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LA SERIE SERIA MA NON TROPPO. NON CHIEDETE CHE SI OFFENDE, È SENSIBILE!

Cinema
Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta"; se non sta guardando un film o leggendo un fumetto chiamate aiuto, perché sicuramente la situazione è grave. E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta"; se non sta guardando un film o leggendo un fumetto chiamate aiuto, perché sicuramente la situazione è grave. E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Il nuovo adattamento cinematografico di IT, celeberrima opera letteraria partorita dall’immaginazione e dalle inquietudini dello scrittore statunitense Stephen Edwin King, giungerà tra non molto nelle sale italiane. Il percorso per giungere fino a questo film è stato lungo e variegato, e le origini dell’opera riconducono indietro di quasi quarant’anni ormai. Ripercorriamo insieme le tappe fondamentali che hanno portato alla genesi di quello che può ormai essere definito un mito culturale.

IL ROMANZO

Il romanzo ebbe una gestazione molto lunga: steso tra 1981 e il 1985, fu infine pubblicato per la prima volta nel 1986 (nel 1987 in Italia, per di Sperling & Kupfer), e si affermò subito come uno dei maggiori best-seller dell’epoca, non soltanto per la prosa avvincente – nonostante la proverbiale prolissità dell’autore – e la plasticità delle immagini che scaturiscono dalla sua penna, ma anche per la trama attraente e complessa:

Ottobre 1957. Nella rete fognaria della cittadina di Derry (Maine, USA), un’entità celata, misteriosa e sconosciuta (“It”, senza nome) si risveglia ciclicamente ogni trent’anni predando bambini e ragazzi e uccidendoli per nutrirsi. Sette ragazzini socialmente emarginati (il Losers’ Club, Club dei Perdenti) stringono un legame di amicizia profondo ed indissolubile. Dopo aver sconfitto It una prima volta, ma non definitivamente, promettono che sarebbero tornati, nel caso It si fosse ripresentato. Ventotto anni dopo, sei di loro ricevono una telefonata da parte di Mike Hanlon, il settimo del gruppo, l’unico rimasto a Derry dopo l’accaduto: gli infanticidi sono ricominciati. It è di nuovo sveglio e affamato.

Nonostante la lunghezza (ben 1240 pagine), la struttura dell’intreccio è gestita magistralmente mediante la successione non convenzionale dei capitoli e l’alternanza di sezioni che vedono i protagonisti adulti e altre in cui gli stessi protagonisti sono ragazzini preadolescenti: in questo modo si svela lentamente al lettore l’immenso ed eterogeneo affresco narrativo concepito da King. La trama cela un’infinità di suggestioni provenienti dalla letteratura dell’orrore, a partire dai racconti di fantasmi tardo ottocenteschi, in cui l’elemento fantastico era innestato su una base sostanzialmente realistica, fino ad arrivare al ciclo di Cthulhu lovecraftiano, che ha costituito un decisivo punto di riferimento per l’elaborazione delle idee (più che dei personaggi) di It e della Tartaruga.

Questo sottotesto rimane sopito – ma sempre presente – sotto una cruda e al tempo attualissima descrizione dell’America degli anni ’80, filtrata attraverso gli occhi dei protagonisti adulti. King riesce in questo modo a dipingere un quadro in cui pone in risalto, ma senza impartire giudizi o puntare il dito del moralista, quasi freddamente, chirurgicamente, gli aspetti controversi e le tare della società occidentale: omofobia, discriminazioni razziali, consumo di cocaina ed altri stupefacenti, mobbing, spregiudicatezza, violenza sulle donne.

Le sezioni dedicate ai personaggi da ragazzi, invece, ambientate negli anni ’50, ritraggono un’America opulenta, ma che sembra già contenere in nuce le potenzialità degenerative viste in atto nei trent’anni successivi. A partire dai punti di vista dei vari personaggi, si delinea (e viene conquistata dai protagonisti stessi) una prospettiva corale; e proprio questa prospettiva rimane il Leitmotiv della formazione personale – degna dei migliori Bildungsroman – dei membri del Losers’ Club, che attraversano vari “riti di passaggio” di elevato valore simbolico, come il marchio su pelle con una lama, il primo combattimento campale o l’iniziazione sessuale.

Inserito in queste coordinate, It propone una riflessione sul valore della memoria e dell’amicizia, sulla profonda incisività delle proprie paure e dei traumi infantili, sul vissuto umano, sulla crescita e il cambiamento personali e sull’importanza imprescindibile che l’infanzia – e il modo in cui si percepisce – ha nell’esistenza di ciascuno.

