Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

La storia del cinema ha portato, nel corso del tempo, alcuni generi ad alternarsi sotto l’occhio di bue dato dall’attenzione del pubblico. A volte il genere che tirava di più era l’horror, altre la fantascienza,  o ancora l’avventura, il thriller, il musical o i film animati. Ci sono anche generi che, però, con l’andare del tempo hanno perso il loro smalto, questo si potrebbe dire di molti generi ma principalmente quello della parodia è quello che, purtroppo, è stato più protagonista di questo fenomeno.

Chiariamo subito che la parodia non ha mai avuto un suo vero e proprio ruolo da protagonista sulla scena cineamatografica. La parodia ha sempre avuto, e continua tuttora, il ruolo di inamovibile co-protagonista nel mondo del cinema. Non importa quale sia il genere che si sia trovato oggetto dell’attenzione del grande pubblico, il cinema dimostrava di non prenderlo troppo sul serio facendone una parodia che, incredibile ma vero, faceva anche ridere gli ammiratori più accaniti del genere originale.

Se la frase originale di Francis Scott Fitzgerald è: “Mostratemi un eroe e vi racconterò una tragedia“, quella che potremmo forse vedere come una frase più tipica di Groucho Marx sarebbe: “Mostratemi qualcosa di serioso e ne farò barzelletta“. Il punto è però che nonostante si siano affermati saghe parodistiche di una certa rilevanza, così come registi, attori e sceneggiatori con il bernoccolo del genere, il genere in sè sembra essersi indebolito, volete sapere perchè? Purtroppo è semplice.

Fate questo esperimento, se volete, (a vostro rischio e pericolo) prendete dieci persone, cinque vostri amici o conoscenti e cinque perfetti estranei, all’improvviso ve ne uscite con “Oggi ho rivisto Frankenstein Junior, quel film è fantastico!” e poi con “Domani mi voglio rivedere L’Aereo più pazzo del mondo, quel film è leggendario“. Ebbene noterete due cose molto tristi: la prima è che fermare estranei per strada e urlare loro frasi improvvise e molto poco normali può portarvi a denunce ed ematomi di vario genere e natura, la seconda è che ben pochi di quelli che avrete interpellato conosceranno questi due film, ancora meno saranno quelli che li avranno visti entrambi o almeno uno dei due.

(Come dite? Non li conoscete nemmeno voi?! Oh, beh, non vantatevene, e usate questo Hollywood Memories per riparare all’errore.)

Frankenstein Junior è la geniale e leggendaria commedia scritta da Mel Brooks e Gene Wilder, che ne è anche protagonista insieme a Marty Feldman, Peter Boyle, Madeline Khan, Cloris Leachman, Teri Garr e Kenneth Mars. Il film, come è intuibile già dal titolo, è la intelligente e divertente parodia del Frankenstein del 1931, uno dei più grandi film di sempre.

Frankenstein Junior è il quarto film di Mel Brooks e trova un Gene Wilder e un Marty Feldman già ben avviati ad Hollywood ma per tutti e tre (e non solo) questo film significherà la consacrazione a star di Hollywood e leggenda del cinema. Mel Brooks è ancora oggi uno dei registi e sceneggiatori più brillanti e divertenti della commedia americana, avendo continuato a partorire parodie e commedie brillanti. Gene Wilder è stato un grande attore, sceneggiatore e scrittore, fino alla sua morte il 29 Agosto del 2016, Marty Feldman ha avuto molto presto a scornarsi con il suo essere una stella di Hollywood ma questo non gli ha impedito di diventare una leggenda della commedia e della comicità.

La parodia di Frankenstein Junior è il tipo di parodia che si concentra su un solo film in particolare, riuscendo ad essere anche profonda e con una regia molto precisa e ben pensata. Il divertimento che traspare dalla pellicola non è solo quello generato dalle gag leggendarie del film e dagli espedienti intelligentemente usati dagli sceneggiatori e dal regista, ma anche dal divertimento che cast e crew provavano nel girarlo.

Divertimento che li portò ad aggiungere diversi sketch poi diventati leggenda e a prolungare le riprese, per evitatare di dover smettere di divertirsi troppo presto. Tutto questo risulta già chiaramente dal film, ma in caso non ci doveste credere, basta guardare le scene tagliate o le foto del set.

