Doctor Strange, la recensione – NO SPOILER

Cinema
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensionista di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensionista di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Le arti mistiche, la meditazione, le arti marziali e i concetti di corpo astrale, dominio della mente sul corpo e dimensioni plurime sono stati fortissimi all’anteprime stampa di Doctor Strange in IMAX3D di ieri sera. Mancava fino ad ora nell’universo Marvelliano un personaggio mistico come Stephen Strange e finalmente, ieri, siamo riusciti ad entrare nel suo mondo fatto di magia, multiversi, ombre ed incantesimi.

Diretto da Scott Derrickson e prodotto da Kevin Feige, Doctor Strange è un racconto che parte dalla concretezza dei corpi per poi dissolversi nell’evanescenza del Piano Astrale, traendo ispirazione da Il giuramento di Brian K. Vaughn Principio e fine di J. Michael Straczynski, oltre ovviamente alla miniserie ed alle storie originali di Stan Lee e Ditko.

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Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è un arrogante, egoista ed assetato di successo neurochirurgo di fama mondiale che, in seguito ad un grave incidente automobilistico perde il controllo delle mani danneggiando in modo irreparabile i nervi ed i tessuti. Dopo aver tentato di tutto per ripararle utilizzando anche pratiche di medicina sperimentale, spende i suoi ultimi risparmi per raggiungere il Tibet e incontrare l’Antico (Tilda Swinton), un santone di origini celtiche che potrebbe guarirlo con l’ausilio della magia. L’antico gli spiega che il nostro mondo fa parte di un vastissimo multiverso e che gli Stregoni possono canalizzare il potere da esso e compiere imprese impossibili, come manipolare lo spazio, il tempo e la materia. Stephen comincia allora a studiare ed interessarsi alle arti mistiche ma prima dovrà fermare Kaecilius (Mads Mikkelsen); precedente allievo dell’Antico che ha ceduto al potere del lato oscuro dando la sua completa dedizione a Dormammu, potentissimo sovrano della dimensione oscura che vuole unire il multiverso in un unico piano esistenziale senza tempo e fine. Sotto la guida di Wong (Benedict Wong) e Mordo (Chiwetel Ejiofor), inizia a padroneggiare i suoi nuovi poteri e proteggere la Terra da Dormammu.

NON E’ SOLO QUESTIONE DI… EFFETTI

Una delle cose che colpisce e di cui hanno fatto bene i ragazzacci della Marvel, sono gli effetti visivi. Psichedelici, profondi ed ipnotici, gli effetti speciali con i palazzi che si accartocciano, le luci ed i colori immersivi, sembra come aver assunto un fungo allucinogeno prima della visione della pellicola. A vincere è anche la visione del film e degli effetti in IMAX3D che catapulta lo spettatore all’interno della storia dando un senso di partecipazione maggiore ed immergendosi pienamente nelle scene degli scontri.

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Nonostante la struttura narrativa sia tra le più convenzionali (l’archetipo del viaggio e dell’apprendimento dell’eroe vengono pienamente rispettati), Strange ha internamente dei dubbi che lo obbligano ad un certo punto della storia a capire cosa vuole realmente fare. Vi è una contraddizione insolubile tra il suo essere medico e stregone il quale quest’ultimo lo obbliga, per sopravvivere, ad uccidere. I combattimenti tra StrangeKaecilius ignorano le leggi della fisica, plasmando e piegando la realtà stessa in base alle loro esigenze. Gli effetti del 3D vengono amplificati portando allo sforzo di Derrickson enormi e significativi risultati. Mai nessuna pellicola Marvel aveva provato a tanto.

LA STRADA E’ APERTA PER LO STREGONE SUPREMO

Questo primo film apre per Doctor Strange un ciclo narrativo continuo portandolo sicuramente ad avere future interazioni con gli altri eroi marvelliani. I legami tra Doctor Strange e i prossimi cinecomics della Casa delle Idee sono palesi, soprattutto Infinity War e Thor: Ragnarok (vi consigliamo come sempre di rimanere seduti sulla poltrona anche dopo i titoli di coda, le scene nascoste post-credit sono ben due).

Concludendo possiamo tranquillamente affermare che con Doctor Strange la Marvel si è più che superata. Cumberbatch è ottimo per il ruolo ed è riuscito ad incarnare e colpire nel segno la guerra interiore del protagonista e la sua trasformazione da arrogante ed egoista a salvatore della galassia e del multiverso. Purtroppo Mikkelsen non è stato sfruttato al massimo delle sue potenzialità risultando un po’ spento e con le ali smorzate. Gli effetti, i combattimenti e l’arco narrativo sono ben studiati e aprono la strada non solo all’apparizione dello stregone supremo nelle altre pellicole dei suoi colleghi eroi, ma anche ad un seguito.

Consigliamo comunque la visione in IMAX3D per godere appieno del potenziale grafico della pellicola.

Doctor Strange

Doctor Strange
9.1

Interpretazione

9/10

    Regia

    10/10

      Cast

      10/10

        Grafica ed effetti

        10/10

          Storia

          8/10

            Pros

            • Trasposizione dai fumetti al cinema perfetta
            • Effetti e grafica IMAX3D stupendi
            • Combattimenti mozzafiato
            • Immersivo a livelli mai visti prima

            Cons

            • Troppo poco spazio ed iterazione tra la 'gente comune'
            • Primi minuti troppo lenti

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