Intervista a Robotown, curatori della mostra dedicata ai Mobile Suit Gundam per Romics 2017

Eventi
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

L’ultimo Romics ha ospitato il grande maestro giapponese Yoshiyuki Tomino, padre dell’universo dedicato ai Gundam. Non potevano mancare le fedeli repliche dei modelli di robot presenti in questo mondo, ma non ci saremmo di certo aspettati una mostra come quella organizzata dai ragazzi di Robotown, che hanno dato vita a un vero e proprio percorso attraverso il quale conoscere e ammirare i modellini, impegnati in un serratissimo concorso. Da lì, l’intervista era d’obbligo!

Siamo stati al Romics, e abbiamo notato davvero un grande lavoro: come nasce Robotown?

Il nome Robotown è nato durante una cena tra amici, mentre la voglia di condividere con altri ragazzi la passione per i robot con i quali moltissimi di noi sono cresciuti e quella di unire in un unico contesto una mostra concorso con dimostrazioni dal vivo di modellisti era presente da sempre.

Quando abbiamo presentato il progetto ai dirigenti del Romics l’idea era un po’ diversa da quello che abbiamo realizzato in quanto prevedeva anche spazio dedicato ad altri temi ma, vista la presenza di Tomino e Ogata, abbiamo avuto un battesimo del fuoco decisamente importante incentrato interamente sul mondo di Gundam che sembra aver lasciato tutti molto soddisfatti, dal pubblico ai concorrenti passando perfino per Tomino e Ogata stessi che sono venuti a complimentarsi con noi per il lavoro svolto.

Saranno stati mesi di faticosi preparativi, quanto avete lavorato sulla mostra?

Molto faticosi e molto impegnativi per tutti dato che tra i contatti con il Romics e la realizzazione dell’evento sono passati solo due mesi.

In breve tempo però siamo riusciti, sempre supportati dall’organizzazione della Kermesse romana ed alla professionalità di tutti, a creare layout grafici, selezionare i modelli per la mostra, creare il regolamento e raccogliere le iscrizioni per il concorso.

Oltre a ciò, strada facendo, abbiamo allargato il nucleo originario di persone ad altri collaboratori che potevano contribuire in modo importante al progetto che nel frattempo era diventato un “Robotown – Gundam Edition”  riuscendo nel nostro secondo intento ossia far collaborare alcune realtà già esistenti e consolidate sul territorio ossia: NKGC, Gundam Dipendente, Mechanical Rage ed il Team Nu Type.

Ma grazie al fatto che sono tutte formate da persone veramente speciali siamo riusciti a tirare fuori un dream team che ci ha regalato grandi soddisfazioni.

Qual è stata la difficoltà maggiore del vostro lavoro?

Sicuramente da un lato è stato cercare di creare un qualcosa di accattivante che uscisse dallo schema “Modellino = Giocattolo”, dall’altro, come accennato, affinare i meccanismi del gruppo. Una buona parte di noi già si conosceva, ma non avevamo mai lavorato insieme e si doveva creare subito una giusta alchimia per ottenere il risultato auspicato da noi e dal Romics senza considerare l’impegno di riuscire a  far intervenire i migliori modellisti  italiani in un unico posto. Adesso sappiamo di avere creato una squadra con basi solide e che può lavorare al meglio anche in contesti importanti come questo.

Il maestro Tomino è riuscito ad assistere alla mostra? Come è stato per voi appassionati incontrare il padre di questo straordinario universo?

Emozionantissimo… Non avevamo parole… All’inizio neanche realizzavo davvero quello che stava succedendo e poco dopo c’è stata un’esplosione di foto scattate per gli altri che non erano lì allo stand con noi.

La cosa che ci ha dato la maggior soddisfazione è stato vederlo soffermarsi sulle varie vetrine dell’esposizione del concorso e della mostra commentando colpito e ricevere i suoi complimenti per quanto avevamo realizzato. Decisamente un gran bel fuori programma.

La riproduzione in scala 1:8 del Gundam RX 78-2 è stata una meraviglia. Ci sono progetti per ampliare il modello? Che difficoltà vi è stata nell’esposizione di un simile “colosso” del modellismo?

Per il Gundam in scala 1:8 e la mano in scala 1:1 realizzata appositamente per questo evento il merito va dato interamente al neonato gruppo Gundam Italia che ha impreziosito la fiera con queste due ciliegine sulla torta e la riproduzione della strumentazione di un core fighter.

Che consiglio dareste ai nostri lettori affascinati e al tempo stesso timorosi di entrare nel mondo del modellismo?

Non c’è nessun motivo di essere timorosi.. Si tratta di un hobby molto bello e se si è curiosi basta mettersi lì e costruire il primo modello. Inoltre il web è pieno di gente volenterosa anche di condividere le proprie conoscenze per far crescere la comunità italiana e negli ultimi anni abbiamo visto diverse persone che sono passate dal semplice assemblaggio ad un modellismo di livello più complesso fatto di modifiche, riverniciature etc. con estrema naturalezza. In fondo è un hobby che da largo modo di esprimersi in qualcosa che alla fine è paragonabile ad una realizzazione artistica ed in cui ogni modello realizzato diventa a suo modo unico nel suo genere.

Dubito che un progetto come Robotown termini così, avete già dei programmi per il futuro?

Nell’immediato futuro siamo tutti dell’idea di goderci un po’ di meritato riposo ma queste cose si sa come vanno… C’è sempre qualcosa che bolle in pentola ma aspettiamo a parlare del futuro con la promessa che faremo riparlare di noi, forse prima di quanto si pensi…

Non possiamo dunque che ringraziare i ragazzi di Robotown per la disponibilità, per la splendida mostra, e ricordarvi di seguirli sui loro canali così da rimanere costantemente informati sulle loro tante attività, che avremo premura di riportarvi sul nostro portale!

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