Final Fantasy XII: The Zodiac Age, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Matteo Pugliese

Final Fantasy XII, creato e pubblicato da Square Enix e debuttato in principio in Giappone nel 2006 su Playstation 2, è stato uno (se non proprio il primo!) di quegli episodi della serie FF che ha introdotto svariate novità, molto apprezzate dalla critica ma meno dai fan della serie.

Questo perché la saga di Final Fantasy si è sempre contraddistinta per il particolare combat system a turni e quegli scontri casuali che erano gli elementi cardine che caratterizzavano l’intera serie ma, con l’uscita del dodicesimo capitolo, il gioco ha cominciato a modificarsi: gli scontri infatti non erano più casuali, i nemici erano ben visibili, e il sistema di combattimento introdotto era una sorta di via di mezzo tra i turni e il tempo reale, accompagnato dall’inedito Gambit.

Questo per l’epoca fu un abominio. Nonostante il titolo ottenne una sorprendente accoglienza dalla critica specializzata, non fece breccia nel cuore dei fan (compreso me che scrivo!) e pagò a caro prezzo il tanto coraggio del team creativo di introdurre qualcosa di nuovo nel genere JRPG (gioco di ruolo alla giapponese), a quel tempo ancora saldamente ancorato ai capisaldi della tradizione nipponica.

Queste sono le ragioni per cui Final Fantasy XII è sicuramente il capitolo più controverso e sottovalutato dell’intera saga, precursore del futuro (e corrente) action-RPG il quale si sviluppa attorno a tre punti fondamentali che oggi caratterizzano il sopracitato genere: open world, Active Dimension Battle system, e complessa trama politica [da fare invidia a Games Of Thrones!].

Ciò ha permesso al seguente titolo di invecchiare benissimo ed ha spinto la Square Enix a creare questa remastered in HD dal titolo Final Fantasy XII: The Zodiac Age, un’opera che ci viene riproposta sulla base dell’edizione International Zodiac Job System, inedita in Occidente, e quindi ricca di novità e opzioni, compresi il supporto per i trofei PS4, funzionalità di condivisione sui social, autosalvataggio e tempi di caricamento molto contenuti.

A un giusto decennio di distanza dall’uscita della versione originale, Final Fantasy XII: The Zodiac Age si approda su Playstation 4 per cercare di strappare agli amanti del genere ruolistico ed ai Millennials quella meritata seconda opportunità che potrebbe davvero cambiare l’opinione delle masse sull’originalità del prodotto, in particolar modo oggi che l’automatizzazione del party non scatena l’inesplicabile indignazione di un tempo.

“Il trattato sarà scritto con il sangue e firmato con la spada.”

Anche se molti di voi conosceranno già la trama di Final Fantasy XII, permetteteci anche questa volta di parlarvi brevemente della storia di Final Fantasy XII: The Zodiac Age e delle vicende politiche e tragiche sviluppate nella terra magica di Ivalice.

Rabanastre, città del regno di DalmascaIvalice, diversi anni prima delle vicende narrate in Final Fantasy Tactics. Si stanno celebrando le nozze della principessa Ashe di Dalmasca e del principe Rasler di Nabradia: un momento fondamentale per l’unione di due famiglie, di due regni, che siglano così una forte alleanza.

Inizia freneticamente l’invasione dell’impero di Archadia (che così ottiene l’egemonia su tutta Ivalice), il principe resta ucciso, il re viene assassinato a tradimento (apparentemente dal capitano delle guardie Basch fon Ronsenburg), dopo aver siglato la resa, e Ashe scompare nel nulla.

In seguito all’esecuzione del presunto regicida e alla notizia della presunta morte dell’intera dinastia reale, tutti i capitani del regno vengono proclamati traditori e la nazione cade definitivamente nelle mani dell’Impero, il quale incarica l’ambizioso Vayne Solidor, figlio maggiore dell’imperatore di Archadia dalla dubbia moralità, di prenderne le redini nelle vesti di console.

