House of Cards annuncia la chiusura in pieno scandalo Spacey; possibile spin-off in produzione

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Matteo Ivaldi
Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Con Kevin Spacey in piena bufera mediatica per il coming out effettuato su twitter in concomitanza alle accuse avanzate dal collega attore Anthony Rapp, che affermò di essere stato oggetto di molestie da parte di Spacey nel 1986 all’età di quattordici anni, Netflix annuncia la chiusura della premiata serie House of Cards con l’imminente sesta stagione, le cui riprese sono incominciate in questi giorni senza la presenza del suo protagonista – una scelta dovuta alle esigenze di sceneggiatura e non relativa ai recenti avvenimenti.

House of Cards, creata da Beau Willimon, fu la prima serie originale Netflix lanciata nel 2013, ispirata alla omonima miniserie britannica trasmessa nel 1990 e a sua volta tratta dal romanzo di Michael Dobbs. L’opera tratta dell’ascesa al potere di un esponente di punta del Partito Democratico statunitense, Frank Underwood (Kevin Spacey) tra intrighi, losche e spietate macchinazioni ai danni degli avversari e diversi scandali all’interno dell’ambiente della Casa Bianca. House of Cards ha ricevuto in totale 46 nominations agli Emmy, vincendone 7, e 8 ai Golden Globes vincendone due, Miglior Attrice e Miglior Attore per una serie drammatica nel 2014 e 2015.

La scelta di chiudere la serie non ha correlazioni alla dichiarazione di Rapp nei confronti di Spacey, ma Beau Willimon ha comunque condannato come molti colleghi la condotta dell’attore Premio Oscar (nonché il suo coming out, ritenuto da molti un modo per distrarre l’opinione pubblica dalle accuse) asserendo sui social network quanto segue: “Il racconto di Anthony Rapp è molto preoccupante. Durante il tempo in cui lavorai con Kevin Spacey a House of Cards non sono mai stato testimone né ero a conoscenza di alcun suo comportamento inappropriato sul set o al di fuori di esso. Detto questo, tendo a prendere atto seriamente di simili eventi e questo non può costituire un’eccezione. Mi dispiace per Rapp e sostengo il suo coraggio.”

Netflix stessa ha ribadito la preoccupazione per quanto accaduto dichiarando che i responsabili di produzione hanno avuto modo di consultarsi con il cast e lo staff di House of Cards assicurandosi che possano portare a termine i lavori alla serie ricevendo il supporto e la sicurezza necessari. Anche i recenti lavori a cui Spacey ha partecipato subiranno notevoli danni di immagine: vi è preoccupazione per la promozione di Tutti i Soldi del Mondo, diretto da Ridley Scott, in cui l’attore sarà presente nel ruolo del miliardario J. Paul Getty, e il successivo progetto intitolato Gore, un’altra produzione Netflix, in cui egli avrebbe dovuto interpretare lo scrittore e drammaturgo Gore Vidal, potrebbe venire sospeso.

Secondo alcuni rumor con la chiusura di House of Cards alle porte il portale di streaming online starebbe prendendo in considerazione l’idea di realizzare uno spin-off della serie: una delle idee più quotate è un progetto avente come protagonista il personaggio di Doug Stamper, il collaboratore di Underwood in House of Cards interpretato da Michael Kelly, scritto da uno dei produttori esecutivi Eric Roth, già autore della trasposizione cinematografica di Forrest Gump (per cui vinse l’Oscar alla Migliore Sceneggiatura), L’Uomo che Sussurrava ai Cavalli, Ali, Munich e Il Curioso Caso di Benjamin Button.

Fonte: The Wrap

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