Il 2017 VideogioCondensato – Cos’è successo quest’anno

Speciali
Lorenzo Prattico
Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Che anno ragazzi

365 giorni di montagne russe. Su e giù, giù e su: robe che ti sale il vomito.

Per quello e per Star Wars Battlefront II.

Ricapitoliamo tutto quanto, nella maniera più cruda e cattiva possibile, come solo le vere casalinghe pettegole di Coccomare sanno fare.

Se non siete d’accordo su qualcosa, se non trovate in lista il vostro gioco indie preferito,  sviluppato a Cracovia in una notte di luna piena, dite la vostra qui sotto, che la discussione è sempre una cosa bella.

Se invece non avete ancora giocato a Prey, chiudete l’articolo e aprite Amazon.

E adesso cominciamo, che è anche ora, che ci sono i saldi Steam e devo ancora ricaricare la Paypal.

il 2017!

 

I giochi: Umami, il quinto gusto.

C’è questa cosa bellissima che i cinque sapori fondamentali non se li ricorda nessuno. Un po’ come i sette nani.

Amaro. aspro, dolce, salato e…Umami. Lo scoprì nel 1908 un chimico giapponese, Kikunae Ikeda, e oggi viene riconosciuto ufficialmente come sapore a sé: c’è anche una catena di fast food a tema e Hello Kitty era lo sponsor ufficiale del sapore al padiglione giapponese dello scorso Expo, che loro all’umami ci tengono.

E’ il sapore del dado da brodo, del ketchup e dei funghi Shiitake, del prosciutto stagionato: è il sapore degli unici due amminoacidi che l’essere umano può percepire, aspartato e glutammato.

(quanto è bello dire ”amminoacidi” che ti fa sentire un po’ Walter White anche a te).

Quest’anno è stato umami: qualcosa di diverso. Pensi a Hellblade e dici dolce, pensi a Mass Effect: Andromeda e dici amaro.

Umami è il sapore definitivo, quello che pesca un po’ da quello, un po’ da quell’altro e unisce.

Senza umami a Double Dragon 4 (Gennaio 2017) non gli dici più ”amaro” ma cominci ad usare le parole volgari, che poi a noi tocca scriverle con gli *** e pare brutto.

E allora cominciamo così questo speciale, con un menù Umami: a voi!

Ristorante – Trattoria NerdPlanet

Prezzi modici, sconti per i marvel zombie

Menù 2017

Antipasti

 Involtini di Resident Evil 7 con spremuta di brand rinnovato o quasi, accompagnati dal gusto d’anticipo di serie probabilmente uao

Composta di frutta ai chicci di Syberia 3, con orgoglio nostalgico mantecato al citazionismo forse troppo invadente e spruzzata di meccaniche un po’ antiquate

Primi

Chicche di topinambour alla Horizon Zero Dawn, con favoloso design al salmerino della Val Passiria, incastonato in una recitazione che no alla crema di AI che anche più che no

Bigoli freddi con crema rossa di Wolfenstein II, con aggiunta di estrema monotonia di nemici su letto di maestosa epicità

Secondi

Coscetta di pollo ruspante in porchetta di Super Mario: Odyssey speziato con crosta al Divertimento Quello Sano di ceci della Tuscia con gocce di level design spesso alla Facilona in casseruola.

Duxelles di scalogno bretone con lattuga di Assassin’s Creed: Origins davvero molto più sano dei precedenti accompagnato da timballino al profumo di filo di trama ormai persa per campi

Chef: quel sant’uomo di Ashraf Ismail

 

«E i dolci dove sonE’ UN MENU’ UMAMI NON POSSONO ESSERCI I DOLCI. (da quello che ci ha detto il cuoco all’Expo. Per me una torta di mele e funghi Shiitake spacca.)

I giochi di quest’anno sono stati così: per ogni Power Up una Sudden Death. Forse l’unico titolo che ha messo tutti d’accordo è l’ultimo Zelda, ma anche su quello c’è chi ha da dire la sua.

In generale, non possiamo proprio lamentarci: ci sono stati giochi sia per i gusti più intellettivi alla Persona 5, sia per quelli più di pancia alla PlayerUnknown’s Battlegrounds.

Tra parentesi, l’asticella della qualità sembra alzarsi sempre di più. Non per essere troppo ottimisti, ma ehi: Battlefront II asfaltato da critica e pubblico per il pay to win, Call Of Duty che finalmente fa una campagna a misura d’uomo.

(Poi per il resto è il solito COD eh, ma oh, un accenno di vita in questo stato comatoso).

