Justice League Rinascita – Le Macchine Estinzione, la Recensione

Tra i rilanci più attesi dell’era Rinascita non poteva di certo mancare il loro, quello della Justice League, composta, come di consueto, dal trittico supereroistico Wonder Woman, Superman, Batman e da tutti gli altri personaggi (Flash, Cyborg, Aquaman e le due “nuove” Lanterne terrestri)

In questo caso tuttavia (dissimilmente da Lanterna Verde) il nuovo autore (la superstar Bryan Hitch) si ritrova campo libero fin da subito, non essendoci alcuna trama del New 52 da finire (fu infatti tutto concluso con l’ultimo story arc “Darkseid War“).

Bryan Hitch, che non è sicuramente un novellino del medium, è poi coadiuvato da una serie di artisti (spicca su tutti l’ottimo Tony S. Daniel, già visto di recente su Batman & Robin Eternal)

Vi sono però alcune differenze nella formazione da tenere in considerazione (specie perchè alcune si pongono in distonia col resto del parco titoli di Rinascita):

  • Wonder Woman possiede il fulmine di zeus (oltre al lazo della verità), ma non è tuttavia spiegato come l’ha acquisito (andando a collidere con la serie regolare di Greg Rucka)
  • Flash pare non avere memoria dei poteri delle Lanterne Verdi (quasi come se Hal non fosse mai esistito), dimenticandosi del funzionamento degli anelli durante questo ciclo.
  • Il Superman che vediamo NON E’ il Superman dell’era New 52 (in quanto questo era morto nell’ultimo mini-ciclo “Gli ultimi giorni di Superman“) bensì è quello Pre-Flashpoint

La recensione si basa sul brossurato di recente uscito nelle fumetterie, che contiene al suo interno il oneshot Justice League Rebirth 1 e i primi 5 numeri dello spillato regolare (denominati appunto “Le Macchine Estinzione“). ATTENZIONE AGLI SPOILER.

Difendere la Terra

Il primo numero, che eccezionalmente risulta scritto e disegnato da Hitch, si apre con la tipica splash page a cui siamo abituati fin dai tempi di The Authority, un enorme mostro (denominato il Mietitore) che sta distruggendo una città, accompagnato da una narrazione alquanto drammatica degli eventi (che vengono tuttavia lasciati sul generico e mai approfonditi).

Attraversi i poteri di Aquaman la squadra di eroi viene a conoscenza delle intenzioni del mostro: “raccogliere” l’umanità, un piano che ovviamente la Justice League non può tollerare. Lo scontro, piuttosto breve e dal risultato decisamente scontato, ha un semplice scopo: (ri)affermare lo status quo della Justice League come difensori del pianeta Terra.

I cinque numeri successivi introducono invece un secondo villain, il Kindred (traducibile in Gli Affini, giganteschi esseri simili al Dr. Manhattan). il cui unico scopo pare essere quello di “purificare” la terra dal male e recuperare i legittimi poteri che sono stati a questi rubati. Questi “esseri” risultano poi essere la personificazione della Magia, della Velocità, dello Spettro Emozionale e del potere delle Stelle.

Hitch predilige essenzialmente una narrazione frammentata, lasciando 3 o 4 personaggi in primo piano a combattere, mentre gli altri si muovono in solitaria (in questo caso Aquaman sott’acqua e le Lanterne nello spazio) a risolvere problemi collegati alla storia.

Il Kindred, per purificare la terra, decide di servirsi di quattro “macchine” (poste in svariati posti del globo), denominate “macchine estinzione”, le quali possono generare scosse di terremoto tali da poter distruggere la terra.

Batman, conscio del fatto che nessuno può riuscire a distruggere queste macchine (che si scopriranno essere al centro della terra), decide di cercare, e chiamare, Superman (il “nuovo”), un Kal-El di cui però egli non si fida assolutamente.

Nell’ultimo numero la Justice League riesce, ovviamente, nell’impresa di battere il Kindred (le cui motivazioni non sono spiegate nello specifico) e decide quindi di concedersi un momento di festeggiamenti, a cui Superman pare però non partecipare.

