Dirty Dancing 2017: Il remake per la TV lascia l’amaro in bocca

Cinema
Federico Marsili
Systems e Network Engineer prestato al blogging. Amo il buon cibo, cucinarlo e mangiarlo meglio se in buona compagnia. La mia serata perfetta è quella passata a cucinare con la mia compagna e poi un bel film o una serie TV. Malato di gaming, passo le mie giornate a capire come ritagliarmi un'oretta di gioco tra lavoro, hobby e studio. Adoro scrivere, lo trovo terapeutico e ringrazio Nerd Planet per avermi dato la possibilità di farlo in un ambiente simpatico e stimolante!
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Systems e Network Engineer prestato al blogging. Amo il buon cibo, cucinarlo e mangiarlo meglio se in buona compagnia. La mia serata perfetta è quella passata a cucinare con la mia compagna e poi un bel film o una serie TV. Malato di gaming, passo le mie giornate a capire come ritagliarmi un'oretta di gioco tra lavoro, hobby e studio. Adoro scrivere, lo trovo terapeutico e ringrazio Nerd Planet per avermi dato la possibilità di farlo in un ambiente simpatico e stimolante!

Il Dirty Dancing del 1987 è stato un film che, nonostante le premesse, ha funzionato.

La sensibilità degli anni ’80 urtata dalle movenze proibite (insieme alle acconciature e le musiche della colonna sonora) viene placata da quell’atmosfera di nostalgia degli anni ’60.

Il budget minuscolo, il cast di semisconosciuti, una produzione travagliata e una protagonista principale chiamata “Baby”, all’epoca facevano presagire il disastro. Ma, come ben sapete, il film è passato alla storia diventando un’icona di quegli anni ’80. Alla fine i pro hanno superato i contro: lo script di Eleanor Bergstein che tira in ballo argomenti scabrosi, l’inaspettata chimica tra Jennifer Grey e Patrick Swayze e le acrobazie di quest’ultimo.

 

Ad Hollywood si sono chiesti “come ricreiamo la magia del Dirty Dancing originale?”. Risposta: “Non si può. Stacce.” Ma a Hollywood a quanto pare non c’è stato nessuno che glielo ha fatto capire.

Hanno rifatto il film in in chiave moderna, lo hanno mandato in onda sul canale americano ABC e, sorpresa, dopo appena 30 minuti hanno controllato Twitter e si sono pentiti amaramente della loro scelta. La Baby del 2017 avrebbe fatto meglio a stare in un angolo.

Ecco una selezione di vari tweet di sdegno sia in America che in Italia

 

Il film vuole essere un musical, un melodramma sulla decadenza dei valori del matrimonio e una protesta sociale su svariati temi sociali quali il femminismo e il razzismo nelle istituzioni americane. Seppur le intenzioni siano state lodevoli nel cercare di affrontare argomenti scottanti, la voglia di fare troppo ha come unico risultato quella di essere insufficiente in ogni sua parte. L’eccesso di buona volontà soffoca la trama principale: Frances “Baby” Houseman, un’adolescente che va in vacanza con la famiglia in un resort nelle Catskill Mountains e mentre prende lezioni di Mambo ha un risveglio psicologico e sessuale.

Il problema principale di Dirty Dancing 2017, oltre alla lunghezza ridicola di tre ore, è che cerca di essere troppo per troppi generi di persone, risultando gravemente insufficiente in tutto quello che prova a fare.

Il remake firmato Wayne Blair e Jessica Sharzer, benché fosse un film per la TV e partisse con delle aspettative decisamente ridimensionate rispetto ad una produzione di prima fascia, riesce a dare un’immagine talmente stereotipata da risultare stucchevole. Alcune scene sono state filmate nello stesso identico modo ma da qui a superare la durata del film originale, il passo è stato fatto più lungo della gamba.

Se volete controllare le recensioni, IMDB ha valutato Dirty Dancing 2017 3.1 su 10, Rotten Tomatoes 20/100 con una valutazione degli utenti di 16/100.

In caso vogliate vedere il film nonostante tutto, dopo preparatevi a chiedere scusa all’anima di Patrick Swayze!!!

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