Guardiani della Galassia – James Gunn si esprime sull’identità di Baby Groot

Cinema
Matteo Ivaldi
Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

Amante delle storie in ogni forma, ha affittato un emisfero del cervello a mondi immaginari. Avendo passato l'infanzia tra navi spaziali, Tolkien e Final Fantasy non può più fare a meno di flirtare con la fantascienza, la letteratura e i videogiochi. Talvolta può sembrarvi distratto, in realtà è probabile che stia facendo scorrere scene assurde nella sua testa con tanto di titoli di coda.

La morte di Groot, il celebre alieno dall’aspetto silvano, amico di Rocket Raccoon, ne I Guardiani della Galassia Vol. 1 è una delle scene più commoventi e riuscite della fortunata trasposizione Marvel ad opera di James Gunn.

I protagonisti del film erano riusciti a salvaguardarne un germoglio così da permettere alla creatura di rigenerarsi in una versione neonata presente nel secondo volume uscito nell’aprile 2017 e molti fan hanno speculato sulla natura del nuovo Groot, manifestando dubbi sul fatto che egli fosse l’identica copia del personaggio precedente destinata a ricrescere oppure un nuovo Groot, in grado di sviluppare carattere e atteggiamento differenti.

A seguito delle insistenze il regista ha precisato la propria idea a riguardo attraverso il proprio profilo facebook.

Tutto è nato da un tweet del medesimo, il quale menzionava la sua avversione alla resurrezione di personaggi iconici in fumetti, film e serie televisive, asserendo che simili scelte rappresentano rischi inutili che non apportano alcun beneficio alle storie raccontate.

Va da sé, quindi, che i fan replicassero con l’esempio del ritorno di Groot in Guardiani della Galassia Vol. 2, dato che la nuova presenza nel film, relativamente indolore, del personaggio avrebbe potuto ridurre la portata emotiva del suo eroico sacrificio in Vol. 1.

L’opinione di Gunn è la seguente: “l’esempio non calza perché Groot è morto definitivamente. Per quanto non sia necessario ritenerlo ovvio in Vol. 1, è necessario ricordare che se esplodete e una piccola particella rimasta di voi ricresce sotto forma di neonato, non bisogna dare per scontato che esso sia ancora voi.

Ritengo sia più chiaro in Vol. 2, in cui Baby Groot mostra una diversa personalità rispetto al vecchio Groot nonché nessuno dei suoi ricordi ed è molto, molto più goffo.

E ovviamente, nonostante l’abbia affermato dozzine di volte in passato, questo è l’argomento in cui è degenerata la mia affermazione, con gente che cercava di spiegare perché io fossi in errore e per quale motivo i personaggi che ho scritto per il film non fossero ciò che io credevo. Mi dispiace ragazzi, ma non funziona così. Il sacrificio di Groot, come altri, ha aggiunto peso e verità alla scena.”

Dunque, per quanto Gunn rispetti le opinioni di chiunque la pensi diversamente, è più che lecito considerare il ritorno di Groot alla stregua dell’introduzione di un nuovo membro della squadra piuttosto che la “resurrezione” in toto di un personaggio considerabile ancora, a conti fatti, defunto nel primo film.

I Guardiani della Galassia Vol. 2 è stato un successo di critica e pubblico incassando più di 850 milioni di dollari al box office internazionale.

Guardiani della Galassia Vol. 3, il sequel delle avventure di Peter Quill curato ancora da James Gunn, è previsto per il 2020 e seguirà il prossimo episodio di Spider-Man, in uscita il 5 Luglio 2019.

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