John Lasseter lascia la Pixar per sei mesi a causa di “comportamenti inadeguati”

Cinema
Matteo Ivaldi
Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

L’ondata di scandali a sfondo sessuale che sta coinvolgendo sempre più personalità importanti del mondo dello spettacolo americano si espande con un altro nome sebbene in questo caso si possa parlare di una misura preventiva che, purtroppo, non contribuisce a gettare una buona luce sul diretto interessato: John Lasseter, direttore creativo della Pixar nonché membro fondatore, dei Walt Disney Studios di Burbank, regista dei primi due memorabili Toy Story, Cars e una delle principali menti dietro i successi di uno degli studi di animazione più premiati del mondo.

Lasseter ha deciso di allontanarsi per sei mesi dai lavori sui prossimi lungometraggi della Pixar confidandosi ai propri impiegati attraverso una e-mail che è stata ripresa dalla stampa internazionale. Poco dopo l’Hollywood Reporter ha pubblicato un articolo che tracciava una serie di comportamenti inadeguati che Lasseter ha tenuto nei confronti di attrici e colleghe, alcuni risalenti a quindici anni fa, tra cui continui abbracci, contatti fisici e apprezzamenti mortificanti.

Nella e-mail Lasseter parla di aver partecipato a una serie di dolorose conversazioni che lo hanno convinto ad assumersi le responsabilità per le proprie mancanze in quanto leader di una azienda tanto prestigiosa: “mi scuso profondamente per avervi deluso“, scrive. “Specialmente nei confronti di chiunque abbia ricevuto abbracci indesiderati o qualsiasi altro gesto che ha passato il segno in qualunque intenzione o forma. Non importa quanto fosse benigno il mio intento, chiunque ha diritto di instaurare dei confini personali che devono essere rispettati.”

La Disney ha commentato l’evento con un comunicato ufficiale in cui applaude all’onestà intellettuale di Lasseter supportandone la pausa sabbatica semestrale. Tuttavia, nel clima di paranoia generale scaturito dalle numerose accuse volte ad attori, registi e produttori americani, viene da chiedersi quanto siano effettivamente gravi le colpe di Lasseter o, come suggeriscono alcune testate che riportano i dubbi di un anonimo ex-impiegato della Pixar, se tale gesto non serva a distogliere l’attenzione da eventuali fatti più gravi.

Una delle cause alla base dell’abbandono temporaneo di Lasseter era stata collegata alla lavorazione di Toy Story 4, previsto per il 2019, durante la quale l’attrice e sceneggiatrice Rashida Jones aveva abbandonato il progetto citando una serie di divergenze. La Jones ha prontamente smentito di aver ricevuto molestie da parte del produttore spiegando che scelse di rinunciare al coinvolgimento del film a causa di posizioni filosofiche differenti e in rispetto a un clima di maschilismo imperante all’interno degli studi. Di fatto la Pixar non ha mai avuto donne registe al proprio servizio se non Brenda Chapman, creatrice di Ribelle – The Brave, che venne rimpiazzata al regista di Ratatouille e Gli Incredibili, Mark Andrews, nuovamente per via di “divergenze creative” con Lasseter.

Non abbiamo lasciato la Pixar a causa di comportamenti di questo tipo” specifica Rashida Jones in risposta alle illazioni dei giornali, “tuttavia, ci siamo trovati in una cultura nella quale donne e persone di colore non ricevono il medesimo rispetto creativo. Incoraggiamo (Rashida Jones e Will McCormack, il suo collega sceneggiatore) la Pixar nell’assumere e promuovere il lavoro di nuovi, differenti storytellers, tra cui le donne.”

Le reazioni verso il passo indietro di Lasseter hanno incontrato approvazione generale, prendendolo a esempio come dimostrazione di civiltà e onestà; ciononostante è stato reso evidente che l’ambiente lavorativo della Pixar non sia così idilliaco come si potesse pensare e sia necessario correre ai ripari per evitare che l’immagine dello studio possa uscirne ancora più danneggiata. Al momento non si sa se i progetti a cui Lasseter stava contribuendo, tra cui Toy Story 4, subiranno un qualche ritardo. Coco, il nuovo film della Pixar diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, si sta rivelando un successo annunciato e arriverà nei cinema italiani il 28 Dicembre 2017, mentre è stato appena presentato l’atteso sequel de Gli Incredibili, scritto e diretto da Brad Bird, è atteso per la prossima estate.

Fonte: The New York Times

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