Ad ogni modo, Frankestein Junior non è una parodia, ma LA parodia che ha stabilito le basi per un genere, per una parodia intelligente e attenta, atta a trovare i punti deboli e potenzialmente divertenti in un’opera altrimenti seria e/o drammatica, senza però esagerare e finire nel ridicolizzare l’opera originale o nel confondere lo spettatore.

L’Aereo più pazzo del mondo è già un altro tipo di parodia, ma ugualmente intelligente e geniale e fonte di un film che, seppur in un modo e in un contesto diverso, è rimasto giustamente impresso nella storia del cinema e della commedia.

L’Aereo più pazzo del mondo (Airplane! – in lingua originale) è scritto e diretto dal trio dal trio Zucker-Abrahams-Zucker, composto dai fratelli David e Jerry Zucker e da Jim Abrahams, il cast di protagonisti è invece composto da Leslie Nielsen, Robert Hays, Julie Hagerty, Lloyd Bridges, Peter Graves e Robert Stack.

Questo film è un tipo di parodia diversa, il film sembra impostato come una parodia del film Airport del 1970, ma già dall’inizio possiamo capire che gli ZAZ hanno pensato a questo film come modo per parodiare diversi film usciti dalla grande Hollywood. Ne L’Aereo più pazzo del mondo vediamo tutti i clichè e gli espedienti più celebri del cinema di quegli anni venire presi educatamente in giro.

Anche in questo caso le gag leggendarie e i dialoghi fenomenali non sono indipendenti o casuali ma ben incasellate in una trama a sè che permette di sviluppare e conoscere i personaggi in modo da potervisi immedesimare come se fossero i personaggi di un dramma.

Anche L’Aereo più pazzo del mondo ha lanciato diversi nomi del genere parodistico, uno tra tutti è sicuramente quello di Leslie Nielsen che in questo film fa il suo debutto nel genere comico, senza sapere che poi abbandonerà proprio la carriera da attore drammatico per diventare una leggenda di questo genere, anche grazie al trio ZAZ autore di questo film.

L’Aereo più pazzo del mondo ha una regia diversa, meno classica, meno seria, ma sicuramente più adatta allo stile della narazione e del racconto. La commedia tende al genere demenziale, ma ancora non lo è del tutto, o almeno non lo è per come ci siamo abituati a  concepire oggi la commedia demenziale o la parodia.

Sia per Frankenstein Junior che L’Aereo più pazzo del mondo il problema è proprio questo, pur essendo dei capolavori e pur avendo dato la loro impronta al genere non sono riusciti a ispirare qualitativamente chi si è avventurato in seguito nel genere della parodia cinematografica. Ad oggi, a causa di pellicole più pigre, o di seguiti molto poco divertenti di film che invece lo erano, il genere parodistico è trattato come il maglione spelacchiato che ci hanno regalato un Natale imprecisato e che teniamo nel cassetto del nostro armadio, ben nascosto.

Perfino quando si tratta di guardarlo nel cassetto, lo facciamo contro voglia, figuriamoci se qualcuno dovesse venire da noi e dire “ehi, ho visto un maglione fatto a mano bellissimo, oggi, lo andiamo a provare?“, non fidandoti di quello che ti hanno regalato, non sarai troppo fiducioso e non andrai a provare nemmeno quello nuovo, che potrebbe o non potrebbe essere sorprendentemente bello e adatto a te.

In conclusione vi consigliamo questi due film memorabili sia per divertirvi e farvi due risate che per ricordarvi di un genere fin troppo spesso sottovalutato o addirittura ignorato. Perchè ricordatevi sempre che qualcuno o qualcosa che vi ha fatto ridere tanto in passato, può farlo ancora, dovrete solo dargli la possibilità. Ovviamente non è sicuro e non dovete aspettarvi di ridere sempre, ma il bello della commedia e anche che sarà sempre il genere in continua sperimentazione.

A volte ci prende e regala perle come quelle di cui abbiamo parlato, altre fornisce risultati buoni ma non così tanto soddisfacenti, altre ancora produce dei fallimenti in piena regola che ci faranno dubitare di aver fatto bene a crederci, ma nonostante tutto sarà un genere di cui il cinema non potrà mai fare a meno, per ricordarsi e ricordarci di non prendere nulla e nessuno mai troppo sul serio.

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