Ghost in the Shell: Il Film, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Finalmente è arrivato nelle sale una delle trasposizione cinematrografiche che per questo 2017 ha generato più hype.

Ecco che quindi noi di NerdPlanet.it vi offriamo la nostra recensione spoiler-free di Ghost in the Shell – Il film. Vi invitiamo, prima di leggere la presente recensione, a leggere la nostra guida al franchise qui.

Trama, recitazione e scene action

La trama

Come è noto il film è la trasposizione cinematrografica dell’anime di Shirow. Sin dall’inizio però non viene ben definita l’ambientazione, che, stando al manga è Tokyo.

Il maggiore Mira Killian è un cyborg con un cervello umano, frutto di esperimenti della Hanka Robotics, azienda che collabora con il governo. Proprio come nel manga, la protagonista è a capo della Sezione di sicurezza pubblica 9.

L’intera trama è incentrata su due aspetti. Da un lato essa si concentra sulla ricerca della protagonista del suo passato dimenticato. Dall’altro, semplificando  eccessivamente il messaggio dell’opera originale, riduce tutto il suo epicentro narrativo all’idea che la sostituzione dei corpi umani con shell artificiali sia un male.

Scarlet Johanson - Ghost in the Sghell

Scarlet Johanson – Ghost in the Shell

Che la sostituzione di un corpo biologico con un corpo artificiale sia un male viene purtroppo ridotto semplicemente agli interessi dell’Hanka Robotics. L’azienda, con la tacita collaborazione dei politici, preleva individui borderline per effettuare i suoi esperimenti.

Quando giudichiamo una trasposizione cinematografica di un fumetto, dobbiamo sempre tenere conto che esso deve comprimere il contenuto in due ore. Nel film Ghost in the Shell, questa compressione è andata a svilire lo spessore e la profondità del lavoro di Shirow. Esigenze di mercato impongono che il messaggio sia diluito per abbracciare la più grande fetta di pubblico possibile.

Salvo questo spiegato ma non giustificato svilimento del messaggio originale, il film non sembra poi tradire in maniera significativa altre parti, costitutive od accessorie, del manga.

 La recitazione

Arriviamo alle note dolenti.  Scarlet Johanson non offre una performance eccezionale. Il maggiore Motoko sembra irrigidita dalla stessa tuta robotica che indossa. L’espressività è quasi del tutto assente se non per qualche sguardo languido.

La restante parte del cast non annovera attori memorabili, che si limitano a fare il loro dovere, senza infamia né lode. L’unica attrice che eleva – di poco – lo standard recitavo e Juliette Binoche, che interpreta la dottoressa Ouelet, scienziato capo degli esperimenti sul maggiore.

Discreto il lavoro di Pilou Asbaek, che porta in scena un degno Batou, storica e fedele spalla di Kusanagi. Discreta anche l’interpretazione di Michael Pitt nei panni dello pseudo-villain Hideo Kuze.

 Pilou Asbæk nei panni di Batou

Pilou Asbæk nei panni di Batou

Le scene d’azione

Le scene d’azione sono piacevoli, senza gridare al miracolo. Un particolare scena di lotta è stata girata con luci ad intermittenza. Questa tecnica, che dalla serie Netflix di Daredevil è diventata di moda, non rende bene in Ghost in the Shell. Affatica la vista e, per di più, sembra suggerire di essere un artificio per nascondere profonde lacune coreografiche.

Il resto si mantiene all’interno degli standard che ci si aspetta da una produzione di questo livello.

 Il comparto grafico

Ambientazione

Il comparto grafico è tecnicamente di alta qualità. Diversamente non ci si può aspettare da un film ad alto budget. Tuttavia la resa dell’ambientazione urbana è fin troppo ricca. La città dove si svolgono le vicende narrate è molto vicina, per stile, a quella rappresentata in Blade Runner, anche essa pullula di eccessivi elementi. Proiezioni olografiche giganti, una marea di luci, insegne, chioschi, confondono lo spettatore e destrutturano lo spazio, dando l’impressione di un vortice caotico.

A questo va aggiunto che la scelta di una palette di colori eccessivamente vivida – quasi fluo – contribuisce all’effetto disorientante di cui abbiamo parlato.

Tokyo?

Tokyo?

Cyberpunk

Per quanto riguarda invece il rendering grafico delle parti cibernetiche sono davvero poche le critiche che si possono muovere. Non vi è alcuna percezione di stacco tra gli elementi reali e quelli in CGI. Bellissimo il concept della Geisha-Bot, felice coniugazione di robotica e tradizione. Anche la caratterizzazione grafica dei personaggi risulta essere di alto profilo: la fantasia mostrata sugli impianti cibernetici è molto ampia. Molto felice anche la scelta riguardante il concept dei mezzi.

Geisha-Bot

Geisha-Bot

Nota negativa per il mecha-design del blindo-ragno, che perde le morbidità del concept originario per spostarsi verso uno stile più vicino a Metal Gear.

Il phisique du role di Scarlet Johanson

Il phisique du role di Scarlet Johanson

Concludendo

Ghost in the Shell  risulta essere un film discreto solo e soltanto nella misura in cui non si conosce il manga. Se invece l’opera originale è nota, il film raggiunge pienamente solo la mediocrità. Migliori sono invece i lungometraggi di animazione. Purtroppo il film, se pur riuscito da un punto di vista tecnico, manca significativamente del ghost, confermandosi come un semplice shell di buona fattura.

Andate a vederlo, ma con il freno a mano.

Ghost in the Shell - Il film

Ghost in the Shell - Il film
58

Trama

5/10

    Recitazione

    5/10

      Comparto grafico

      8/10

        Scene d'azione

        6/10

          Fedeltà al manga originale

          6/10

            Pros

            • Discreto se non si conosce il manga/anime

            Cons

            • Recitazione
            • White-washing?
            • Lascia davvero poco

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