Sarà interessante scoprire in futuro quale sarà il ruolo di questo nuovo Superman, ed i suoi rapporti con Bruce e Diana.

Promosso?

Questo primo ciclo della Justice League si può classificare, volendo usare una similitudine, come il classico caso del bambino che potrebbe essere bravo ma che non si applica.

Hitch realizza infatti una storia (anzi due, considerando il oneshot) assolutamente piatta, piena di idee buone sulla carta, ma realizzate solo a metà. Manca di incisività e memorabilità, donando al lettore una storia decisamente classica, che non riesce ad avere quel tocco in più, necessario su questo genere di testate.

Analizzando il oneshot, sono molte le domande che il lettore si pone (e che restano senza risposta), tra cui:

  • Chi è il Mietitore?
  • Quali sono le sue intenzioni, a parte “raccogliere” l’umanità? E perchè sta distruggendo una città a caso?
  • Temporalmente dove si colloca la storia, prima de “Le Macchine Estinzione” o dopo?

Sul versante artistico poi, con mio sommo dispiacere, Hitch risulta essere fortemente sottotono; è infatti ben visibile il calo qualitativo delle sue matite (basti qui guardare, per fare un raffronto, un’immagine presa da The Authority e confrontarla con quella seguente).

Se prima facie pare ovvio pensare che la colpa sia anche dell’inchiostratore, Scott Hanna (che per quanto bravo possa essere non è Paul Neary), in una recentissima storia breve dedicata a The Authority (contenuta nel volume celebrativo, di prossima uscita italiana, dedicato ai 25 anni di Wildstorm), la storia pare pare non essere diversa.

Senza contare le similitudini tra la prima pagina di questa storia breve su The Authority e quella del oneshot della Justice League.

I numeri relativi poi alle Macchine Estinzione risultano altrettanto, se non maggiormente, complessi rispetto alla storia del Mietitore.

Molto è lasciato al caso, senza fornire, per ora, valide spiegazioni a quanto accade:

  • Le origini del Kindred
  • Perchè proprio 4 esseri
  • Come fanno due di questi a essere le personificazioni dello Spettro Emozionale e della Velocita’
  • Qual è il ruolo dei cristalli?
  • Perchè la “Purga” assomiglia a Cyborg
  • Perchè nessuno dei media globali si accorge che la Justice League sta combattendo e non è scappata?

E altre domande che purtroppo vengono lasciate in secondo piano da Hitch. Mentre sicuramente in primo piano è il rapporto di sfiducia tra Batman e Superman, il primo infatti appare quasi sempre riluttante a voler chiamare Superman per farsi aiutare a sconfiggere il Kindred. Questo primo story-arc sembra dunque essere realizzato non tanto per introdurre una vera e propria macrotrama, ma un ciclo decisamente fine a se stesso, senza la volontà di rischiare.

Degna di note è infine la rotazione tra i due artisti (Daniel e Merino) che riescono tutto sommato a risollevare le sorti di una storia che se sulla carta risultava ottima, in concreto si è poi rivelata una storia non al livello della fama e dell’importanza della testata.

La speranza è che, con il proseguire della gestione di Hitch, venga intrapresa una direzione maggiormente incisiva, in linea con la grande tradizione della Justice League.

 

6

Storia

6/10

Disegni

7/10

Chine

7/10

Originalità

6/10

Caratterizzazione

5/10

Pros

  • Hitch come autore lo si ama...
  • Ci sono sicuramente le basi e gli elementi per migliorare
  • Tony Daniel contribuisce a salvare il salvabile
  • Flash cotto di Jessica Cruz

Cons

  • ...o lo si odia
  • Storia debole e infarcita di cliché vari
  • Caratterizzazione debole, Cyborg torna a essere il computer con le gambe della Justice League
  • Un anticlimax continuo dall'inizio alla fine
  • Narrazione eccessivamente frammentata e vaga nel suo insieme

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