Ex dipendenti di Quantic Dream denunciano omofobia e razzismo

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Sull’onda del movimento #MeToo che nelle ultime settimane sta scatenando polemiche e scandali nel mondo dello spettacolo, ecco che anche l’universo videoludico si macchia di episodi spiacevoli. In questo specifico caso non si tratta di donne che denunciano esplicite molestie sessuali ma di ex dipendenti di Quantic Dream, rimasti anonimi, che hanno riportato di un ambiente lavorativo malsano, in cui più di una volta è stato manifestato del razzismo e omofobia nei confronti di alcuni membri dello staff. A detta loro, alla base di questi comportamenti ci sarebbe il fondatore e presidente della compagnia, David Cage.

Oltre ad insulti verbali, si parla anche di brevi fotomontaggi offensivi che avevano spesso per soggetto i dipendenti considerati “diversi”, fino al vero e proprio nazismo. Non è difficile immaginare quanto poco debba essere piacevole lavorare in queste condizioni.

Seppur gli episodi narrati non siano recenti, in quanto risalirebbero al 2013, ad oggi lo stesso David Cage e il co-fondatore della compagnia, Guillaume de Fondaumiere, hanno dichiarato di essere totalmente all’oscuro dei fatti e soprattutto di non aver visto altri video se non alcuni ironici, senza intento offensivo. Seppur il concetto di ironia sia spesso più soggettivo di quanto si vorrebbe, non bisogna dimenticare che i suddetti fotomontaggi non sono giunti alla stampa e le parole degli ex dipendenti non sono state verificate pertanto è meglio prendere quanto si legge con le pinze (per entrambe le parti).

Quantic Dream

In ogni caso David Cage, dopo le accuse ricevute e il conseguente polverone mediatico, si è difeso ricordando che diverse volte ha collaborato con personalità di spicco nella lotta sia contro l’omofobia che contro il razzismo e ritiene scorretto quanto detto nei suoi confronti, vuole essere giudicato per il suo lavoro.

A lui si è unito Guillaume de Fondaumiere: “Quantic Dream nega categoricamente queste accuse. Personalmente, sono furioso e indignato per queste dichiarazioni, le quali mi colpiscono molto seriamente. Farò tutto il possibile per far valere i miei diritti e il mio onore in sede legale“.

La questione rischia di diventare un susseguirsi senza fine di accuse, avvocati e tribunali e la cosa non fa certamente bene ai progetti attualmente in sviluppo come Detroit: Become Human. Sperando che la situazione si risolva nel migliore dei modi, continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti sulla vicenda.

Fonte: Eurogamer.net

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