King Arthur: Il potere della spada, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Luca Paura
Appassionato di Cinema e Videogiochi da quando era piccolo, la sua curiosità lo ha portato ad appassionarsi alla recitazione e al doppiaggio, e ora ciò che sta inseguendo è proprio il sogno di voler fare il doppiatore.

Appassionato di Cinema e Videogiochi da quando era piccolo, la sua curiosità lo ha portato ad appassionarsi alla recitazione e al doppiaggio, e ora ciò che sta inseguendo è proprio il sogno di voler fare il doppiatore.

Dopo un Operation U.N.C.L.E. piuttosto bistrattato al botteghino, Guy Ritchie torna in veste di regista e sceneggiatore di una nuova rivisitazione in chiave fantasy e moderna della leggenda di Re Artù. Noi di NerdPlanet.it vi proponiamo la nostra recensione spoiler-free di King Arthur: Il potere della spada.

REGIA, TRAMA, RECITAZIONE

Una delle scritte che capeggiava nei vari trailer di King Arthur: Il potere della spada rilasciati era “Dal regista di Sherlock Holmes, Guy Ritchie” e mai questa affermazione poteva essere più veritiera. Infatti per tutta la durata del film, il marchio dell’autore si sente e si vede, grazie ad una regia frenetica ed un montaggio serratissimo, che rende le scene d’azione davvero emozionanti, aiutate anche da delle musiche davvero azzeccate. È anche vero però che non a tutti potrebbe piacere questa scelta, sopratutto verso la fine, dove la regia e il montaggio potrebbero risultare fin troppo frenetici, facendo risultare il tutto confusionario.

King Arthur: Il potere della spada narra di Artù, cresciuto in un bordello, che impara la vita della strada da cui emerge un uomo scaltro e sempre pronto a difendere i suoi interessi. Ben integrato con la vita cittadina e i suoi sistemi di potere, verrà costretto – come tutti i sudditi – a tentare di estrarre la spada nella roccia e riuscendoci, nello stupore generale. Questo lo renderà immediatamente il ricercato più pericoloso del regno e lo costringerà ad unirsi alla ResistenzaSu questa sinossi si regge interamente King Arthur: Il potere della spada, che vede l’alternanza tra presente, passato e futuro sempre grazie al montaggio serrato già citato sopra. Ciò riesce a rendere la narrazione gradevole e divertente e anche intrigante nonostante la semplicità della trama di partenza.

Tra i membri del cast, coloro che spiccano maggiormente sono Charlie Hummam, che interpreta il protagonista Artù, e Jude Law, che invece interpreta il Villain del film. Ebbene, entrambi riescono a rendere memorabili i propri personaggi, in quanto uno è l’opposto dell’altro e, grazie alle loro interpretazioni, riescono a rendere questo dualismo molto convincente per tutta la durata del film. La nota dolente arriva con i personaggi secondari, nonostante cerchino di risultare simpatici sotto alcuni aspetti, solo pochi si salvano grazie sopratutto al carisma degli attori che li interpretano, come ad esempio Goosefat Bill Wilson interpretato da Aidan Gillen, il Ditocorto de Il Trono di Spade.

IN CONCLUSIONE

King Arthur: Il potere della spada risulta un blockbuster d’intrattenimento nel vero senso della parola, con effetti visivi mozzafiato, scene d’azione memorabili, e una trama semplice ma articolata grazie alle scelte operate da Guy Ritchie nella regia e nel montaggio. I difetti ci sono, ma sono tranquillamente ignorabili grazie al grande divertimento che la pellicola offre. Una volta usciti dalla sala non riuscirete a trattenere l’entusiasmo.

King Arthur: Il potere della spada

King Arthur: Il potere della spada
8

Regia

9/10

Trama

8/10

Recitazione

7/10

Effetti Visivi

9/10

Colonna Sonora

9/10

Pros

  • Scene d'azione memorabili
  • Effetti Visivi mozzafiato
  • Il Protagonista e il Villain ben costruiti
  • La colonna sonora

Cons

  • Regia e montaggio confusionari nel finale
  • Personaggi secondari piuttosto piatti

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