Kojima : “Ho scelto Sony per la Massima Libertà di Espressione”

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Hideo Kojima, tra le tante cose dette al RTX di Sydeny, ha voluto anche aggiungere qualcosa sulla sua partnership con Sony Interactive Entertainment, egli ha dichiarato di aver ricevuto tantissime proposte (alcune provenienti addirittura dagli Emirati Arabi), ma che alla fine ha scelto di collaborare con Sony che ha da sempre avuto grande stima di Kojima. Inoltre la compagnia Giapponese era l’unica che garantiva al game designer una libertà creativa senza limiti,  per esempio: molte altre aziende avrebbero respinto le scene di nudo presenti nel primo trailer di Death Stranding.

PlayStation-VR

Inoltre ha poi concluso esprimendo un piccolo parere sul VR per il suo nuovo gioco in produzione: “In questo momento Death Stranding non è un gioco pensato per la realtà virtuale”.

 

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