“[I bambini] Non sono necessariamente la miglior parte di noi, ma sono stati un tempo depositari di tutto ciò che saremmo potuti essere

LA MINISERIE TV

Nel 1990 Lawrence D. Cohen e Tommy Lee Wallace adattarono il romanzo per il piccolo schermo, stendendo la sceneggiatura (con significative riduzioni) per una miniserie televisiva in due episodi, prodotta da Lorimar Productions e DawnField Entertainment e trasmessa originalmente sull’emittente americana ABC tra il 18 e il 20 novembre 1990. Secondo i due scrittori e lo stesso King, quest’ultimo fu coinvolto solo superficialmente nella stesura dello script. Inizialmente, il progetto avrebbe previsto una serie di quattro episodi di circa due ore ciascuno, e il regista designato sarebbe dovuto essere nientedimeno che il recentemente scomparso George A. Romero. A causa di problemi di pianificazione, Romero abbandonò l’ingaggio, e venne sostituito in cabina di regia dallo stesso Wallace.

La serie, presto divenuta un cult, contribuì ulteriormente alla diffusione dell’opera, plasmò visivamente la crudezza del romanzo, soprattutto grazie alla realizzazione del personaggio di Pennywise il clown (la forma più comune di It), interpretato da un superbo e terrificante Tim Curry (doppiato nella versione italiana da un altrettanto splendido Carlo Reali) e curato nell’estetica dallo specialista di make-up ed effetti speciali Bart Mixon. Per il design del celebre pagliaccio, questi venne ispirato soprattutto dal personaggio del fantasma Erik, interpretato da Lon Chaney nel film Il fantasma dell’Opera (1925). Pennywise cominciò così ad insinuarsi nell’immaginario collettivo, terrorizzando con i suoi denti aguzzi e la ruvida voce diverse generazioni di bambini e ragazzi.

 

IL FILM (2017)

Dopo l’acquisto dei diritti sull’opera, dal 2009 è in corso un nuovo progetto di adattamento – stavolta cinematografico – di It, prodotto da New Line Cinema, KatzSmith Productions, Lin Pictures, Vertigo Entertainment e distribuito da Warner Bros., che ha attraversato un periodo di gestazione piuttosto travagliato. E’ prevista una bilogia (nel solco della tradizione della miniserie), di cui il primo film (It: Part 1 – The Losers’ Club) narrerà esclusivamente le vicende dei protagonisti da ragazzi. Nel periodo 2009-2015 il regista designato per il progetto era stato Cary Fukunaga (True Detective), ma il 25 maggio 2015 Variety diffuse la notizia della sua defezione. Inizialmente, riguardo alla causa del distacco, si parlava generalmente di “divergenze artistiche”. Fukunaga stesso ha dichiarato, sempre su Variety:

“I was trying to make an unconventional horror film. It didn’t fit into the algorithm of what they knew they could spend and make money back on based on not offending their standard genre audience.”

[Cercavo di fare un film horror non convenzionale. Non si accordava con l’algoritmo di quanto sapevano che avrebbero potuto spendere e ricavare, basandosi sul principio di non offendere lo standard del loro pubblico]

e ancora:

“The main difference was making Pennywise more than just the clown. After 30 years of villains that could read the emotional minds of characters and scare them, trying to find really sadistic and intelligent ways he scares children, and also the children had real lives prior to being scared”.

[La differenza maggiore consisteva nel rendere Pennywise più che il semplice clown. Dopo 30 anni di villains in grado di leggere nella mente e nelle emozioni dei personaggi e terrorizzarli, (Pennywise) avrebbe cercato di trovare dei modi veramente sadici ed intelligenti con cui spaventare i bambini; inoltre i bambini, prima di essere spaventati, avevano ciascuno una propria vita]

Recentemente però sono emersi dettagli ulteriori sull’abbandono del regista. A quanto pare, Fukunaga venne escluso dalla produzione (nonostante lo script avesse avuto l’approvazione da parte dello stesso King) a causa dell’eccessiva crudezza di alcune scene, che avevano fatto arricciare il naso agli studios. In una scena si sarebbe dovuto assistere ad un episodio di violenza sessuale su Beverly da parte di suo padre; in un’altra sequenza, Stan Uris avrebbe incontrato It nella forma di un cadavere femminile in decomposizione, che avrebbe tentato di sedurlo con gesti espliciti. In altri punti Henry Bowers, il bullo che assilla il Losers’ Club, si sarebbe masturbato su una torta di compleanno e avrebbe compiuto uno stupro su una pecora. Alla richiesta della produzione di cambiare o tagliare queste scene, Fukunaga rifiutò, e venne così allontanato. Nonostante questo, il film è stato comunque categorizzato dalla MPAA come R-Rated per scene di violenza e orrore, per la presenza di immagini cruente e per il linguaggio utilizzato.

