domanda cosa sarebbe cambiato nell’immaginario collettivo  se il protagonista di Bulletstorm fosse stato Duke Nukem, visto e considerato che entrambi godono di una bizzarra atmosfera scanzonata e sopra le righe. Non sarebbe stato considerato un capolavoro? C’è poco da dire a proposito, il titolo Epic Games era graficamente curato, divertente e ispirato grazie al sistema di combo kill/skill; si basava sulle meccaniche di una frusta futuristica e ti dava anche la possibilità di guidare una specie di Kaiju lancia missili telecomandato.

Anche lo stesso Bulletstorm non ha riscosso un grande successo e molti lo hanno riscoperto solo a posteriori pentendosi di non averlo considerato al momento dell’uscita nonostante, anche in questo caso, nello store di Playstation fosse stata disponibile come demo gratuita e non avesse particolarmente colpito a causa di un frenetico gameplay che deve essere proposto con una piccola curva di apprendimento per essere goduto, e non sbattuto in faccia come nella versione di prova.

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Quasi con fare da profeta ci abbiamo visto giusto e, in occasione dei Games Awards, il cerchio si è chiuso. E’ stato infatti mostrato un filmato esclusivo della futura pubblicazione, aprile 2017, di una edizione remastered di Bulletstorm con la possibilità di utilizzare il Duca per tutti coloro che lo pre-ordinano. Si chiamerà Bulletstorm Full Clip Edition e sarà rivisto a livello grafico e ottimizzato anche per Ps4 Pro, nonostante la versione Ps3 nativa fosse per certi versi superiore a livello visivo ad alcuni giochi della presente generazione! Il filmato in cima alla pagina, con sottofondo di patetica canzone anni ’80, annuncia le novità e mostra un Duca scocciato e impertinente come sempre.

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Giusto qualche giorno fa vi avevamo parlato dell’imminente annuncio circa il futuro della saga e la realtà è soltanto una piccola chicca che non risulta essere canonica.

Il 2016 è anche l’anno del ventennale della saga di Duke Nukem e, a meno che non ci sia qualche novità ne prossimi 20 giorni, il solo tributo è la versione anniversario World Tour e non una nuova incarnazione next gen. Bisogna ammettere che non tutte le icone videoludiche possono essere versatili come un Super Mario e molto probabilmente di alcune di esse sarebbe meglio non intaccarne il ricordo o scivolare in più o meno grandi incidenti di percorso.

Intanto il presente pone il Duca in una storia in cui si incastra perfettamente per atmosfera e simpatia fermo restando che ci si aspetta che siano introdotte alcune delle velleità maschiliste e sessiste (ironicamente parlando) tipiche del personaggio.

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