I piccoli si prendono tutto: Cuphead esce dopo quattro anni di sviluppo e va dritto dritto ai Game Awards; Senua vince ogni cosa vincibile, fanno rumore Hollow Knight e Rime; Little Nightmares esce addirittura con la collector’s edition.

Dall’altra parte, il VR comincia a far uscire titoli che si possono definire ”quasi” tali: FarpointWilson’s Heart (che ve lo linkiamo qui, giocatelo), Lone EchoRE VII forse il primo tripla A a supportare a pieno la realtà virtuale.

Ecco cos’è Umami: lo conosciamo dall’81 ma solo quest’anno ci esce i capezzoli. «Come ti fa sentire Super Mario capezzoluto?» «Mmm…Umami»

Altra verità che quest’anno ci insegna è che la nostalgia sta invadendo tutto, lo sapete.

Addirittura ci insegnano ad avere nostalgia di cose mai vissute: escono remake, reboot, remix, cover song di robbbe di cui l’utente medio attuale scopre la fonte originale quasi per caso.

E così succede che mio cugino va a vedere Star Wars VIII, gira per una settimana vestito da trooper e ieri, quando ha visto un poster di Darth Vader, mi ha detto: ”Ah, hanno copiato Kylo Ren!”

Ora mio cugino dorme sul letto del Tevere, ma comunque: la nostalgia patologica sembrava una caratteristica tutta italiana e invece ci sta andando sotto tutto il mondo.

I videogiochi non si astengono e anzi: qui non si parla solo di Crash eh, quest’anno oltre Syberia 3 sono usciti gli eredi di Banjo-Kazooie e Monkey Island!

Rispettivamente: Yooka-Laylee e Thimbleweed Park.

Lasciamo a voi la discussione, ma forse a pieni voti si salva solo la creatura di Ron Gilbert e Gary Winnick, vero punta e clicca vecchia scuola scheggia denti.

Ultima chicca: di dispiaceri il mondo dei videogiochi ce ne da tanti ma i dolori, quelli veri, sono pochi e capitano solo quando dietro c’è un brand che col tempo era riuscito a formarti come persona, smettendo di essere semplice intrattenimento e diventando arte.

Mass Effect: Andromeda è un enorme calcio nel sedere ai fan della saga. Un calcio con la rincorsa.

E in redazione abbiamo la collector. Pre-ordinata.

Mortacci loro. (vanno messi i **** a mortacci loro? Sora Lella, lei che dice?)

Le verità.

L’industria: Indie is the new Sexy

Allora allora allora: che colpi ragazzi!

Newzoo fornisce a pagamento i dati statistici dell’industria videoludica ma ogni tanto qualcosa trapela: una stima di 108 miliardi di dollari spesi in videogiochi, console e ambito gaming nel 2017.

Neanche il p0rn0 ha una clientela talmente affezionata.

E questo cosa significa?

I pesci grossi si sbranano sempre di più, la mira si alza, gli errori che si commettono diventano sempre più grandi: EA se la prende con Reddit, Activision si inchina a YouTube e a alla community dopo i disastri passati, Microsoft gioca sul sicuro e ti esce Minecraft 4k, Forza Motorsport, PUBG.

Però pensateci: i soldi veri li alzano proprio quelli che rischiano di più: Sony e Nintendo si tengono al sicuro con le paraculate più pesanti (vedi l’altro Uncharted o Pokémon Ultra cosi), ma sono i primi ad investire in studi indipendenti e innovazione.

E innovazione non significa necessariamente fare finta di essere un pc da gaming. (di$$ing)

Mentre Playstation 4 raddoppia Xbox One nelle vendite, la lista di esclusive Sony sotterra quella Microsoft: non per essere cattivi, ma ad oggi, se a un sonaro fate vedere GOW 4 e dite ”Eh però ce l’abbiamo solo noi” venite presi a Horizon Zero Dawn e NieR Automata in faccia.

E vai a vantarti della PUTENZA della One X coi fan PS4: bello avere il 4k quando non hai titoli da giocarci.

#gudgiobMicrosoft

Qualcuno dabbi in faccia a Microsoft

Vera sorpresa: Nintendo Switch.

Perfino mio cugino, quello di prima, capisce che al lancio di una console vanno abbinate killer application già nei primi giorni.

Vi ricordate le release, troppo prematura, di PS4 e One? c’erano così pochi giochi che non ci si potevano spendere soldi neanche a volerlo.

Unici due veri ”titoli”, le esclusive delle due console: Sony presentò il nuovo Killzone e Microsoft Ryse: Son of Rome. Belli eh, ma chi mai aprirebbe il portafoglio per averli?

