Dunkirk, la Recensione – NO SPOILER

Il 31 agosto arriverà nelle sale italiane Dunkirk, thriller d’azione del regista Christopher Nolan.

La pellicola accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso una delle vittorie, nate da una sconfitta, più famose della seconda guerra mondiale.

Dunkirk è la storia di 400.000 uomini intrappolati e della loro forza di sopravvivenza, ma è anche la storia di un popolo, quello britannico, e del loro coraggio per cercare di riportarli a casa.

La storia

Era il maggio del 1940. Il Corpo di Spedizione Britannico, insieme alle truppe francesi, belga e canadesi indietreggia fino alla spiaggia di Dunkirk. Con le spalle rivolte verso il mare e solo 26 miglia di distanza da casa, le truppe sono intrappolate, mentre il nemico avanza.

Non c’è modo di tornare a casa, non c’è modo di raggiungere l’altra sponda. La secca nel mare, lunga ben 7 metri, impedisce l’attracco delle navi inglesi. L’unica speranza di salvataggio arriva quando vengono chiamati in causa i civili oltre la Manica. Tutti coloro che possiedono piccole imbarcazioni sono tenuti a prestare servizio e partire per salvare i soldati intrappolati. L’Operazione Dynamo, nome in codice per descrivere questa evacuazione, è la più famosa della storia.

A livello storico, questo evento, che ha tutt’oggi una valenza mondiale, rimane un evento di portata incredibilmente rilevante. Di solito un’evacuazione non viene vista come qualcosa di profondamente eroico, ma non questa: questa impresa ha assunto un ruolo di valenza nazionale ed internazionale, tanto che l’espressione “lo spirito di Dunkirk” è entrata a far parte del lessico britannico e si riferisce a un qualcosa di cui gli inglesi sono orgogliosi.

Nolan è riuscito a far emergere quella sorta di coraggio e determinazione contro qualunque aspettativa, che il popolo britannico ha avuto in quella situazione. Emerge così il concetto di eroismo semplice e puro, quello che fa intendere che in tempo di guerra la sopravvivenza fa comunque parte della vittoria. Tutto ciò viene percepito nel film anche dall’interpretazione di Harry Styles, nel ruolo del soldato Alex. Il giovane infatti passa tutto il viaggio di ritorno pensando che quella fuga non sarà vista come una vittoria, ma come semplice sopravvivenza e che non verranno trattati con rispetto per quanto accaduto.

Il molo, il mare, l’aria

L’ultimo sforzo diretto da Christopher Nolan vede gli eventi raccontati via terra, via mare e dal cielo, ossia da tre punti di vista, dal punto di vista di chi era intrappolato in spiaggia, di chi stava arrivando per salvare i soldati e di chi cercava di proteggere tutti dall’alto. Queste tre linee narrative hanno tre sviluppi temporali diversi, rispettivamente una settimana, un giorno ed un’ora, che poi si intrecciano tra loro a fine del film.

Questa struttura è in grado di creare tensione nello spettatore ed ha lo scopo di combinare la storia in modo decisamente umano, intrecciando la storia del singolo con l’epicità della vicenda. E così in questa visuale globale trova spazio la storia della Moonstone, una piccola imbarcazione in legno con a capo il Signor Dawson (Mark Rylance), insieme al figlio diciannovenne Peter, interpretato da Tom Glynn-Carney, ed all’amico di Peter, George. La storia di George è la storia di un giovane ragazzo che entra in contatto con avvenimenti più grandi di lui. George, interpretato da Barry Keoghan, salta a bordo della nave, un gesto impulsivo dettato probabilmente dalla voglia di avventura e dalla voglia di stare a contatto con Peter e suo padre. Non sa minimamente cosa lo aspetterà, cosa il destino ha in serbo per lui, ma lo fa lo stesso. Ed il suo destino agirà tramite la mano di Cillian Murphy, soldato salvato a metà strada che non ha nessuna voglia di tornare verso la Manica.

Sfortunatamente, in un evento così grandioso e disastroso ci si aspetta che i piani possano non andare come previsto e questo filone narrativo ci mette avanti ad una storia commovente che aggiunge pathos alla grandiosità del film.

Il lavoro svolto da Nolan porta lo spettatore direttamente su quella spiaggia. Ci si immerge in pieno in tutta l’azione del film, che è in grado di attirare lo spettatore e proiettarlo sulla terra ferma, sull’imbarcazione o addirittura nella cabina di pilotaggio.  Questa storia è raccontata in modo fedele ed essenziale e possiamo affermare che Christopher Nolan è riuscito a creare un capolavoro, sia girando nei veri luoghi della battaglia, che con la scelta del cast.

