Gamestop – Continua l’inchiesta del programma Circle of Life, numerose testimonianze dei dipendenti

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Giuseppe Barbieri
Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Avevo circa 7 anni quando per la prima volta vidi uno dei miei fratelli giocare ai titoli più simbolici sulla prima Playstation, come Crash Bandicoot o Resident Evil 3: Nemesis. Da quel giorno mi sono interessato a questo mondo, facendo crescere sempre più la passione per i videogiochi. Credo e affermo che i videogiochi siano una vera e propria forma d'arte e di espressione che si unisce ad altri tipi di arte che insieme riescono catapultarti in un altro mondo. Ciò che apprezzo per lo più nei videogiochi sono le storie profonde, giocherei a COD o a qualunque altro multiplayer soltanto per noia. Amo le storie, e amo crearle. Oltre ad essere un videogiocatore in cerca di storie ho, da qualche tempo, anche l'interesse per la lettura e la scrittura.

Le polemiche su GameStop USA pare non vogliano giungere al termine, durante la settimana vi abbiamo parlato di questo famoso programma che prende il nome di Circle of Life, e di come in seguito Tony Bartel abbia voluto smentire tutto. Ma per farvi un breve riassunto della situazione diremo che: si sta spargendo la voce secondo la quale, i dipendenti Gamestop sarebbero obbligati a mentire riguardo la disponibilità di giochi nuovi per spingere la vendita di prodotti usati.

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Il COO (Tony Bartel) dopo aver respinto le accuse della società al mittente, oggi emergono numerose testimonianze di dipendenti, ex dipendenti e store manager. Sulla pagina Kotaku ci sono decine di segnalazioni da parte di responsabili di negozi e commessi che dipingono una realtà ben diversa da quella descritta da Bartel: molti di loro affermano che nei loro negozi c’è sempre un notevole stress a causa delle necessità di soddisfare le aspettative di vendita e del programma Circle of Life che avrebbe spinto persone dalla comprovata onestà a mentire ai clienti pur di mantenere il proprio posto di lavoro.

Riportiamo in basso alcune delle testimonianze (anonime) riportate da Kotaku:

  • Durante il periodo di Natale, il mio staff aveva paura di perdere il lavoro a causa del programma Circle of Life, quindi ho deciso di passargli le mie transazioni per migliorare il loro punteggio interno, mentre io mi sono fatto carico di transazioni che avrebbero potuto rovinare la media. L’ho fatto per togliere un bel carico di stress alla mia squadra e per farli sentire più sereni durante le feste. Pensavo di essere al sicuro perchè ho sempre avuto valutazioni eccellenti e il punteggio Circle of Life del mio store era superiore alla media…. mi sbagliavo. Sono stato licenziato perchè non ho dato il buon esempio come leader. Mi dispiace, ma non me ne pento, ho fatto quello che ho ritenuto giusto per i miei ragazzi.
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  • Lavoro come Assistant Manager in un GameStop del Midwest e vi posso dire che… beh… i nostri dirigenti ci portano a ingannare i clienti.
  • “Gli obiettivi del programma COL andavano raggiunti tutti i giorni, altrimenti il nostro District Manager ci avrebbe chiamato per avvisarci dei numeri bassi e minacciare di licenziarci.”
  • “A nessuno di noi piace mentire ma purtroppo spesso siamo costretti a farlo per salvaguardare il nostro posto di lavoro. Non possiamo fare altrimenti, semplicemente non abbiamo scelta.”
  • “Per molti di noi il programma Circle of Life è una vera tortura…”

E queste sono solo alcune delle tante testimonianze riportate da Kotaku, riferite alla divisione Americana della nota catena, la quale avrebbe adottato il programma interno Circle of Life durante la fine dello scorso anno,  seguito da grande insoddisfazione da parte dei dipendenti. Cosa farà adesso Gamestop USA? Risponderà nuovamente? Oppure incasserà il colpo?

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