Nintendo invece: Kimishima avrà meno cuore di Iwata, ma che cinico, che top player! Ti lancia la console e Zelda, ZELDA! E non uno Zelda a caso, ma uno tra i più belli della saga (riscrivetemi qualche parte di trama – IL FINALE -limatemi qualche angolo e combatte per il primo posto).

E se questo fosse stato accompagnato da un successivo vuoto di idee allora ciao, che puoi svillupare pure il gioco più bello del mondo ma se poi non posso giocare a nient’altro E INVECE NO: alla sede Kyoto di Nintendo si vedono entrare e uscire gli sviluppatori indie più influenti: Edmund McMillen (Isaac, Super Meat Boy…), Dave Crooks (Enter the Gungeon), Sean Velasco (Shovel Knight).

Escono su Switch porting ed esclusive indie di tutti i tipi:  Wulverblade, Letter Quest Remastered, SteamWorld Dig 2, Battle Chef BrigadeBattle Chasers: Nightwar, Slime San…poi passano sei mesi e BAM.

Il nuovo Super Mario.

Glielo perdoniamo ”1-2-Switch”, passato come il nuovo Wii Sports?

Si, glielo perdoniamo.

Come gliel’avete trattata male la WiiU? Colpa del marketing? Colpa nostra? Quella console qualcosa in più se la meritava.

Un’industria in generale più matura? sembrerebbe. O perlomeno si sono accorti di quanto valgano gli indie, con tre anni di ritardo rispetto a Guillemot alla Ubisoft.

(Oh, a proposito di quei mangia baguette: Davide Soliani, Mario + Rabbids: solo orgoglio, quel ragazzo va abbracciato forte)

Cos’è cambiato?

E’ cambiato l’approccio al media: i giochi cominciano ad essere visti unicamente come servizio online.

Chi la vede diversamente o fa i numeri veramente grandi o viene investito dall’industria. Preparatevi perché siete a rischio lacrime napulitane:

  • Runic Games rilascia Hob e il platform, per quanto bello, non alza i cashi sperati. E la Runic è della Perfect World Entertainment, ”quelli” di Forsaken e Neverwinter.                                                                                                        Risultato: la Perfect World chiude la Runic e manda a casa i papà e le mamme di Torchlight.                                                                                                                      Giustificazione dell’azienda: ”La Runic non vede il concetto di videogioco nello stesso nostro modo”                                                                                      Traduzione: DOV’E’ IL MULTIPLAYER?!?I REG4ZZINI CHE SHOPPANO I BAULI?!?ANFAMI!
  • Dead Space, The Sims, Dante’s Inferno…ve li ricordate si?                                  La Visceral Games stava lavorando a un gioco di Star Wars scritto da Amy Henning (la sceneggiatrice di Uncharted, scusate se è poco eh, so’ ragazzi) quando la EA la butta giù.                                                                                              Così: dice che il titolo non aveva previsto multiplayer e open-world…ma che scherziamo? E che ci volete mettere una storia?  Ma sono cose da fare?              Ironia della sorte, lo studio viene chiuso un mese prima della release di Star Wars Battlefront II.                                                                                                  Pensate che mondo più pulito se avessero deciso di far uscire lo Star Wars della Visceral invece di quel ciofecone pay-to-win: trama da paura e possibile serie a più episodi.                                                                                                            E invece no. I videogiochi sono multiplayer, online.                                                Se giochi senza rankare sei brutto.                                                                            Qualcuno faccia sapere a Hollywood che devono cominciare a fare i film competitivi: più guardi lo stesso film più fai punti.                                              Stupidi principianti.
  • La Guerilla quest’anno ha tirato fuori dal cappello Horizon e sono solo applausi. Ma la Guerrilla Cambridge?                                                                                      Dopo aver lavorato su Killzone, LittleBigPlanet and MediEvil i ragazzi inglesi hanno chiuso bottega a Gennaio scorso.                                                                  Rigs 2 mi sa lo aspettiamo per un’altro po’…

Sembrava strano quest’estate all’E3…nessun annuncio, tutto silenzioso… Vi sta salendo la rabbia?? Ce li avete i pugni nelle mani??

E adesso, tocca ai terzi incomodi, quelli che di solito sono vittime del sistema…

Anche se quest’anno, a colpe, non scherzano:

I videogiocatori: il Single Player è morto, lunga vita al Single Player

Padella Personaggio Iconico dell’anno. (E non il difensore dell’Ascoli)

Bethesda è sempre più bella. La Grande Casa Dei Bug lancia la campagna in difesa del giocatore singolo e spara nello stesso anno PreyWolfenstein II: in entrambi i titoli ignora completamente il multiplayer.