I Personaggi

L’età dei personaggi scelti è fedele alla storia raccontata e documentata. Tra i personaggi del film troviamo Fionn Whitehead, nel ruolo di Tommy ed Aneurin Barnad, nel ruolo di Gibson, che sono i primi personaggi con cui lo spettatore entra in contatto nella parte “via terra” e con cui subito trova sintonia.

Il loro modo di interagire, il loro modo di capirsi anche solo con uno sguardo e soprattutto senza conoscersi mette in evidenza un aspetto fondamentale della guerra. Quel senso di unicità ed appartenenza che ti fa capire di essere tutti sulla stessa barca e che ti sprona a collaborare per trovare una via di fuga. I due infatti, intravedendo una via di fuga in lontananza, affidano subito la vita l’uno nelle mani dell’altro, senza sfociare in convenevoli, ma solo mossi da un senso di fiducia smisurata nell’altro. Una fiducia nata dalla speranza di sopravvivere, una fiducia nata dal senso di appartenenza che l’indossare una divisa suscita in ogni soldato. Fanno parte della stessa squadra, sono una famiglia.

Sempre a terra troviamo il Comandante Bolton, interpretato da Kenneth Branagh, ed il Colonnello Winnant,interpretato da James D’Arcy.

Il modo di interagire dei due è completamente diverso dal cameratismo instauratosi tra i soldati. I due sanno realmente cosa sta accadendo, al contrario degli altri, e quindi discutono la maggior parte del tempo sulle logistiche d’evacuazione. La responsabilità in mano ai due è tanta, la pressione e la tensione sono palpabili.

Sulle acque della Manica e la spiaggia, troviamo in volo gli Spitfire, nella loro battaglia contro i Luftwaffe tedeschi, impegnati ad attaccare incessantemente uomini ed imbarcazioni. I piloti, Collins, interpretato da Jack Lowden, e FarrierTom Hardy, fanno del loro meglio per proteggere i soldati. Lo spettatore riuscirà ad entrare in contatto con loro solo attraverso la loro voce e con l’espressività dei loro occhi e seguirà incantato tutti i loro movimenti e comandi.

Nonostante si sappia già la fine, scritta da anni oramai, lo spettatore si ritroverà comunque a fare il tifo per loro e per la loro missione.

Regia

Dunkirk riunisce Nolan con il direttore della fotografia di Interstellar, Hoyte van Hoytema, per uno dei lavori più imponenti dei film di IMAX. Dai combattimenti aerei, alle sequenze delle esplosioni navali,  Dunkirk amplifica il suo raggio d’azione e ci mostra tutto un altro tipo di guerra, una guerra fatta non solo di bombe e morti, ma scandita dalle ore del tempo, una guerra che ti porta a guardare il cielo in attesa di un salvataggio, una guerra che ti mostra la solitudine e la disperazione senza urla, ma solo con la forza dello sguardo e dei movimenti del corpo.

Oltre che dalle immagini mozzafiato, lo stato d’animo di Dunkirk è alimentato dai suoi effetti sonori, dai suoi suoni  acuti e bruschi e dalle sensazioni suscitate dalle composizioni di Hans Zimmer. In questo modo, gli effetti sonori diventano importanti quanto le grandi immagini mostrate. Il dialogo è un elemento che mette Dunkirk lontano dai precedenti lavori di Nolan come regista, c’è molto meno di cui parlare qui e di certo le conversazioni effettuate non sono di natura estremamente filosofica, come quelle del passato.

Dal momento che Dunkirk racconta essenzialmente di una corsa non-stop contro il tempo, non c’è tanto spazio da dedicare allo sviluppo dei caratteri dei vari personaggi. Non sappiamo nulla di loro, se non ciò che stanno facendo in quel momento, se non che sono civili, soldati o piloti, ma ciò comunque non ci impedisce di entrare in empatia con loro.

Siete pronti ad immergervi in questa esperienza unica? Perché Dunkirk è un film da non perdere.

92

Sceneggiatura

9/10

    Regia

    9/10

      Interpretazione

      9/10

        Fotografia

        10/10

          Colonna sonora

          10/10

            Pros

            • Film di grande impatto
            • Tensione ed adrenalina al punto giusto
            • Trascina il pubblico nella storia
            • Cast di giovani alla prima esperienza che non deludono le aspettative

            Cons

            • Non adatto a chi si aspetta un film di natura puramente bellica

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