Due anni dopo, Rabanastre è cambiata: fame e povertà dilagano ovunque, e molti orfani come il protagonista del gioco, Vaan, insieme all’amica di sempre Penelo, sono costretti a fare i borseggiatori per sopravvivere. La storica indipendenza di Dalmasca sembra perduta, almeno finché il nostro giovane protagonista decide di infiltrarsi nel palazzo reale per rubare la mitica Magilite della Dea, un arcano cimelio in grado di legittimare la linea di successione al trono della dinastia reale.

Così, per una serie di fortuite coincidenze, i due amici protagonisti incontrano altri due veri ladri professionisti, il coraggioso aviopirata Balthier e la sensuale Fran, con i quali si trovano a dover affrontare un lungo e difficile viaggio che li porterà a vivere un’avventura rischiosa e irta di pericoli per il futuro del loro mondo. Tale episodio metterà dunque in moto una serie di eventi e coincidenze che porteranno Vaan e gli altri protagonisti a svelare gli inganni e i complotti dietro la caduta di Dalmasca, ma soprattutto indirizzeranno la principessa Ashe (chiamata così per evitare qualunque tipo di spoiler sulla vicenda), viva e vegeta, verso la riconquista della meritata sovranità.

La storia di Final Fantasy XII: The Zodiac Age (che non presenta differenze rispetto all’originale) è dunque abbastanza complessa, pregna di sentimenti e colpi di scena, colma di intrighi politici e brame di potere, la superba trama è rivolta ad un pubblico maturo, capace di comprendere appieno ed apprezzare ogni singolo componente del vastissimo intreccio narrativo.

“La qualità principale del genio non è la perfezione ma l’originalità, l’apertura di nuovi confini…”

Come scritto in precedenza, Final Fantasy XII appena uscì nel lontano 2006, non fu amato dai fan del genere, questo perché il titolo cominciava ad abbandonare le meccaniche dei JRPG (pacato e riflessivo) per abbracciare il moderno action-RPG (attivo e frenetico). Ed ecco in cosa consiste la genialità del titolo. Ecco perché la mossa da parte di Square Enix nel riproporre questa versione rivisitata e rimasterizzata è davvero azzaccata. Ecco, dunque, che il Final Fantasy più sottovalutato di sempre, ottiene una seconda (MERITATA) chance ad entrare di diritto nell’Olimpo del genere RPG.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è molto più che una semplice remastered: essa si basa sulla tipica tradizione delle versioni International della serie, ovvero“ristampe” destinate al solo Giappone e arricchite da una serie di piccole e grandi modifiche sviluppate solamente durante il processo di localizzazione internazionale. La riedizione The Zodiac Age ripropone esattamente questo, basandosi sulla versione International del titolo.

Caratteristica fondamentale del gameplay e combat system di FF XII è l’assenza di transizione tra la fase esplorativa e quella di combattimento, con la conseguente abolizione degli scontri casuali: l’Active Dimension Battle (un ibrido fra il vecchio sistema ATB e l’azione in tempo reale) permette ai personaggi di muoversi liberamente durante la fase di esplorazione di gioco e di attaccare qualsiasi nemico si vuole, previo il caricamento di una piccola barra che si scarica dopo ogni singola azione, per poi riempirsi nel giro di pochi attimi, il tutto costruito attorno a una serie di situazioni e tattiche configurabili attraverso i Gambit.

Se questo sistema è attivo, i tre membri del party scelti per combattere (di cui uno è necessariamente il Leader) attaccano i nemici automaticamente (in caso contrario il videogiocatore può scegliere direttamente quali azioni fargli compiere attraverso il classico menu a tendina), e una linea colorata collegherà il personaggio al suo bersaglio, con il tipo di incantesimo o attacco che sta per usare identificato a vista. La gestione dei Gambit è quindi uno degli aspetti più importanti del gioco, visto che le sorti delle battaglie dipendono dalla configurazione dei princìpi che regolano le azioni/reazioni dei vari personaggi durante la battaglia.