Forse l’unica azienda in gioco a poterselo permettere.

Ma noi (dove noi siamo anche VOI) non gli diamo vita facile, eh: il videogiocatore medio è per l’online.

Che poi giocatore singolo (tutti pronti a vedere il film di Spielberg? E’ un problema se dopo aver letto il libro da bambino aspetto più quello che Star Wars IX?) significa in realtà ”divano”: chiunque ci sia seduto sopra vive l’avventura insieme a chi gioca, magari  anche al grido di ”una vita per uno”.

Senza quindi pensare ai titoli da 2-4 giocatori, ormai più rari dei panda nani del basso Borneo – A Way Out salvaci tu – prendiamo qualche numero in esame, visto che di numeri si parla: il mercato dei giochi single player davvero non vende più?

Sergey Galyonkin, fondatore di Steam Spy, il data tracker delle vendite su Steam, crede di no.

E’ da un anno che Develop.net rilascia sue interviste e i dati sono sempre un sollievo: anche solo i single player a matrice indie su Steam raddoppiano di anno in anno e le vendite decrescono si, ma di pari passo con il mercato generale, rimanendo graniticamente salde nelle prime dieci posizioni tra quelli più venduti.

Tra il 2016 e il 2017 si è passati dalla media mensile di 102.000 copie di single player venduti solo in America a quasi il doppio, complici CupHead e Wolfenstein II.

E si, nella media si contano anche i giocacci jump-scare da 99 centesimi, ma che ci volete fare.

Comunque, il fatto che il mercato sia minore non significa che non esista: a maggior ragione, se un bambino si avvicina ai videobalocchi grazie al multipleier e questo gli permetterà tra un anno di scoprire Bioshock…benvenga!

Publisher come Perfect World, puntano esclusivamente all’online mentre Minecraft, il gioco nato off line per eccellenza governa, anche se meno rispetto un tempo, il mondo.

Queste aziende stanno giocando sotto torre in un mercato che non ha nessun bisogno di attaccarle per vendere.

E intanto, sempre oggi, Yves Guillemot, il CEO di Ubisoft , l’uomo che non solo ha sorriso a Child of Light e a Valiant Hearts, ma ci ha anche fatto i soldi, dichiara a Everyeye che non ha nessun timore sul futuro del genere.

E considerando che la raccolta dei .hack, titoli esclusivamente single player, ha superato nella sua settimana d’uscita il nuovo Call of Duty in tendenza, ma cosa più importante nelle recensioni, su Steam…evidentemente Guillemot conosce bene il suo lavoro.

Nnon ci resta che aspettare la prossima macchina arraffa soldi alla Isaac, Braid o Meat Boy; titoli in grado di sbugiardare con la sola propria esistenza qualsiasi publisher 2.0: basta giocare un gioco fatto bene, non importa se il modem sia acceso o no.

E di fronte ai tre milioni di utenti connessi contemporaneamente su PUBG, tutta la redazione, Bud e Terence si sentono di dirvi un grande GRAZIE per aver scaricato Slap And Beans.

I progetti da supportare. Ehi Trinity, beccatevi questo cuoricino gang gang <3.

Alla fine era solo un easter egg ma il brivido ce lo abbiamo avuto tutti.

Al prossimo Anno Nerdiani!

Ma quanto è stato lungo?

Se siete arrivati fin qui, complimenti e grazie.

Complimenti perché se vi siete sorbiti un polpettone del genere significa che

  1. Amate i videogiochi ma proprio tanto ma del genere che la/il vostro ragazzo/a dovrebbe cominciare ad essere gelosa/o
  2. Ci volete davvero un gran bene per sopportarci così tanto (quindi scrivetelo pure voi il polpettone, fb o sito: ve lo leggiamo tutto, tutti, almeno due volte)

Grazie invece è per l’anno che verrà e per quello che se ne è appena andato.

Siete una squadra favolosa e ci riuscite a dare spunti nuovi ogni giorno. Solo voi potevate farci ricrede sulla mezza delusione di Xenoblade 2; solo voi potevate farci spuntare un sorriso trovando i glitch nei dlc di FF XV.

Che continua a non essere un Final Fantasy.

Grazie perché opinioni, idee, pensieri diversi ma avete sempre messo in mostra voi stessi come persone.

E questa, è la cosa più bella che una community possa fare.

Sappiamo che sembrerà emo scemo da dire, ma siete voi la vera Redazione.

Buon 2018 gente!

P.S.: Si nota che dopo tre anni di community sul primo capitolo, non ho parlato di Destiny 2?

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