Il film di Gambit verrà riscritto da zero!

Cinema
Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Brutte notizie per tutti coloro che da anni attendono una degna trasposizione cinematografica per il mitico Gambit, uno dei più iconici membri degli X-Men.

E’ stato lo stesso Channing Tatum ad aver rilasciato una dichiarazione alquanto sconcertante: il film sarebbe in fase di completa riscrittura! La sceneggiatura non avrebbe convinto sia la 20 Century Fox, sia i registi vicini al progetto Ruper Wyatt (L’alba del pianeta delle scimmie) e Doug Liman (Edge of tomorrow). La pellicola era stata temporaneamente messa in pausa nonostante la dichiarazione dello stesso attore allo scorso Comic-Con riguardo l’inizio dello sviluppo, notizia che aveva rassicurato e rincuorato i fan del mutante.

Tatum ha rivelato, intervistrato da HeyUGuys, che il tutto è dipeso da una micidiale combinazione tra ritardi in serie e successivamente ai recenti successi di pellicole come Deadpool e Logan: sono appunto questi due citati ad aver messo in crisi il progetto in quanto sono stati gli unici ad aver risolto i problemi creativi tipici di fedeltà al materiale originale, riuscendo a sbancare al botteghino e ad accontentare critici e fan.

Sembra quasi impossibile, ma Tatum stesso ha dichiarato che il frutto degli errori e le continue battute d’arresto potrebbero aver fatto bene al film, rincarando la dose ammettendo di non essere particolarmente connesso con il personaggio a causa di tutte queste varie complicazioni (non tutti possono contare nella determinazione creativa di un Ryan Reynolds).

L’attesa sarà ancora lunga, in attesa di rendere giustizia al personaggio già portato sullo schermo in maniera timida e impacciata, ma senza infamia e senza lode, da Taylor Kitsch in X-Men origins: Wolverine.

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