Il Gambit consiste in una serie di parametri che il giocatore acquisisce in modi diversi durante l’avventura e che può poi impostare, stabilendo delle vere e proprie priorità comportamentali per ogni singolo personaggio a seconda degli eventi di gioco. Il personaggio darà sempre priorità all’azione inserita nel primo slot a patto che la situazione rispecchi la condizione: in caso contrario si passerà all’azione successiva e cosi via. Tale sistema conferisce a vari combattimenti una notevole dose di tattica e strategia, elementi necessari per riuscire a portare a casa la vittoria.

Chiunque abbia giocato l’edizione originale di FF XII, ricorderà di come i personaggi, dopo essere entrati in possesso di armi, protezioni, tecniche e incantesimi vari, o perfino per evocare i potentissimi Esper, potessero utilizzarli solo dopo aver acquisito le relative Licenze: il giocatore (dinanzi a una vasta scacchiera) era chiamato a spendere i propri punti LP (ottenibili in battaglia) per sbloccare nuove abilità o per poter indossare pezzi di equipaggiamento.

Sebbene questo sistema permettesse di sviluppare i personaggi a seconda delle proprie preferenze, i vari eroi risultavano tutti uguali. Final Fantasy XII: The Zodiac Age offre, invece, ben dodici “scacchiere” tutte differenti tra loro, una per ogni classe (Job System), e ciascun personaggio può accedere e specializzarsi solo in due di esse per tutta la durata dell’avventura (ovviamente a discrezione del giocatore). Essendo una decisione irreversibile, la scelta delle classi assume un’importanza cruciale nell’economica del gioco stesso.

Fra le innovazioni introdotte, presenti nella versione International e qui mantenute, notiamo alcune interessanti features minori:

  • New Game +, con la Strong Mode che permette di cominciare l’avventura partendo già dal livello 90 mentre la Weak Mode, al contrario, fa sì che i personaggi non ricevano alcun punto esperienza restando stabilmente al livello 1;
  • controllo degli Ospiti in battaglia;
  • una mappa migliorata;
  • una modalità a velocità aumentata (attivabile premendo il tasto L1) per un migliore scorrimento delle fasi di esplorazione;
  • alcuni bilanciamenti fra i livelli e le scuole dei vari incantesimi;
  • infine, l’inserimento della modalità Trial, un gauntlet da 100 battaglie che permette di mettere alla prova i vari party ideati dai giocatori.

Fra le features maggiori, segnaliamo un sistema di salvataggio automatico intermedio tra le diverse mappe, la rimozione del danno massimo (un tempo indicata dallo storico 9999), le modifiche riguardanti le Apoteosi (che ora non necessitano più di MP, ma possiedono una loro barra simile alle classiche Limit Break) e la possibilità sia di controllare gli Esper in battaglia e di modificarne i loro Gambit, il tutto a favore di una maggiore flessibilità per l’utente finale.

Insomma, tutti miglioramenti tratti a rendere l’esperienza più dinamica e divertente che mai.

“Per favore non toglietemi le rughe, ci ho messo 10 anni per averle!”

Considerando l’attuale livello e la conseguente evoluzione della computer grafica rispetto al passato, il comparto grafico del gioco è senza dubbio la componente che avrebbe dovuto trarre maggior forza da questa remastered (ricordiamo in HD), ma al contrario è l’aspetto del titolo che meno ci ha entusiasmati.

Se le texture, comunque piatte e spesso poco pulite, sono state ridisegnate da zero e oggi appaiono più luminose e colorate rispetto al precedente lavoro, con un risultato che non fa gridare al miracolo, i modelli poligonali non hanno ottenuto lo stesso risultato.

Il titolo, insomma, seppur gradevole esteticamente, non può rivaleggiare con le attuali produzioni, nonostante sia invecchiato in maniera accettabile. Ricordiamo si tratta di una remastered in HD e non un remake totale da zero, come nel caso della Crash Bandicoot N. Sane Trilogy.

