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La Madonna del Pellini di Rivière & Federici – La Recensione

Anteprime

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Edizioni Star Comics ha regalato a tutti i lettori italiani una magnifica perla direttamente dal panorama dei graphic novel internazionali: La Madonna del Pellini. Scritto da François Rivière e illustrato da Riccardo Federici, La Madonna del Pellini è un’opera che difficilmente riuscirete a dimenticare e che non può mancare nella vostra libreria.

Un tuffo nel passato con uno sguardo al remoto

Siamo a Londra nel 1891, in piena età vittoriana, decadente e piena di fascino. La storia segue le vicende di Nora De Wing, una giovane donna dotata di poteri psichici. Il destino della ragazza, giunta nella capitale inglese per essere “protetta” in un istituto molto particolare, si incrocerà con quello di un giovane pittore italiano, Francesco Guibilati, formalmente ossessionato dall’artista fiorentino Giovanni Pellini vissuto nel 1400.

Ta la giovane Nora e il pittore Francesco si instaurerà subito un felice connubio di anime. I due andranno molto d’accordo e tra loro nascerà una bella amicizia che avrà risvolti inaspettati. Guibilati introdurrà la giovane donna verso conoscenze inaspettate, insieme cavalcheranno l’onda che li condurrà nel passato Rinascimentale in una Firenze mai frequentata e soprattutto mai compresa. Il giovane pittore si accorgerà della sconvolgente somiglianza di Nora con una delle donne ritratte dal Pellini, per Guibilati questa somiglianza diventerà una vera e propria ossessione e cercherà di far comprendere alla giovane donne i misteri di uno dei pittori più misteriosi della Firenze del 1400.

Un Mistery Drama decadente

Come nelle più comuni storie mistery, La Madonna del Pellini riesce a generare nel lettore un senso profondo di paura mista a sublime, siamo attratti e sconvolti, allo stesso tempo, dalla storia che scopriamo e che prende vita tavola dopo tavola. Sapientemente bilanciato, il plot ci trasporta tra un passato più prossimo fino ad arrivare a storie remote, che fanno della reincarnazione e dell’orrore la chiave di volta dell’intera storia.

In questo scenario dalle tinte fosche, ciò che più risalta è il dramma umano, femminile e maschile, l’inadeguatezza di cui la protagonista, Nora, si sente portatrice e l’ossessione che Guibilati nutre per la giovane donna, per un quadro e per il pittore Giovanni Pellini. In questo triangolo del mistero ben si introducono gli altri personaggi che gravitano attorno ai protagonisti. Questi attori secondari muovono, nascosti nell’ombra, le trame dell’intera vicenda. La costruzione del sistema narrativo risulta, pertanto, ben ponderata e contribuisce a creare l’alone di fitto mistero che permea tutta l’opera

Non è un graphic novel prettamente horror, poiché le tavole sono perfettamente bilanciate al mistero della trama e non mostrano direttamente al lettore l’orrore della storia, bensì riescono a creare un’atmosfera così tetra che mostrare scene raccapriccianti non serve.

Uno sguardo tecnico

L’autore dell’opera, François Rivière, riesce sapientemente a costruire una trama mistery ben ponderata. Il lettore si troverà fagocitato da una realtà che non credeva possibile, tra colpi di scena e avvenimenti che superano la comprensione dell’intelletto umano. Tutto il sistema narrativo potrebbe essere paragonato a una spirale. Un evento centrale genera e coinvolge tutti gli eventi secondari che permettono all’opera di essere paragonabile ai romanzi gotici inglesi dell’800. Pensiamo a Frankestein, Il Castello di Otranto o anche a Northanger Abbey, tutti romanzi, questi, che appartengono a quel filone narrativo che ha contribuito a creare nella cultura pop scenari propri della letteratura del mistero. Un’opera come La Madonna del Pellini fa propria tutta questa tradizione letteraria così che l’autore riesce a costruisce un romanzo a fumetti che innova pur rimanendo legato al passato.

Passando alla parte figurativa, i disegni sono realizzati con tale maestria e precisione dei dettagli che, sfogliando le pagine, l’opera sembra quasi un catalogo di una mostra di quadri rinascimentali. Il personaggio di Nora de Wing ci ricorda tante delle donne ritratte dai grandi pittori del ‘400 e del ‘500 fiorentino, da Leonardo a Botticelli, in un richiamo costante all’avvenenza formale dei corpi femminili dell’epoca. La costruzione delle vignette è baroccheggiante, ricca di dettagli e con l’utilizzo dei colori funzionali alla narrazione. Riccardo Federici riesce a bilanciare le illustrazioni in maniera quasi cinematografica, i primissimi piani e i dettagli ricordano parte della Nouvelle Vague francese, e richiamano costantemente a film di alto spessore e di perfezione formale.

Non possiamo dire che il graphic novel sia di facile lettura. I dialoghi sono corposi e le meravigliose illustrazioni, per la loro perfezione, rallentano un po’ il ritmo della fruizione. Un lettore medio potrebbe essere inizialmente spaventato dalla corporeità dell’opera, ma si ritroverà ben presto rapito dal meraviglioso equilibrio che c’è tra forma e sostanza, tra disegno e contenuto.

Ricordiamo che potete acquistare La Madonna del Pellini sullo shop online di Edizioni Star Comics a questo link. Non ci resta che augurarvi una buona lettura.

La Madonna del Pellini

La Madonna del Pellini
7.8

Storia

9/10

    Disegni

    9/10

      Colori

      9/10

        Leggibilità

        6/10

          Indipendenza

          7/10

            Pros

            • Storia ben costruita
            • Genere letterario accattivante
            • Illustrazioni meravigliose

            Cons

            • La lettura non risulta scorrevole
            • Illustrazioni troppo dettagliate
            • Dialoghi, a volte, troppo lunghi

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