Sarà dunque l’argentino Andrés Muschietti (già noto per il corto Mamá, 2008 e La madre, 2013, lungometraggio ad esso ispirato) a dirigere la pellicola in veste di regista. La sceneggiatura è stata affidata a Chase Palmer e Gary Dauberman; nei credits comparirà comunque il nome di Fukunaga.

Nella giornata di ieri, 19 luglio, Muschietti ha dichiarato a Variety che probabilmente la sceneggiatura per la seconda parte verrà conclusa già nella seconda metà del gennaio 2018; la preproduzione comincerà quindi idealmente il prossimo marzo. Si può perciò ipotizzare come periodo d’inizio delle riprese maggio 2018, e di conseguenza l’uscita nelle sale dovrebbe slittare, con tutta probabilità, nel 2019. Riguardo alla seconda parte, Muschietti ha rivelato un dettaglio importante sulla struttura narrativa del film, affermando:

“Part one is only about the kids. Part two is about these characters 30 years later as adults, with flashbacks to 1989 when they were kids”.

[La prima parte riguarda solo i bambini. La seconda riguarda questi personaggi 30 anni dopo, da adulti, con flashback nel 1989, quando erano bambini].

Inoltre, riguardo alla scelta di Bill Skarsgård nel ruolo di Pennywise, ha dichiarato:

“Bill Skarsgård caught my attention. The character has a childish and sweet demeanor, but there’s something very off about him. Bill has that balance in him. He can be sweet and cute, but he can be pretty disturbing”.

[Bill Skarsgård ha attirato la mia attenzione. Il personaggio ha un atteggiamento infantile e dolce, ma c’è qualcosa che davvero sembra non andare. Bill possiede questo equilibrio. E’ capace di essere dolce e carino, ma anche molto inquietante]

Ad un primo sguardo, due sembrano in particolare gli aspetti che caratterizzeranno questa nuova trasposizione, presentati nei trailer conditi da alcuni assaggi della colonna sonora a dir poco catchy ed inquietanti. Da una parte, la scelta di ambientare cronologicamente la vicenda non più alla fine degli anni ‘50, bensì nel 1989; questo, oltre che spostare la vicenda di circa trent’anni, e quindi fornire la possibilità di ambientare la seconda pellicola ai giorni nostri, lascia spazio ad una rivisitazione estetica che, nonostante rassomigli molto da vicino a quella della miniserie di Wallace (a partire dalla locandina con il titolo), tuttavia permette l’inserimento di significative variazioni e novità, dai costumi, fino alla fotografia nel suo complesso, che sembra essere più pulita, ed una regia decisamente più immersiva e dinamica.

Nelle immagini già rilasciate del nuovo Pennywise si nota che sono state introdotte delle significative e sostanziali modifiche rispetto all’ormai classico clown di Tim Curry. L’ It interpretato da Skarsgård, nei tratti del viso e nel vestiario, con stretti guanti, pantaloni a pinocchietto e stivaletti, sembra ricordare molto una di quelle bambole di ceramica che già in molti film dell’orrore ci hanno fatto ansimare in preda all’ansia. Inoltre alcuni dettagli, come la gorgiera elisabettiana, suggeriscono l’idea di una figura per così dire acronica, un essere fuori del tempo o straordinariamente longevo, che ha fatto di Derry la sua dimora già da molti secoli.

Le riprese si sono svolte dalla fine di giugno alla fine di settembre del 2016, e le principali location utilizzate sono state Port Hope e Oshawa (nell’Ontario) e Riverdale (presso Toronto); l’ambientazione è però ispirata ad una reale cittadina del Maine, Bangor. Non a caso, proprio in questo luogo Stephen King ha cominciato e concluso la stesura del suo romanzo.

Vestirà i panni del perfido clown il giovane attore svedese Bill Skarsgård (The Divergent Series: Allegiant, Hemlock Grove, Atomica Bionda). Tra gli altri membri del cast: Jaeden Lieberher (Bill Denbrough), Finn Wolfhard – il Mike di Stranger Things (Richie Tozier), Jeremy Ray Taylor (Ben Hanscom), Sophia Willis (Beverly Marsh), Wyatt Oleff (Stanley Uris), Chosen Jacobs (Mike Hanlon), Jack Dylan Grazer (Eddie Kaspbrak), Nicholas Hamilton (Henry Bowers).

La pellicola uscirà nelle sale statunitensi l’ 8 settembre 2017; in Italia, invece, dovremo attendere il 19 ottobre 2017.

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