Ignatz Awards 2016: i vincitori del premio dedicato ai fumetti underground

Fumetti
Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Come ogni anno durante gli Ignatz Awards a vincere è sempre la qualità. La manifestazione è destinata sia alle piccole case editrici che si sono distinte per le loro pubblicazioni, sia a quei progetti prodotti direttamente dall’autore che sono poi stati pubblicati e distribuiti da case editrici più importanti. Il nome del premio deriva dal fumetto Krazy Kat di George Herriman, in cui compare un topo di nome Ignatz. Durante questa edizione del premio letterario per fumetti e disegnatori si sono distinte storie diverse, che non siamo abituati a vedere e leggere nelle più commerciali uscite mensili o periodiche.  I vincitori di quest’anno sono stati annunciati alla cerimonia tenutasi il 17 settembre presso il Bethesda North Marriott Hotel & Conference Center in Bethesda, Maryland, durante la Small Press Expo, manifestazione che dal 1994 promuove il fumetto alternativo.

Di seguito troverete evidenziati tutti i vincitori dell’edizione 2016, prendete appunti.

Miglior Autore

  • Daniel Clowes per “Patience”
  • Ryan Heshka per “Mean Girls Club”
  • Kevin Huizenga per “Ganges”
  • Noah Van Sciver per “Disquiet”
  • Tillie Walden per “The End of Summer

Miglior Antologia o Raccolta

  • “Beverly” di Nick Drnaso
  • “Beyond: The Queer Sci Fi and Fantasy Anthology” curata da Sfé R. Monster e Taneka Stotts
  • “The Complete Wimmen’s Comix” curata da Trina Robbins
  • “Killing And Dying” di Adrian Tomine
  • Step Aside Pops” di Kate Beaton

Miglior Graphic Novel

  • Hot Dog Taste Test” di Lisa Hanawalt
  • “Nod Away” di Josh Cotter
  • “Sick” di Gabby Schulz
  • “Soldier’s Heart” di Carol Tyler
  • “Trashed” di Derf Backderf

Miglior Storia Breve

  • “The Hunter” di Joe Sparrow
  • “Killing and Dying” di Adrian Tomine
  • “Megg & Mogg In Amsterdam” da “Megg & Mogg in Amsterdam and Other Stories” di Simon Hanselmann
  • My Hot Date” di Noah Van Sciver
  • “Shrine of the Monkey God” di Kim Deitch da “Kramers Ergot 9″

Miglior Autore Emergente

  • Kevin Budnik per “Handbook”
  • Maia Kobabe per “Tom O’Bedlam”
  • Sara Lautman per “The Ultimate Laugh, Grape Nuts”
  • Carolyn Nowak per “Radishes”
  • Tillie Walden per “I Love This Part

Miglior Serie

  • “Cartozia Tales” curata da Isaac Cates
  • “Demon” di Jason Shiga
  • “Ganges” di Kevin Huizenga
  • “Megg & Mogg & Owl” di Simon Hanselmann
  • Powdered Milk” di Keiler Roberts

Miglior Fumetto

  • “As the Crow Flies” di Melanie Gillman
  • “Be Good” di John Martz
  • Fantasy Sports No. 1″ di Sam Bosma
  • “Patience” di Daniel Clowes
  • “Shrine of the Monkey God” di Kim Deitch da “Kramers Ergot 9″

Miglior Minicomic

  • “The Experts” di Sophie Franz
  • “Laffy Meal” di Pranas T. Naujokaitis
  • “Maps to the Suns” di Sloane Leong
  • Radishes” di Carolyn Nowak
  • “The Unofficial Cuckoo’s Nest” di Luke Healy

Miglior Webcomic

  • “A Cartoonist’s Diary” di Rina Ayuyang
  • “Just Doing My Job” di Gynnis Fawkes
  • “Octopus Pie” di Meredith Gran
  • “A Small Revolution” di Samantha Leriche-Gionet (AKA “Boum”)
  • “Vattu”  di Evan Dahm

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