Grazie ai 1080p e all’uso di texture più definite, seppure piatte e “rugose”, l’immagine risulta molto brillante e nitida, gradevole alla vista, complice anche lo stile adottato dagli sviluppatori per ricreare il mondo di Ivalice, molto simile a Tatooine di Star Wars, caratterizzato dalla innumerevole varietà di colori dai toni caldi, oltre che a un buon sistema di illuminazione e un discreto uso dell’antialising.

Il sistema tecnico comunque riesce a non offrire alcun tipo di bug e la solidità è uno dei punti di forza di questo Final Fantasy XII, che riesce a mantenere costanti i suoi 30 fps e la sua fluidità anche durante la modalità accelerata.

Eccellente, come da tradizione invece, il comparto sonoro che comprende non solo l’ottimo doppiaggio inglese, ma anche quello nipponico (che consigliamo per il pathos trasmesso dagli eccellenti doppiatori) che ci permette di apprezzare l’impareggiabile audio originale.

La colonna sonora è quella originale ma è stata completamente registrata da zero con un’orchestra dal vivo (diretta dal maestro compositore Hitoshi Sakimoto) e il risultato è assolutamente impeccabile con melodie e suoni piacevoli e dettagliati riarrangiati in surround 7.1.

VERDETTO

Final Fantasy XII: The Zodiac Age è un gioco davvero molto ben fatto, che invecchia bene e regge il passare del tempo come tutti i grandi classici della saga. Il suo essere un geniale capitolo visionario e moderno del 2006, gli permette di essere ancora oggi molto godibile. Possiamo dire a gran voce e senza esitazioni che si tratta di uno tra i migliori JRPG di questa generazione, e che, sopratutto, sarà capace di accontentare tutti i malinconici delusi dalla deriva moderna che la saga ha imboccato (Final Fantasy XV docet!), così distante da quella che riuscì ad avvicinare tante persone al titolo. Le novità introdotte dalla versione giapponese e i moderni adattamenti tecnici implementati per l’attuale versione per Playstation 4, ne fanno (ovviamente) la versione migliore in assoluto.

Final Fantasy XII meritava davvero una seconda chance per mostrare il proprio valore: le tante limature apportate al gameplay rendono questa riedizione, quindi, l’occasione definitiva per ritentare l’impresa. Anche se da parte di un gigante come Square Enix, tuttavia, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione per quanto riguarda il comparto tecnico e grafico, che sono troppo sottotono. In conclusione, per quanto riguarda il prezzo (il gioco è venduto 46,99€) sia per quanto riguarda la versione digitale che fisica, il che dimostra che più di una versione remastered, Square Enix valuta il gioco come una versione a sè.

Insomma, Final Fantasy XII: The Zodiac Age è una chicca dedicata non solo ai fans del genere, non solo agli amanti dalla saga di Final Fantasy, ma a tutti gli appassionati del genere fantasy in cerca di un titolo vasto e maturo capace di tenere incollato il videogiocatore più esigente per poi spiazzarlo con vari colpi di scena ed una trama molto ben strutturata e matura.

Final Fantasy XII: The Zodiac Age

Final Fantasy XII: The Zodiac Age
82

Trama

8/10

    Gameplay

    9/10

      Grafica

      7/10

        Longevità

        8/10

          Audio e Colonna Sonora

          9/10

            Pros

            • Trama coinvolgente, moderna e ricca di colpi di scena
            • Sistema di classi (Zodiac Job System) nuovo e ben strutturato
            • Interessanti e Moderne aggiunte rispetto alla versione classica
            • Gameplay unico nel suo genere! Coadiuvante tra vecchia e nuova generazione
            • Il comparto audio fa davvero la differenza...

            Cons

            • ...cosa che invece delude è il comparto grafico e tecnico, che comincia a sentire il peso degli anni
            • Una Trial Mode (seppur nuova) troppo ripetitiva
            • Anche se i combattimenti sono frenetici, alcune volte il gioco è lento e monotono
            • Il prezzo è leggermente elevato per una versione Remastered

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