Dalla Nuovissima Wolverine alla Potentissima Thor, il fumetto e il ruolo delle donne

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Carnevale è da poco passato, e nelle nostre città si sono riversati, nei parchi, nelle piazze, e in altri luoghi, masse di bambini mascherati, accompagnati dai genitori. E non è di certo anomalo, oggi, aver visto delle bambine vestite dai loro eroi preferiti. Non più principesse cui andare in soccorso, ma più spesso celebri eroi, come Batman o l’Uomo Ragno. Cosa significa tutto ciò?

Nel fumetto di genere supereroistico stiamo assistendo ad un periodo a dir poco rivoluzionario. O forse più che rivoluzione dovremmo parlare di rivalutazione, e di una fase di allineamento alla modernità, cercando di rappresentare ogni frazione della società, e non più solamente l’ideale dominante all’epoca della creazione della maggior parte dei personaggi. Per fare tutto ciò utilizzeremo Marvel Comics, che più di ogni altra è sotto i riflettori per le scelte operate in fase editoriale negli ultimi anni. Trovate ai seguenti link nostri articoli molto simili, il primo su Capitan America afroamericano Sam Wilson, e il secondo su Miss Marvel e la sua origine islamica.

Stereotipi

Internet è davvero vasto, ma girovagando nell’ambiente dei fumetti alcuni commenti sono piuttosto ricorrenti. Quando ci si trova di fronte un post sulla Potente Thor, o sulla Nuovissima Wolverine (Laura, x-23, la clone del mutante che avete potuto vedere, bambina, nel recente film Logan), capita molto spesso di leggere invocazioni al ritorno degli eroi maschili, e al fatto che alcuni eroi debbano essere assolutamente uomini e nient’altro.

Per queste persone, spesso lettori di vecchia data, non è affatto chiaro che sia un atteggiamento, da parte di editori e autori, assolutamente naturale e in linea con il mondo e la società che oggi abbiamo intorno a noi. L’assurdità semmai sarebbe un “cast” di personaggi esclusivamente al maschile, esclusivamente anglosassoni. Non è possibile, al giorno d’oggi, rilegare al rango di comparse le componenti femminili del mondo dei fumetti, e ciò è vero non solo per le autrici donne, ma ancor più per gli autori uomini, ben consapevoli dell’importanza del loro ruolo nella diffusione di una nuova coscienza morale, volta a una più sostanziale parità dei diritti.

Chiedere che gli eroi tornino ad essere uomini è un retaggio di un mondo dove non solo il lettore era il giovane ragazzo, ma soprattutto di un mondo dove la divisione nella pedagogia del bambino e della bambina era assolutamente più netta. Torniamo così al principio di questo articolo, notando come, in un mondo dove queste barriere crollano, e devono crollare, sia assolutamente necessario dare a queste giovani persone la consapevolezza di una vera uguaglianza, con eroi uomini e eroi donne, la cui vera importanza deve essere donata dalla storia che l’autore scrive per loro.

cover crop

Mitologia

L’obiezione, più che legittima, è che si potrebbero generare ex novo personaggi femminili, così da donare nuove rappresentanze al lato rosa del mondo. Una buona soluzione, che ha decisamente funzionato nel caso di Miss Marvel, in grado di riunire in sé non solo la componente femminile, ma anche il ruolo di personificazione della minoranza islamica. Ciò di cui però questa soluzione non tiene conto è la vera e propria mitologia dell’universo Marvel, un universo fumettistico che ha alle spalle decenni di storie, in cui si è radicato un forte, fortissimo pantheon di personaggi, un Olimpo da cui è difficile uscire, e in cui è difficile entrare, condannando di fatto nuovi personaggi a rimanere sullo sfondo degli eventi più importanti di questo complesso e intricato mondo.

Attenzione, ciò non giustifica eventuali forzature, snaturamenti dei personaggi, o pessime storie. L’importanza donata a Carol Danvers, l’attuale Capitan Marvel, non giustifica una gestione della sua storia che finora è stata tutt’altro che memorabile, e che non è stata fortemente apprezzata dal grande pubblico. Per chi fosse interessato ne abbiamo già parlato qui.

Ma al tempo stesso era assolutamente necessario rinnovare diversi personaggi davvero importanti per i lettori, come Thor e Wolverine, così da permettere che nella tavola rotonda delle grandi figure potessero entrare delle presenze femminili. Il tutto senza rovinare o escludere le loro controparti maschili, attualmente impegnate in grandi saghe: da un lato abbiamo infatti il Thor Indegno, chiamato Figlio di Odino, coinvolto in avventure davvero colme di epicità, e dall’altro lato il tormentato Vecchio Logan, nel suo dramma interiore che ha restituito al canadese una dignità fumettistica davvero elevata.

Allegoria

Emblematico è il caso legato alla Potente Thor. Jane Foster ha alzato il martello dopo che Thor non ne era più in grado, a causa del misterioso sussurro di Nick Fury in Original Sin. Tutto ciò non ha solo generato una nuova supereroina, ma ha dimostrato un concetto molto più importante, utilizzando la particolare formula del magico martello. “Chiunque sarà degno”, recitano le parole incise, e grazie a Jane mostrano come l’essere degni non sia prerogativa maschile, ma sia una caratteristica di cui uomini e donne possono essere dotati. Per essere un eroe non importa dunque il sesso di nascita, ma la propria personale virtù.

In fondo a questo lungo articolo vi lasciamo due nostri video. Il primo tratta della rappresentazione delle minoranze, utilizzando Miss Marvel, Capitan America Sam Wilson, e la Potente Thor. Il secondo video invece è dedicato ad una importante eroina della Valiant Comics, Faith, che trova, nella sua rappresentazione di una eroina in forte sovrappeso, un nuovo modo di considerare le protagoniste dei fumetti.

 

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